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Nel Diego day, Spalletti azzera Sarri: 4-1, è festa!

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di Paolo Jr Paoletti - Scrivo al 77′, stanco dello scempio cui abbiamo assistito: Napoli pronto, in palla, concentrato, istintivamente propenso alla celebrazione di . E’ stata la notte di Diego che gli azzurri hanno saputo ricordare con una vittoria totale per gioco, intensità, palleggio e possesso palla finalizzazioni. Doppietta di Mertens che torna dopo tanto tempo titolare segnando due gol bellissimi, rete di apertura Zielinsky.

Lazio RIDICOLA, entrata in campo pensando a chissà cosa. Come sempre accade alla squadra di Lotito dopo una vittoria. Proprio il Presidente deve decidere che fare della sua Lazio: sono anni che non trova l’ambiente giusto per fare il salto di qualità e solo Inzaghi, lontano dallo scudetto, è riuscito a itare i danni portando qualche trofeo a casa ed il in , toccata e fuga.

Sarri fischiatissimo, avrebbe fatto meglio a non tornare a  Napoli. Ne esce malissimo, mortificato dal risultato e dalla sua squadra che ad onor del vero va rifondata per 5/11esimi: tutta la difesa, esterni, ed un compagno di reparto per .

Nel finale segna anche Fabian Ruiz con il suo solito sinistro, ma Sarri deve spiegare perchè i suoi centrocampisti non marcano lasciando fare l’avversario senza alcuna opposizione. Così che anche il modesto Lobotka può salire in cattedra facendo girare la squadra a piacimento e sopra senza che Luis Alberto mai e poi mai accorci sul fautore di gioco azzurro.

Spalletti fin qui ha indovinato . Ne ho sempre segnalato l’ingaggio. Cos’ì come servirà un DS di alto profilo.

Sarri ha fallito . Sapeva dove sarebbe andato e molto probabilmente sapeva anche come sarebbe andata a finire. La Lazio è sconclusionata, senza equilibri, arruffona, slegata nella gambe e nella mente. I vaffa tra giocatori fioccano che è una meraviglia, e non è solo l’approccio sbagliato di questa partita ma l’approccio alla stagione, sicuramente destabilizzata dall’addio improvviso di Inzaghino e l’arrivo di un nuovo tecnico lontano mille miglia da questo gruppo.

Il Napoli è tornato capolista solitario a +3 dal , +4 dal’Inter, +7 dall’Atalanta. Trenta gol fatti a poco più di un terzo del sono tanti.

Per Spalletti adesso c’è il rebus : uscendo, la strada verso o scudetto andrebbe in discesa. Ma è questa serata speciale che detta il futuro: il San Paolo con le due statue di Diego è diventato un inno alla vittoria. Spalletti può tornare a vincere, non ha avversari e la stagione molto particolare con la Juve fuori dai giochi , consente scenari felici.

Le uniche ombre arriveranno dalla Coppa d’Afrivca e dal futuro di Insigne. almeno su Lorenzo può intervenire!

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