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I 90 anni di Dacia:”Pasolini e Moravia la mia vita.Roma nel ’60 il meglio. Amo i giovani, le loro proteste”

Dacia Maraini compie novant’anni di vita, nella scrittura, nei libri, nella lettura e guarda avanti, a nuove storie da raccontare, nuovi incontri, tante cose da fare.

Non ha mai dato molta importanza a ricorrenze e feste comandate e anche di questo traguardo importante dice: “Non festeggio. Non ho mai amato i festeggiamenti. Penso che la cosa importante sia parlare dei propri libri”.

Di Fiesole nata il 13 novembre 1936, e nel giorno del suo compleanno sarà a Bari per presentare ‘Agro e dolce, una vita in parole e immagini’ che esce il 3 novembre per Rizzoli, a cura di Paolo Di Paolo e di Serafino Amato per la parte iconografica.

È un volume fotografico, di immagini e parole, con foto inedite e scatti rari, che ricostruisce la vita di Dacia Maraini attraverso la voce della scrittrice e del curatore del libro.

“La presentazione a Bari era programmata da tempo. Non lo sanno che è il mio compleanno. Poi sarò a Barletta e Molfetta. A novembre farò altri incontri a Roma, all’Acquario Romano e alla Libreria Nuova Europa-I Granai”, spiega.

‘Agro e dolce, una vita in parole e immagini’ “è un dono che mi ha fatto la mia casa editrice, Rizzoli, per il mio compleanno. Sono foto prese da varie agenzie. Ci sono citazioni. Paolo Di Paolo è stato bravissimo”, ringrazia Dacia.

Cosa ha provato rivedendo le foto? “La memoria è come un tuffo nel passato, dà sempre emozioni. Le foto sono da una parte una lusinga, dall’altra qualcosa di doloroso. Ti fanno constatare che il tempo passa, le cose finiscono”.

Figlia del grande antropologo ed etnologo Fosco Maraini oltre che discendente, da parte materna, dell’antica nobile famiglia degli Alliata di Salaparuta, l’amatissima autrice de La lunga vita di Marianna Ucria ha trascorso l’infanzia in Giappone, dove ha vissuto per due anni anche il campo di concentramento, l’adolescenza in Sicilia e la maturità a Roma.

Vincitrice dei premi Strega e Campiello, è stata la compagna di Alberto Moravia fino agli anni Ottanta e amica di grandi scrittori e artisti, fra tutti Pier Paolo Pasolini. “Il ricordo più drammatico è quello del campo di concentramento in Giappone”. Tra i più emozionanti, “l’atmosfera dopo la guerra, gli anni Sessanta a Roma di grande fervore e vitalità. Gli intellettuali avevano una vita intensa. Moravia e Pasolini sono state le persone della mia vita, le hanno dato senso. Mancano sia a me che al Paese. Sono state voci importanti che hanno dato consapevolezza all’Italia”.

I ricordi più belli? “I viaggi fatti con Pier Paolo e Alberto in Africa, Afghanistan e Yemen. Ho sempre continuato a viaggiare. Sono una viaggiatrice, fa parte del mio Dna”.

Autrice di romanzi, poesie, saggi, opere teatrali, impegnata in tante battaglie civili e per i diritti delle donne a cui ha cercato di restituire la voce anche nella sua scrittura, tra le fondatrici nel 1973 del teatro femminista La Maddalena attivo a Roma per quasi vent’anni, Maraini guarda ai giovani con speranza: “Mi fa piacere che stiano scendendo in strada a protestare, mi sembra una cosa buona. Mi fa pensare al ’68. Poi ci sono i guastatori vestiti di nero e quelli sono i principali nemici degli studenti. Quando si vedono bisogna prendere le distanze perché sono quelli che permettono di fare delle leggi più severe contro i manifestanti, come è già successo con questo governo”.

Cosa consiglia ai ragazzi e alle ragazze? “Di essere attenti. Di non affidarsi ai social, va bene un uso limitato. Dai social non viene fuori la verità. State attenti e prendete informazioni da più parti”.

Con i suoi modi dolci e pacati ma pieni di energia, il suo sguardo ormai iconico attraversato da una sottile riga azzurra sugli occhi, Maraini a pochi giorni dai suoi Novant’anni ha un’agenda piena di impegni e tanti progetti.

Il segreto? “Non ho segreti. La vita va avanti, io lavoro sempre, anche la domenica. Faccio quello che mi piace, scrivo, leggo. La mia vita è sempre stata questo”.

Sta scrivendo un nuovo libro? “Sì, ma adesso non ne parlo”.

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