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Pianto greco, Juve sprofonda: 3 punti in 3 partite.

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di Paolo Paoletti - Un’altra notte da dimenticare in Champions. Le ne pagano in Europa le mediocrità del nostro
esce sconfitto, dall’Olympiakos e dalle sue scelte! Un tempo sprecato nei dubbi della vigilia.
Nell’intervallo ha provato a cambiare qualcosa, fuori Pirlo, ma non cambia il risultato.
La Juve di Champions è più che ridimensionata: 3 punto in 3 partite, quasi fuori al giro di boa del girone. C’è tempo per dire di chi e quali sono le colpe che esistono e sono evidenti.
Morata è l’unica nota positiva della serata: una traversa ed una gara da leone. In gabbia.
Di si è capito poco, Vidal e Pogba non hanno inciso. Il francese sostituito è fuori fase. Marchisio ha rimesso ordine ma senza costrutto.
Buffon la dice chiara: “ogni sconfitta complica tutto, meritavamo di più ma il primo tempo è stato inguardabile”.
La Juve non ha rischiato, ha sbagliato molto, è rimasta ancorata alla strategia sbagliata del tecnico.
In Europa non si può attendere, si gioca sempre per vincere. non lo fa!

Dopo 3 gare: Atletico e Olympiakos a 6 punti, Juve e Malmoe 3.

La Juventus è tornata a giocare in Champions League sul campo dell’Olympiacos, 11 anni dopo la rimonta per 2-1 firmata dalla doppietta di Nedved: c’era già Buffon, mentre nel 1999 Conte segnò il gol del pareggio per 1-1 che qualificò i bianconeri in semifinale.
La storia ricorda anche la finale di Coppa Campioni persa ad Atene contro l’Amburgo nel 1983. Gol decisivo di Magath che quest’anno, prima di venire esonerato dal Fulham, ha restituito in prestito all’Olympiacos Mitroglou.

Il centravanti ha segnato il gol contro l’Atletico Madrid ed è il pericolo numero 1, senza dimenticare l’olandese Afellay e due giocatori trattati dai bianconeri anni fa: lo svizzero Kasami ( Palermo) e l’argentino ‘El Chori’ Dominguez, Valencia e Rubin Kazan, che stasera ha fatto il bello e cattivo tempo nella secomnda giovinezza in Grecia.

CHANCE MORATA. gioca la carta Alvaro Morata dal primo minuto e fa sedere Llorente in panchina: il giovane spagnolo fa coppia con Carlos , che ha ormai ritrovato il giusto feeling con i goal . Panchina anche per Marchisio: a centrocampo Pirlo in cabina di regia, con Vidal e Pogba ai lati. Sulla sinistra si rivede Asamoah, confermatissimo a destra Lichtsteiner nel centrocampo a cinque. Il trio difensivo è quello delle ultime uscite, composto da Chiellini, Bonucci e Ogbonna.

Michel risponde con un prudente 4-4-2, dove Mitroglou e Dominguez formano la coppia offensiva. Gli esterni di centrocampo sono Milivojevic e N’Dinga, con Maniatis e Kasami al centro. Difesa a quattro composta da Elabdellaoui, Botia, Abidal e Masuaku. Tra i pali Jimenez.

Inizio aggressivo dei padroni di casa, spinti dall’urlo dei di casa: la prima occasione per la squadra di Michel arriva dopo sette minuti, quando Buffon deve togliere dall’incrocio una perfetta punizione di Dominguez. La risposta bianconera arriva dopo cinque minuti sugli sviluppi di un d’angolo, quando trova la deviazione ravvicinata, ma Elabdellaoui salva sulla linea. Al 20′ lo stesso insacca sul secondo palo, sempre su d’angolo, ma il goal viene annullato per posizione di fuorigioco dell’Apache. Alla mezz’ora giocata superba di Dominguez: stop a seguire sul primo palo e sinistro al volo ad incrociare che esce di pochissimo.

SBLOCCA KASAMI. Il risultato si sblocca al 35′, quando Pirlo perde l’ennesimo pallone a metà campo e concede la ripartenza avversaria. Dominguez porta palla fino al limite dell’area, poi scarica per Mitroglou: il numero 7 vede a rimorchio Kasami, che non ci pensa su e trova l’angolino basso con un preciso e potente sinistro di prima. La reazione della Juventus si concretizza ancora su piazzato, ma Chiellini non pesca la zampata di da posizione ravvicinata.

Ad inizio ripresa la squadra di prova a tenere in mano il possesso palla, senza però trovare spazi utili nelle linee greche, sempre ben posizionate in campo. Il primo vero squillo ospite arriva dal giovane Morata, che si gira benissimo in area e tenta il sinistro potente: la conclusione è però troppo centrale ed il portiere Roberto Jimenez respinge con un grande riflesso. Lo stesso estremo difensore si ripete pochi minuti più di sul di . L’Apache si vede poi respingere dallo stesso Roberto un ravvicinato: miracoloso l’estremo difensore spagnolo.

Nel finale di gara la Vecchia Signora spinge sull’acceleratore ed alza il centro dell’azione. Morata ingaggia un duello personale con il portiere Roberto, che si rivela super in diverse occasioni. Prima si vede respingere una conclusione dal dischetto dell’area di rigore, poi l’ Real Madrid trova l’angolino con un potente , ma il portiere spagnolo devia sulla traversa con un balzo felino. Allo scadere lo stesso Roberto neutralizza un’altra conclusione di , una prestazione incredibile, che regala tre punti d’oro alla formazione di Michel.

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