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Guida Editori, avamposto culturale dove Napoli ritrova il meglio di sè. Diego, terza generazione, lancia la formula per salvare i piccoli editori: dai banchetti di nonno Alfredo alle biblioteche luoghi di socialità colta.

Di Guida Editori, non brillano solo le coraggiose, lungimiranti, sapienti scelte editoriali, ma anche il prestigio per il sostegno dato a illustri protagonisti della cultura, della letteratura, della scienza.

Potrebbe essere un epitaffio, è invece il miglior modo per entrare nella Guida Editori attuale, viva, operosa, moderna, uffici e redazione in Via Bisignano, salotto della Napoli Bene, dove è stata ricostruita anche la mitica Saletta Rossa.

Un salto forte dalla prima sede in via Port’Alba al civico 20, che custodisce ricordi, riconoscimenti, la storia della casa editrice più forte, impegnata, riconosciuta di Napoli, del Sud.

Diego mi accoglie con modi gentili, inizialmente essenziali. Poi il taglio dell’intervista, fa diventare incontro le idee di due persone che cercano risposte alla crisi della nostra società, le difficoltà dei giovani, le spiacevoli scoperte sui danni dei social, sostituitisi al libro, offrendo l’estrema sintesi di una comunicazione superficiale e finta, imbrigliando il ruolo del libro, la funzione culturale ed educativa della lettura.

C’è da chiedersi allora chi ha in mano il pallino del business editoriale?

“Il settore è controllato da EmmeEffe Libri (messaggerie + Feltrinelli), polo distributivo più grande d’Italia. Poi c’è A.L.I. di Mondadori. E c’è Amazon che stampa e vende in solitudine. Noi piccoli editori abbiamo una sola possibilità: controllare il territorio, fare sinergie, scoprire nuovi autori, rivalutare i cataloghi storici. Qui in Guida stiamo pensando di tornare alla traduzione dei classici. Però scrittori come De Giovanni potrebbero dare una mano. Lo dico sempre a Maurizio, ogni tanto fai un libro con editori napoletani”.

Già Maurizio. Ci conosciamo da almeno 20 anni. E’ diventato uno scrittore di successo. I suoi libri portano Napoli sul piccolo schermo e oltre. Tifoso di calcio datato, ormai tuttologo. Da maggio 2026 ha la delega a ‘Cultura e Memoria’ del PD in Campania, incarico di partito non istituzionale. E proprio quale rappresentante della società civile, a titolo gratuito e senza tessera del PD, può e deve darsi da fare per il rilancio della cultura a Napoli, di un fermento intellettuale nascosto e sopito, di tutto quanto possibile a difesa del pensiero critico e non omologato sopratutto giovanile.

Mi sono sempre chiesto perchè a Napoli fosse tanto difficile combattere l’individualismo… Diego taglia corto “e’ una mentalità”. Così quando gli chiedo perchè una Metropoli Globale come la nostra sia ancora fuori dai circuiti decisionali del Paese. Dice: “Non ci sono idee, nè volontà politica. Sai qual è l’ultimo progetto strutturale che ha innovato Napoli? La Metropolitana, inaugurata nel 1993, 33 anni fa! Per il resto chiacchiere, facciata, il nulla”.

Ma il cinema? le fiction? il Napoli? Teatro e Lirica?

“Appunto facciata, mordi e fuggi. Per carità meglio di niente. Però… a Napoli è nata la Titanus di Goffredo Lombardo. Il modello Goffredo era utilizzare i grandi incassi del cinema popolare e dei melodrammi per finanziare progetti di ricerca, sperimentazione e film d’autore. Firmò una storica alleanza con la Metro-Goldwyn-Mayer, costituendo la Titanus-MGM, per portare i film italiani nel circuito di distribuzione internazionale. Quelli erano i progetti strutturali”.

Diego Guida ne vorrebbe uno anche per la filiera del libro. E nonostante l’impegno istituzionale Presidente Nazionale del Gruppo Piccoli Editori e Vicepresidente Nazionale dell’AIE (Associazione Italiana Editori), restiamo lontanissmi dalle intuizioni del Dopoguerra. Anche nel calcio.

