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Pecci avverte il Napoli: la Juve fotte coi poteri forti!

Eraldo Pecci

di Antonella Lamole - Quarant’anni dopo l’impresa granata, la storia potrebbe ripetersi. Sarri al posto di Radice, e diversamente uguali a Pulici e Graziani. Una maglia celeste al posto di quella granata che Pecci indossò entrambe dopo aver lasciato la Fiorentina.
Eraldo si negò il bis-scudetto, lasciò per un litigio con o Bianchi, inventando la paura dell’aereo per nascondere la paura di lasciare i figli. Quel arrivò terzo, l’anno dopo fu Scudetto, il primo, storico.

La malinconia non cancella il suo sorriso. Oggi ricorda… “ e i miei compagni lo vinsero l’anno dopo. Io ero già venuto via, con la morte nel cuore. Una scelta obbligata. Mi stavo separando da mia moglie e non volevo che i miei figli avessero un padre troppo lontano da casa. Raggiungere Riccione da Bologna dove tornai era un attimo. Da no. Altrimenti non avrei mai lasciato quella squadra e quella città dopo appena una stagione. Se hai la fortuna di capitarci a vent’anni, in quel luogo rimani per sempre. Del resto, per un calciatore specialmente, la gente napoletana è l’anima, la forza, il coraggio. Quest’anno sono convinto che i ragazzi di Sarri ce la possano fare”.

Pecci è un fine intenditore, lingua sciolta, pensiero pulito. Ammette: “Non ci sono similitudini tattiche o tecniche con il mio T scudetto, non è Pulici e non è Graziani. Però la compattezza e lo spirito di gruppo sono identici ai nostri. Dietro un’intera città a spingerli. Proprio come fece la Torino granata”.

Ecco allora che scatta il Pecci più autentico, l’SoS di chi è fuori dai giochi… “L’unico pericolo arriva dall’esterno. Si chiama interesse. Quello dei poteri forti ti alla finanza, all’economia, alla , ai grandi trust. Purtroppo sono certo che, ad un punto del cammino, qualcuno tenterà di destabilizzare il . Ci hanno provato già con il Bayern di Monaco, prima degli incontri con la Juve, ma quella è una corazzata monolitica a prescindere da . Ebbene, la società di e la squadra di Sarri dovranno dimostrare di essere altrettanto solidi e impermeabili quando, inevitabilmente, scatterà la trappola per fotterli”.

Eraldo ha ammesso ciò che tutti sanno, la lotta dei poteri. Che riuscì ad esorcizzare il di con Allodi e gli amici di : De Mita, Biagio Agnes DG Rai, Federico Sordillo Presidente Federale, Gonella designatore arbitrale. Eccoli lì i poteri forti…è allarme rosso. Rosso granata!

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