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‘O Lione a Sarri: “non cambiare, avanti con le tue idee”.

CORRADO FERLAINO CON LUIS VINICIO A CAPRI NEL 1970

Quando Luis Vinicio, nel maggio del 1973, venne chiamato da , allenatore del Napoli, qualche perplessità c’era eccome. Non per il curriculum, visto che ’O Lione segnò a Napoli 70 in 155 partite. Il rischio era l’esperienza da allenatore maturata solo con napoli, Ternana e Brindisi, dove aveva mostrato pugno di ferro e il totale all’olandese.

Luis fu il primo in Italia a proporre la zona e lo fece col Napoli, ottenendo un terzo e un secondo posto.
Vinicio può comprendere, più di Orrico e Sacchi che hanno già accreditato Sarri, le difficoltà del nuovo tecnico.

L’inizio della nuovo Napoli è stato traumatico: come lo spiega?
“Il cambio di modulo, di preparazione e di qualche calciatore. Tutto normale, occorre avere pazienza. Nel non esiste una rea fissa, tutto può accadere, anche l’imponderabile. E dopo un inizio negativo la stagione può divene esaltante. Basta essere uniti e seguire il tecnico”.

Condivide le perplessità su Sarri?
“No, perché bisogna dare tempo e fiducia a qualsiasi allenatore, figuriamoci a uno che lavora profondamente sulla tattica. È giusto aspetlo, del resto il Napoli ha giocato solo una gara ufficiale”.

La sconfitta con il Sassuolo l’ha sorpresa?
“È stato un peccato ma può succedere. Paradossalmente l’immediato delNapoli è stato negativo perché i calciatori hanno pensato che il più era fatto. Saree stato meglio partire con qualche difficoltà e reagire.Con la può arrivare il riscatto”.

Lei arrivò a Napoli da tecnico rivoluzionario: nota assonanze con i nuovi metodi di Sarri?
“Non si possono paragonare due situazioni così lontane nel tempo. Io presi un Napoli che era quasi alla frutta, aveva un buon allenatore, come Chiappella, ma non otteneva risultati. Sarri invece fa parte di un Napoli che sta ottenendo buoni piazzamenti da diversi anni, sostituisce un tecnico bravo come che, comunque, qualcosa ha vinto”.

L’ambiente è scettico con Sarri, ai suoi tempi c’era maggiore fiducia nelle sue idee.
“Situazioni diverse. Io impostai un innovativo e i calciatori mi seguirono dopo alcune difficoltà iniziali, specie in ritiro. Tuttavia l’ambiente era con me, contavo su un buon credito accumulato nei miei anni a Napoli da calciatore. Sarri viene dall’Empoli, è normale che ci sia qualche perplessità”.

Che opinione ha di Sarri?
“Mi piace, si vede che è una persona seria e un professionista preparato. Quando si lavora con dedizione, come nel suo caso, è giusto avere sempre fiducia e credito. Ha bisogno di tempo, anche se a Napoli non è facile averlo”.

Ha qualche consiglio da rivolgergli?
“Solo uno: vada avanti con le sue idee, non le cambi per compromesso o necessità. È giusto che lavori come sa, i frutti si vedranno a breve”.

C’è un allontanamento dei tifosi?
“Non credo, c’erano aspettative alte. Siamo molto ti ai risultati e quindi la sconfitta con il Sassuolo non ha aiutato. Sono convinto che se il Napoli vincerà, la gente tornerà in massa allo ”.

Che consiglio si sente di rivolgere ai tifosi?
“Il Napoli resta una squadra forte. In questi momenti è molto utile per un allenatore e per i giocatori sentire l’affetto della gente”.

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