E’ bello però essere in campo e potersi fregiare del rinocoscimento di anni ed anni di impegno, dedizione, sacrifici. Medaglia d’oro internazionale (1935), conferita alla fiera del libro di Bruxelles per l’attività editoriale nelle sue prime fasi. Riconoscimento ministeriale (1983) con Decreto del Ministero per i Beni Culturali che ha certificato la libreria Guida di Port’Alba centro propulsore della cultura nazionale e partenopea. Medaglia d’oro della Camera di Commercio di Napoli (2007/2008) a Diego Guida per il valore imprenditoriale e lo sviluppo dell’occupazione.

Già nel 1983 Mario Guida, uomo di punta della Guida Editori,  riceveva il Premio Guido Dorso per l’editoria a Villa Campolieto dal Rettore della Federico II Carlo Ciliberto con la seguente motivazione che ci piace riproporre per la missione culturale a suo tempo intrapresa :

Nata nel 1968, ma erede già di una prestigiosa tradizione che le deriva delle edizioni che Alfredo Guida (padre degli attuali titolari) pubblicò tra le due guerre, la Guida editore ha sempre puntato su testi di grande significato culturale, originalità e rigore di ricerca. Si guardi, ad esempio alle collane Esperienze e Biblioteca di Saggistica in cui sono presenti lavori importanti per la ricostruzione storica dell’Italia moderna (e del Mezzogiorno in particolare), ma anche a collane più specifiche, come Studi Vichiani, Utopisti, Micromegas, Aggiornamenti, Fonti e documenti per la storia del Mezzogiorno che presentano testi già definibili come classici » nel panorama intellettuale del nostro tempo. La vivace presenza in queste iniziative di intellettuali napoletani e non (G. Galasso, F. Tessitore, P. Villani, G. Vattimo, S. Moravia, L. Firpo) se da un lato è conferma di una dimensione non puramente locale che la casa editrice ha saputo conquistarsi, dall’altro testimonia della capacità che essa possiede di catalizzare intorno a se energie culturali varie per interessi e orientamenti.

Parole importanti per l’editoria meridionale, oggi testimoniata dal compimento dei cento anni di vita della Guida.

“Bisogna battersi e far capire l’importanza della lettura, che dev’essere riconosciuta quale elemento di crescita culturale e sociale del territorio. Tutte le statistiche nei Paesi dove più si legge, collegano la lettura con il valore alto del Pil; significa che la crescita culturale, la ‘conoscenza’ di chi legge è direttamente connessa alla crescita sociale e imprenditoriale, finanche occupazionale. Leggere è la vera ricchezza di un Paese. Qui in Guida ci impegniamo giorno per giorno per questo obiettivo: la maggiore crescita degli indici della lettura”.

“Il compito dell’Editore è essere ‘megafono’, grancassa del pensiero, di idee e progetti degli autori. Un manager di chi pensa, di chi ha un’idea, di chi vuole far sentire la propria voce. Questo è l’Editore: diffondere il pensiero degli altri, costruirsi un percorso con una progettualita’ editoriale e imprenditoriale che chiarisca chi è l’Autore, cosa intende raccontare nei suoi libri, con i suoi scritti.

Durante il covid tutti capirono l’importanza della lettura, leggere un buon libro. Con un riscontro di vendite. Cosa è successo dopo?

I primi interventi governativi per la pandemia, non bastarono, tanto grande fu il danno subìto da tutta la filiera editoriale e libraria. Tutto il perduto durante il lockdown non è stato recuperato. E’ importante il segnale politico dato comunque dal Governo, riconoscendo il libro come bene di prima necessita’. Anche nelle zone rosse in Italia, le librerie rimasero aperte, fu importante, come erano aperte le panetterie, le edicole, cosi’ anche le librerie. Poco dal punto di vista materiale, molto sul piano morale, psicologico e sociologico: primo passo per la concreta valorizzazione della lettura. Ora serve progettualità di filiera da portare a Bruxelles, perchè il libro continui ad essere considerato insostituibile vettore di notizie e informazioni. Se c’è un programma, tipo la digitalizzazione dei territori, la valorizzazione delle scuole, il libro diventi strumento e vettore di queste conoscenze. Bisogna battersi per questo obiettivo come Associazione di categoria per una vera azione di promozione delle nostre imprese editoriali.

