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Risolve Ringhio: due cambi, due gol! Approccio disastro.

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di Paolo Jr Paoletti - Prima vittoria al “Maradona”. Soffertissima neanche tanto meritata. Samp in vantaggio nel primo tempo con Jankto in contropiede. Gattuso cambia molto nell’intervallo e ottiene la reazione della squadra: pareggia Lozano, la rete della vittoria è di Petagna… i due giocatori entrati dopo il deludente primo tempo.

Partenza sa, pochi servizi per gli attaccanti nonostante un costante scambio di posizioni tra i centrocampisti. Demerito del ma anche merito della Sampdoria. Il 4-4-1-1 messo in campo da Ranieri ha una innegabile efficacia difensiva con le sue due linee da quattro compattissime tra l, con gli spazi bene occupati e la facilità nelle ripartenze.

Due episodi dovreero far suonare l’allarme in casa azzurra: un colpo testa di Thorsby (8′) e una tentata rovesciata di Quagliarella (9′). Niente di tutto questo. Un tentativo dalla distanza di Zielinski è l’unica traccia di nei primi venti minuti, ma poi in una delle ripartenze magistrali architettate da Ranieri, la Samp scappa in avanti con una pennellata di Verre per Jankto, fuga sulla sinistra e siluro imprendibile per Meret.

Si legge la raia negli occhi di Gattuso mentre si avvia verso gli spogliatoi alla fine del primo tempo. Facile intuire che la partita non sia stata interpretata come voleva lui. Sapeva benissimo che si saree trovato davanti un muro ma il progetto per demolirlo era sicuramente diverso. Invece non si è visto niente che possa lasciar pensare all’idea giusta. Anzi ogni tanto la Samp si ritrova con facilità delle parti di Meret e per fortuna c’è il colosso Koulibaly che va a chiudere tutto quello che può. L’unico lampo di è anche il primo segnale lanciato da , un’incursione sulla fascia sinistra, conversione al centro e conclusione logica ma un po’ troppo centrale, parata da un attentissimo Audero.

Con il pallone per terra non si va lontano, questa è la conclusione alla quale Gattuso arriva dopo questi 45 minuti di sofferenza estrema. Mertens la vede pochissimo, le combinazioni vanno a infrangersi sul doppio frangiflutti di Ranieri. Ci vuole qualche soluzione alternativa. Ecco dunque che, non avendo Osimhen, l’allenatore calabrese decide di cambiare filoso buttando dentro Petagna per Fabian Ruiz e Lozano per Politano. Se prima si oscillava tre 4-2-3-1 e 4-3-3, adesso si passa decisamente al 4-2.-3-1. Ma quello che cambia nel al rientro in campo è soprattutto la mentalità. Si rivede lo spirito di Gattuso nell’azione del gol del pari, perché va a conquistarsi con la forza un pallone al limite dell’area avversaria, lo smista a Mertens e da lì arriva il ricamo per il colpo di testa di Lozano che raddrizza la situazione.

Si spegne la Sampdoria, o meglio comincia a soffrire fisiologicamente l’alto ritmo anche mentale del primo tempo. Ranieri ha a disposizione meno cambi qualitativi rispetto al col Gattuso, non è certo uno svogliato Ramirez l’uomo giusto per dare la svolta. Il invece ha la possibilità di mettere dentro gente di spessore come Bakayoko e Mario Rui. Ma soprattutto ha un Lozano in stato di grazia. Poco dopo il gol il messicano centra un palo clamso dalla distanza ed esattamente a metà della ripresa scappa via sulla fascia destra e pennella l’assist per il puntualissimo Petagna: è il gol del 2-1 che dà ragione alle scelte di Gattuso e avvia la partita su un binario completamente diverso rispetto a quello del primo tempo.

Qui la Samp non c’è più. Sta a guardare le evoluzioni degli avversari, non ha più la forza per reagire nè l’ordine rigso del primo tempo. Il pallone dalle parti di Quagliarella non arriva quasi mai se non con iniziative estemporanee. con il vento alle spalle e con il pieno possesso del campo. Un tempo buttato via forse per soggezione o forse per qualche errore di valutazione, poi un secondo tempo da gattusiano e con il carattere da squadra di alta classifica. La prima vittoria al “ Armando Maradona” arriva così, la messa da parte, la voglia di dare l’assalto alle prime posizioni sempre più intensa.

