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CR7 al ManUnt: perchè è fallimento di tutta la Serie A!

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di Paolo Paoletti - Poco prima delle 18, ora italiana, la storia si chiude: il Manchester United annuncia il di Cristiano Ronaldo in Premier League con due sole parole: “Welcome home”.

Dopo 12 anni CR7 torna nel club che lo lanciò nel calcio internazionale facendolo diventare un’icona mondiale. Alla Juve i 28mln richiesti, a Cr7 due anni a 25mln netti a stagione!

L’addio di Cristiano Ronaldo è la sconfitta di tutta la serie A, un campionato obsoleto, pieno di debiti, mal gestito da TUTTI i presidenti e dalla Lega!

Un calcio business fallito perchè nessuno di questi presidenti-padroni sa fare business! Che obbliga la Juve, miglior club italiano almeno per organizzazione e strutture ad una ricapitalizzazione mostre da 400mln e l’Inter campione d’Italia a vendere il meglio, seppur per le vicissitudini interne cinesi che hanno fermato Suning e gli investimenti sul calcio!

Già l’arrivo delle proprietà straniere in tanti club: Milan, Inter, Roma, Bologna, Fiorentina, il Parma retrocesso, è fenomeno ormai antico dell’incapacità di presidenti e Sistema a stare al passo con i tempi, insistendo su un un modello di calcio televisivo sorpassato e finito: per incassare serve vincere e per vincere servono grandi Campioni con superstipendi e supervalutazioni… roba da bambini!

La Juve è implosa sull’illusione Cr7, strapagato senza centrare l’obiettivo della vittoria Champions, anzi perdendo anche uno scudetto nei suoi 3 anni bianconeri ma ancor peggio cambiando 3 allenatori, tutti immolati al portoghese: , Sarri, Pirlo!

L’addio di CR7 è il del modello calcio business imperniato su sponsorship e diritti tivvù, cui Juve con Real e Barcellona aveva cercato di resistere nel vano blitz Superlega. Guarda caso, le migliori rappresentanti dei due campionati più arretrati d’Europa: Liga e Serie A!

Il calcio è affondato proprio drogato dai soldi, troppo facili ed effimeri guadagni, ‘garantiti della televisione, che hanno fatto implodere anche la pay-tv se Sky ha deciso di non seguire più la corsa al rialzo innescata dai club. E Dazn farà la stessa fine strapagando un prodotto che non può diffondere al pubblico! Una al pubblico innescata senza vergogna proprio dai presidenti dei club.

La cecità e l’incompetenza dei nuovi ricchi-scemi, ha costruito e realizzato questo flop gigantesco, distruggendo il calcio, azzerando tutti i riferimenti strutturali: settori giovanili, centri sportivi, pubblico di abbonati e da botteghino.

Il miracolo di con la Nazionale Campione d’Europa ha conclamato l’incapacità dei presidenti padroni, vincendo con il talento dei giovani, uno staff tecnico di qualità, spirito di corpo e valori oltre il denaro! e la Nazionale sono il modello di calcio da imitare, l’unico sostenibile. In opposizione proprio allo scorretto strapotere economico di Sceicchi, i nuovi ricchi russi, gli americani, i cinesi per fortuna ridimensionati dalla stessa Cina, tutti a caccia in Italia di nuovi spazi di business.

Se la Juve e l’Inter sono implose, Atalanta e Milan sono il nuovo. Percassi e Gadzidis hanno dimostrato di saper fare calcio con un management di grande qualità, coraggio, la forza delle idee. Anche Marotta va così classificato, proprio perchè aveva intuito ed oppostosi al pericolo Cristiano Ronaldo, operazione spot senza futuro. Ha avuto ragione lui, ha sbagliato Andrea Agnelli che però ci rimette di tasca sua e la partecipazione personale nella or!

Così come aveva fatto Moratti il quale spese 1 miliardo di euro per arrivare al Triplete, poi costretto a cedere!

Cosa peggiore sono invece club come e Lazio, meglio Lotito di De Laurentis. E le piccole società che sono al soldo delle 7 sorelle!

Adesso è giusto che intervenga il Governo con leggi che impongano investimenti privati negli stadi, centri sportivi, settori giovanili. ‘Suggerendo’ alla FIGC regole perentorie come fu fatto per la limitazione degli stranieri. Oggi impossibili, ma realizzabili sotto forma di agreement interno alla Lega perchè tutti i presidenti tornino a capire che la competizione e la vittoria diffusa è il segreto della del calcio.

La grandeur del calcio italiano prima e dopo il Mondiale dell’82 fu possibile perchè allo scudetto arrivarono Fiorentina (1969), Cagliari (1970) e Lazio (1974). E negli Anni 80, Roma (1983) Verona (1985), (1987), Sampdoria (1989)! Certo tutte le squadre che vinsero il campionato avevano talento, idee, buona gestione. Campioni italiani e manager e grandi tecnici come Baglini (protetto da Artemio Franchi) e Pesaola, De Sisti e Maraschi a Firenze; Scopigno e Gigi Riva a Cagliari, Maestrelli e Chinaglia a Roma biancazzurra; Capello e Totti su quella gallssa, Bagnoli ed il Gruppo Verona nella città di Giulietta, Allodi- e Maradona-Giordano sotto il Vesuvio, e -Vialli sotto la Lanterna! Lo Scudetto diffuso per meriti, 7 scudetti a 7 squadre diverse in 23 anni, fu il vero segreto del successo del calcio italiano!

Così arrivarono da noi tutti i  migliori: Zico, Maradona, Platini, Rummenigge, Socrates, Mattheus, Falcao, Cerezo, eccetera, eccetera…

Contavano certamente i potentati economici, ma anche organizzazione, competenza, pubblico, simpatie e influenze del Sistema Paese!

Da Trent’anni il calcio italiano è morto!

Portato allo sfascio dal ‘fuorigiri’ al motore determinato e voluto da Silvio Berlusconi ed il suo Milan che azzera la competizione ed il campanile. Spinge il calcio televisivo (il Mundialito per lanciare Canale 5, ricordate?), costringe gli altri grandi club a seguire ed inseguire una strada sbagliata che porta all’addio di Ronaldo dopo un anno assurdo e la qualificazione Champions all’ultima giornata della squadra Nove volte Campione d’Italia di seguito.

Se la Figc non imporrà il modello Bundesliga in cui il bilancio dei club è costituito in parti uguali da diritti tivvù, sponsorship e botteghino non ci sarà futuro con un presente sempre più buio. Se la pay-tv per un motivo qualsiasi dovesse improvvisamente scomparire, al seguito, immediatamente, scomparirebbe quasi tutta la serie A.

Uno scandalo che come al solito pagano sempre e solo gli italiani comuni!

 

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