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Fallimento Napoli: tante plusvalenze e 150mln cash!

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di Paolo Paoletti - Vedere il prenderne otto dal Bayern Monaco, chiude la stagione delle illusioni e delle bugie.
A Napoli qualcuno si era rammaricato per il 3-1 subito a Barcellona… dannose fesserie per imbrogliare gli sprovveduti.
Il Napoli non sarebbe mai passato perchè anche contro un Barcellona distrutto da polemiche interne, senza capo ne coda tatticamente, la qualità dei singoli avrebbe comunque risolto. Come è stato.

Se poi la qualità dei singoli è al servizio di idee di un bravo tecnico diventa miscela esplosiva.
Se il tecnico è Hans-Dieter Flick, 55 anni, ex centrocampista, per 15 anni assistente di Joachim Löw in , capace in 2 anni di rifondare il Bayern Monaco, si può dire che per vincere servono: primo grande competenza, poi un po’ di soldi, quindi credibilità e attrattività.

Il fallimento del Napoli, che non si è materializzato nell’eliminazione in nasce dall’incompetenza di De Laurentis, la scelta del profitto sacrificato al risultato sportivo, la fuga da Napoli di chi vuol vincere. Nell’era ADL è stato così per Lavezzi, Cavani, , ma anche Sarri!

Maurizio è il pmo candidato a fare da parafulmine del cine-presidente…
La vittoria della Coppetta Italia quando Sarri era già stato licenziato di fatto dalla Juve, è il suo lasciapassare. Tornerà se De Laurentis gli darà più soldi dell’ultimo stipendio offerto e rifiutato e se il tecnico nel frattempo resterà a spasso. Probabile a 6 milioni netti l’anno.

Qualche gionro fa Antonio Corbo ha elencato i numeri sportivi della stagione azzurra. Troppo facile analizzare gol fatti e subiti, punti e varie amenità. L’amico Antonio non ne ha spiegato i motivi tecnici ne da dove arriva il male, denunciandone i colpevoli!

Dopo 3 anni da dirigente organizzativo in società, posso dire con certezza ciò che accade in campo è direttamente collegato a ciò che accade dietro la scrivania.
Valutando tutti i numeri a cominciare dal bilancio appare chiaro e indubitabile come De Laurentis privilegi il profitto al risultato sportivo.
Vende i migliori giocatori per le plusvalenze, gestisca l’utile netto della SSCNapoli di 29,16 mln al 30.06.2019 29, attraverso la Filmauro capofila di un fantomatico Gruppo.

Perchè tenere una azienda che fattura oltre 300milioni l’anno sotto il cappello (proprietà) di una piccola società con 20.000 euro di capitale neanche interamente versato? E perchè esiste e cosa fa dei soldi la ‘Ccgs srl’ di cui Chiavelli è Amministratore Unico, società satellite della Filmauro, ma di fatto centro di gravità delle finanze della stessa Società Sportiva Calcio Napoli, detenendo i diritti commerciali dei diritti televisivi del Napoli quindi, proprietaria del 50% dei suoi ricavi.

Chiavelli gestisce il capitale finanziario e immobiliare dell’azienda. Azienda che è la famiglia De laurentis-Baudit.
Gli immobili di proprietà nel Lazio, in Toscana, in Friuli Venezia Giulia, in Campania; il parco del cinema a Roma, l’acquisizione con i Della Valle dei Papigno Studio’s di Benigni e Nicoletta .
Dietro la economica della Filmauro stessa ed il Bari c’è sempre Andrea Chiavelli ed i soldi della SSC Napoli. Che i napoletani pagano da 16 anni attraverso il bacino di utenza che determina la spartizione dei diritti-tv, sponsorizzazioni, botteghino!

L’aziendina che produceva i cinepanettoni ed oggi neanche più quelli, fondata come Aurus Cinematografica da Luigi De Laurentis e Aurelio De Laurentis nel 1975 operava con grandi debiti e poche soddisfazioni nella produzione e distribuzione di film e home video. E sei sale cinema a Roma.

