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Nel caso Eriksen si salvano solo i calciatori: Uefa pessima, istituzioni ridicole!

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di Paolo Paoletti - La di Eriksen ha mostrato la faccia migliore e quella peggiore del .

La grande umanità dei calciatori con l’Eroe Kjaer e la superficialità dell’Uefa che sottomessa alla pessima rea ‘the show must go on’ e degli essi economici, ha ordinato di riprendere la gara nella stessa serata del disgraziato arresto cardiaco o al massimo la mattina dopo!

Eriksen strainfischiandosene ringrazia tutti per aver avuto salva la vita. La danese non tollera invece di essere stata costretta a non rinviare la partita. L’Uefa esce ancora una volta sconfitta dal ruolo istituzionale che come in tanti altri settori del nostro quotidiano è incapace di affrone le i esigenze della vita che si tratti di un sino cittadino, lavoratore, esse o le stesse istante elevante a Sistema!

pessimo!

“Grazie per i meravigliosi messaggi che mi inviate da ogni parte del mondo. Significano molto per me e la mia famiglia”. E’ la risposta che Christian Eriksen ha inviato sul suo profilo Instagram, dall’ospedale dove è ancora ricoverato dopo il malore che lo ha colto in campo.

“Viste le circostanze, sto bene – aggiunge il giocatore danese – Devo sottopormi ad altri esami, ma mi sento ok. Ora tiferò per i miei compagni nella prossima partita”.

Polemiche che non si placano tra la Danimarca e la Uefa in merito a quando giocare la partita sospesa per il malore che colpito Christian Eriksen. ”Con i casi di cnavirus è possibile posticipare una partita di 48 ore. Ma a quanto pare per un arresto cardiaco no. E penso che sia sbagliato. Non trovo un buon modo di condurre le cose e i protocolli. A volte a guidarci deve essere la compassione” ha detto il ct dei biancssi Kasper Hjulmand.

Giocatori e staff non hanno preso bene l’offerta della Uefa di poter tornare in campo la sera stessa dell’incidente o a mezzogiorno della giornata successiva. Hanno visto questa decisione come l’essere in “una situazione estremamente diffi”, ha ribadito il tecnico.

SCHMEICHEL ACCUSA. Peter Schmeichel, leggenda del Manchester United e padre del portiere della danese Kasper, ha affermato che la Uefa avrebbe addirittura “minacciato” i danesi di sconfitta a tavolino: “Ho visto una dichiarazione ufficiale dell’UEFA che diceva che i calciatori hanno insistito per giocare seguendo l’indicazione di Eriksen, ma so che non è la verità. O è come si vuol vedere la verità – spiega Peter Schmeichel – Erano state date tre opzioni: una era quella di giocare subito gli ultimi 50 minuti del match, la seconda era giocare il giorno successivo a mezzogiorno e la terza opzione era quella di rinunciare alla partita, incassando un 3-0 a tavolino. Era quindi il desiderio dei calciatori giocare? Avevano davvero scelta? Non credo che l’avessero. Anche l’allenatore si è seriamente pentito di aver rimesso in campo i giocatori”. Lo stesso Kasper ha affermato “Siamo stati in una posizione ingiusta. La Uefa ci ha dato due opzioni: tornare subito a giocare o riprendere domenica pomeriggio”.

L’UEFA. Le affermazioni di Schmeichel, ritenute molto gravi dalla maggiore federazione continentale, hanno generato la quasi immediata risposta della Uefa con un comunicato ufficiale molto duro: “La questione è stata gestita con estremo rispetto. Possiamo categoricamente smentire che una squadra sia stata minacciata con la sconfitta a tavolino”.

Lo scontento all’no della danese è papabile, con continue accuse di malagestione della ripresa del match alla Uefa per una polemica che non accenna a placarsi. Martin Braitwhite, punta della danese, ha inoltre commentato: “In quella situazione ci sarebbe piaciuta una terza opzione, perché non vuoi entrare e giocare a in quel momento. Ma la UEFA ha detto: o subito o il giorno dopo alle 12″ confermando sostanzialmente che le opzioni proposte sono state solo due.

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