VOTI DECISIVI
6. Gravita molto lontano dalla porta avversaria, non si sa se per scelta o per disposizioni tattiche di Gattuso. Il problema è che lì, in quella posizione, impiega 45 minuti per arrivare al primo tiro della sua partita. Nella ripresa sale molto di tono come tutta la squadra.
Zielinski 6,5. Il più vivo dei suoi nel primo tempo, sull’onda della prestazione di giovedì in Europa League, ma il suo attivismo sembra non essere sufficiente per dare una scossa alla squadra. Regge oltre un’ora poi cala un pochino.
Koulibaly 6. Paradossale che nel primo tempo sia lui il migliore dei suoi, costretto com’è a usare tutto il suo fisico e tutta la sua esperienza per andare ad arginare le micidiali ripartenze degli avversari. Nel secondo tempo con la crescita della squadra sale a dare una mano appena può.
Politano 5. Un primo tempo decisamente spento, zero iniziative e scarso coinvoìgimento nelle vicende tattiche della squadra. Non rientra dopo l’intervallo.
Fabian Ruiz 5. Poche idee da parte di tutti in mezzo al campo, lui ne ha per una volta ancora meno degli altri e costringe Gattuso a toglierlo alla fine del primo tempo.
Lozano 7. L’impatto sulla partita è pesantissimo , perché entra all’inizio del secondo tempo, segna subito il gol dell’1-1, disorienta mezza difesa avversaria con i suoi movimenti, poi prende anche un palo clamso. Poi regala a Petagna il gol del 2-1.
Petagna 7. Entra per dare peso alla manovra d’attacco e in tà aggiunge anche una certa qualità. Difficile da marcare, puntuale come un logio in occasione del 2-1 su assist di Lozano.
Mertens 6. Perso in mezzo a una specie di deserto per tutto il primo tempo, quando fa la prima punta, si ritrova appena viene decentrato e oltre all’assist per l’1-1 di Lozano inventa del buon calcio.

Thorsby 6,5. Un centrocampista di quelli che gli allenatori apprezzano infinitamente. Sapienza tattica, condizione atletica invidiabile, capacità di inserimento. Qualità da giocatore di grande squadra, forse un po’ troppo aggressivo. Cala alla distanza come tutta la squadra.
Verre 6. Gioca in una posizione che ne esalta la qualità, più su del centrocampo ma più giù dell’unica punta. Tra le linee trova la libertà di esprimere le sue doti tecniche come in occasione del gol di Jankto che sblocca la partita: assist al bacio.
Jankto 6,5. Il classico giocatore che piace a Ranieri: corre, corre, corre. Chiunque fa fatica a stargli dietro. In una squadra così ben messa in campo può esaltare le sue doti di dinamismo, come quando porta in vantaggio la sua squadra con una fuga da purosangue.
Augello 5. Passa un primo tempo in pieno relax e si illude che vada a finire così, poi però si ritrova di fronte Lozano e il pomeriggio si trasforma in un incubo.

TABELLINO. -SAMPDORIA 2-1
(4-3-3): Meret 6; Di Lorenzo 6, Manolas 6, Koulibaly 6, Ghoulam 6 (11′ st Mario Rui 6); Fabian Ruiz 5 (1′ st Petagna 7), Demme 6 (11′ st Bakayoko 6,5), Zielinski 6,5 (32′ st Lobotka 6); Politano 5 (1′ st Lozano 7), Mertens 6, 6.
A disposizione: Ospina, Contini, Maksimovic, Rrahmani, Elmas, Llorente.
Allenatore: Gattuso 6,5.

Sampdoria (4-4-1-1): Audero 6: 6, Yoshida 5,5, Colley 6, Augello 5; Candreva 5, Thorsby 6,5, Ekdal 6; Jankto 6,5 (33′ st Damsgaard 5,5); Verre 6,5 (18′ st Ramirez 5); Quagliarella 5.
A disposizione: Ravaglia, Letica, Rocha, Tonelli, Silva, Askildsen, Regini. Leris, La Gumina, Gaiadini.
Allenatore: Ranieri 6.

Arbitro: La Penna
Marcatori: 20′ pt Jankto (S), 8′ st Lozano (N), 23′ st Petagna (S)
Ammoniti: Di Lorenzo, , Mario Rui (N), Thorsby, Ekdal, Colley, Ramirez (S)

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