Dal 2004 controlla il Napoli, dal 2018 anche il Bari e utilizza i profitti del Napoli a beneficio delle attività del cinema, del Bari, delle finanze private dei De Laurentis con 5 milioni di stipendi l’anno, poi ribassati, e senza dividenti che sarebbero tassati, destinando l’ammontare dell’utile a riserva.

I 29,16 milioni del 2018-2019 incrementarono il patrimonio netto del Napoli, salito dai 116,26 milioni del 30 giugno 2018 ai 145,42 milioni del 30 giugno 2019, al momento depositati presso Unicredit.
Perchè tenere in banca invece di reinvestire?

Considerando le operazioni in entrata e uscita del mercato il costo allargato della rosa del Napoli per la stagione 2019-2020 dovrebbe aggirarsi attorno ai 160 milioni di euro, in aumento di circa 4 milioni (+3%) rispetto al costo 2018-2019.
Ma il Napoli è l’ultimo nella speciale classifica costi rosa/punti!

Sarri lasciò al secondo posto con 91 punti. Ancelotti strapagato da De Laurentis, orgoglioso della sua scelta, al primo anno ne fece 12 in meno. Ma a 79 era ancora secondo dietro la Juve.
Dopo acquisti sbagliati e il licenziamento del tecnico sostituito da Gattuso, il Napoli è sprofondato al 7° posto con 61 punti a -17.

In due anni ne sono stati persi 31 e la partecipazione alla .
L’Europa League sarà molto più faticosa, raggiunta grazie alla Coppetta vinta per i rigori sbagliati dalla Juve che già aveva fatto fuori Sarri. Ed un catenaccio Anni Sessanta!

Sessantuno (61) gol fatti come i punti significano l’8° attacco attacco del campionato, le 50 reti subite certificano la sesta difesa ad 1 gol dalla Roma, processata sui carboni ardenti e venduta a chi potrà spendere di più!

De Laurentis dice a tutti che il Napoli scoppia di salute, il 7° posto invece determinerà un altra stagione in rosso. A meno dei tagli di 7/8 giocatori… tra cui Koulibaly e Allan, il più pagato ed uno tra i più bravi, anche se messo in naftalina.

Arriva Victor Osimhen, strapagato. Non si capisce perchè. Annuncia che il Napoli di Gattuso giocherà di contropiede, idea paleolitica che ha fruttato le vittorie con Lazio, Inter e Juve.

Juve, Inter, Atalanta, Lazio e Verona scoprono tesori ogni estate. Il Napoli li trapaga.

Zapata e Cavani, e Jorginho sono stati di passaggio. E hanno vinto altrove, lasciando solo grandi plusvalenze. Ed una squadra ogni anno da rifare. L’ultima con Lozano, Manolas, Politano, Demme, Lobotka è stata la peggiore rifondazione nella stagione in cui il Napoli aveva annunciato lo scudetto!

Presi Petagna a gennaio, Osimhen e confermato Mertens, mancano un regista come Jorginho e 2 esterni. Obiettivo i gol, non il possesso palla. , Mertens e Callejon ne hanno segnati 28 in 3, rigori compresi. Il primo cannoniere è Milik, 11° nella classifica dei r, ed è una riserva che la Juve ha mollato.

Quante cose raccontano i numeri. Ma i più interessanti sono quelli del bilancio…

FATTURATO E UTILE. Aurelio De Laurentis, continua a mettersi in tasca milioni e milioni. Il Napoli ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2019 con un fatturato (comprese plusvalenze voce decisiva insieme ai diritti tv) di 299,8 milioni di euro ed un utile di 29,1 milioni.