Guida Editori  ha compiuto 100 anni di nel 2020, terza generazione di Editori: una storia antica…

“Ci manteniamo giovani nonostante il secolo di età. Siamo alla terza generazione (da Alfredo a Mario, Geppino e oggi Diego) ma restiamo innovativi come lo siano stati in questo secolo, questi 100 lunghi anni, inventandoci azioni, attività, spazi di mercato, come faceva mio nonno”.

Nonno Alfredo avvio’ l’attività in modo atipico, inventandosi una biblioteca itinerante: si spostava per la città con un banchetto e noleggiava libri come fosse una biblioteca. Siamo negli anni Venti del Novecento, ma l’idea funzionerebbe anche adesso.

“Alfredo aveva inventato la consegna a domicilio ‘ante litteram’. Oggi ci sono Uber, Glovo, eccetera… all’epoca, già 100 anni fa, portava libri e cultura nelle case. Nel tempo, abbiamo avuto molte evoluzioni, ma il principio resta sempre lo stesso: raggiungere quanti più lettori possibile. Attualmente con i social, i canali web, l’IA. All’epoca la tecnologia non esisteva, si utilizzavano i banchetti spostati fisicamente in tutte le Piazze di Napoli. L’innovazione degli ultimi anni va invece indirizzata alla gestione del progetto ed il progetto è avvicinare il lettore, arrivare fin sotto casa, come 100 anni fa”.

Questa fu l’idea vincente, l’originalità’ della proposta, gli inizi di Guida Editori. Negli anni 60, gli zii di Diego, seconda generazione dei Guida, avvicinarono i lettori con la creazione di eventi culturali: la mitica Saletta Rossa. Incontri tra autori e intellettuali e lettori protagonisti in presenza, indipendentemente dal desiderio/interesse di vendere i libri, ma per incentivare la lettura.

Achille Bonito Oliva, uno dei massimi esperti di arte contemporanea, mosse i primi passi proprio nella Casa Editrice Guida Editori, inventandosi una serie di eventi sull’arte contemporanea insieme a Giulio Carlo Argan.

Erano i tempi in cui Guida Editori s’affermò palestra di vita, più di una scuola, riferimento culturale della città.

Oggi la terza generazione con Diego ha introdotto l’innovazione tecnologica, di prodotto e di processo, per cui si va su stampa digitale, stampa on demand, ed il marketing digitale.

“Nel Lockdown abbiamo movimentato moltissimo il nostro magazzino – spiega Diego- senza beneficiare dei ristori, previsti per le aziende in riduzione di fatturato. Significa essere riusciti, nonostante tutto, a mantenere alto livello di commercializzazione, di presenze, di diffusione presso i lettori. Lo ritengo il segnale più forte e interessante: aver mantenuto la posizione di mercato”.

Questo ieri, cosa arriverà domani? ll futuro, quale proposta un riferimento come Guida Editori sente di presentare al Governo?

“Serve innescare un circolo virtuoso: i soldi vanno fatti arrivare direttamente alle biblioteche, siano esse scolastiche, private, pubbliche che dovrebbero acquistare i libri dai librai che acquistano dagli Editori del territorio. Solo così è possibile poter mantenere viva tutta la filiera editoriale che da lavoro e vita a migliaia di addetti, consentendo la migliore diffusione del piacere della lettura”.

L’idea, s’avverte, avrebbe gambe lunghe per creare benefici a tutto il mondo del libro, non solo alla singola impresa col fiato corto. La circolazione dei soldi attiverebbe un percorso utile a tutti i player della filiera: “a cominciare dalla biblioteca, dove il lettore và a leggersi il libro, luogo di socialità e crescita culturale, un arricchimento complessivo non solo di incassi ma anche di testa”.

E’ il progetto di Diego Guida che la politica dovrebbe recepire per attivare un arricchimento complessivo di Paese.

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