Miglior risultato in Serie A che, salvo poche eccezioni, vede tutti i chiudere in perdita.
Con i 29,1 milioni di utile netto, il Napoli è addirittura avanti l’Atalanta (26,4 milioni).
Il 7° posto del Napoli e la,partecipazione all’Europa League fa vergognare ma non indebitare.
La Dea di Bergamo ha la metà del fatturato ma ha chiuso al 3° posto ed ai quarti di !

Il Napoli 2018-2019, è quarto nei ricavi dietro Juventus (621,5 mln), Inter (417,1) e Roma (381).
Ma davanti al Milan solo quinto con ricavi per 241 milioni. Non mantiene però la stessa classifica sul campo.

Ed i ricavi del Calcio Napoli rappresentano il 93% del giro d’affari di De Laurentis.

La scomposizione dei ricavi fa capire l’inefficienza societaria: i diritti audiovisivi (Serie A e Uefa con +24mln), incidenza al 48%, i ricavi della gestione calciatori (plusvalenze, bonus e prestiti con +53%) il 31%.
In totale, quasi l’80%.

Mentre i ricavi da gare (abbonamenti e biglietteria) valgono 15,8 mln (5%) ed i diritti commerciali (sponsorizzazioni) 41,2 mln (14%). Altri ricavi per 6,1 mln rappresentano il 2%.
TOTALE 299,8 milioni!

I numeri significano che l’utile netto del Napoli deriva dalle plusvalenze che quindi decidono le cessioni ( e Jorginho gli ultimi botti). In dispregio del risultato sportivo.
Utile netto cash gestito dalla Filmauro i cui ricavi consolidati sono in aumento: +93% rispetto all’87% del 2018.

Primo assunto: i giocatori migliori vengono venduti ohni anno per utilizzare le plusvalenze e liberare l’utile netto da accontonare nelle casse Unicredit.
Mai un gesto verso i tifosi, mai un investimento a perdere come sono considerati lo stadio, il centro sportivo, il settore giovanile. E chi se ne importa se arriva l’onta della retrocessione della Primavera, arrivata anni fa addirittura a vincere il primo scudetto della storia azzurra.

CIG E ABBONAMENTI NON RIMBORSATI. Si rasenta il ridicolo quando per le gare già pagate in abbonamento ma disputate a porte chiuse il Napoli non ha rimborsato i soldi ma voucer fino al 31 luglio di valore economico pari al lordo dei ratei abbonamento non goduti.

I voucher potranno essere utilizzati entro 18 mesi dall’emissione per l’acquisto di biglietti e abbonamenti. Quindi De Laurentis ha incassato soldi dei napoletani ma restituisce biglietti in date e per partite non identificate. Ma sopra NON RESTITUISCE SOLDI!

CONCLUSIONI. De Laurentis è stato miracolato dal Tribunale di Napoli e da Carraro che obbligò il Sindaco Iervolino ad intervenire affinchè a Gaucci fosse stracciato il contratto di fitto di ramo d’azienda gioà stipulato a 6 milioni l’anno.
I 36 versati da Unicredit, tramite De Laurentis, consegnarono alla Cordusio fiduciaria della Unicredit, le azioni del Napoli ed i soldi a Carraro che riuscì a recuperare quanto anticipato a Corbelli per salvare Ferlaino dal fallimento.

A De Laurentis non importa vincere, solo accantonare denaro. Ogni anno vende chi è più utile al bilancio e non alla classifica e nessuno denuncia che per Jorginho sono arrivati Demmne e Lobotka che non valgono un terzo del brasiliano, titolare della di Mancini. La lista degli affari del DELA è lunghissima, ma tra 2 stagioni raggiungerà i 18 anni di Presidenza. Ferlaino ne impiegò gli stessi per vincere il primo scudetto. De Laurentis la metà per diventare ricco, famoso, godere di cash flow mai visto in vita sua e credito illimitato in banca.

I napoletani invece non avranno mai più la soddisfazione di vincere un campionato e vengono anche singolarmente offesi dq questo zarellaro!
Antò… ma perchè non scrivi mai queste verità?

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