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Andiamo a vedere se l’Italia s’è desta!

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di Paolo Paoletti – Il Cittì ha già il suo record:  76 punti nelle prime 32 partite, 79 gol fatti (l’Italia è la che ha segnato di più), 2 sconfitte (meno di Lippi Campione del Mondo), imbattuta da 27 partite (solo Pozzo face meglio con 30).

Nessuno tra i tecnici della ha raccolto più consensi di Mancio per qualità del gioco, compatibilità tecnica e umana tra gli azzurri che mette al centro l’adesione al progetto e l’inserimento in gruppo.

Fa bene quindi ha tenere alta l’asticella, anzi altissima avendo dichiarato senza se e ma che l’obiettivo è arrivare in finale. Però?

Però perchè l’obiettivo si concretizzi ci sono alcune condizioni da verificare.  Innanzitutto la valutazione del girone: Turchia, Svizzera e Galles non sono il massimo di per sè. Ma un conto è giocare per vincere contro chiunque, altro è battere chiunque.

Fin qui il curriculum della di vive una lacuna: mai grandi partite da 3 punti contro le migliori europee: Belgio, , , Spagna. E sulla carta sono proprio queste le formazioni che proveranno ad arrivare in semifinale. L’Italia saree la sorpresa, vedremo se meritata.

La Turchia dirà subito qualcosa di importante, ovvero se pressione e spensieratezza dei manterranno tutti in equio sia tecnico sia mentale ed emotivo. Le partite si vincono con il talento ma spesso più con la testa ed il cuore.

I turchi hanno tecnica e giocano in contropiede!  ha impostato una Italia d’, quindi predisposta a subire ripartenze. Inoltre giocare in casa le prime tre, potree galvanizzare tutti anche con il degli spettatori (20.000) all’, ma anche giocare brutti scherzi. Sopratutto ai .

In Italia sappiamo tutti che non esistono mezze misure: esagerato ottimismo o pessimismo a go-go… e la prima gara è sempre la più insidiosa.

Popi sarà la volta della  Svizzera, avversario scomodo storicamente e il Galles non più squadra cuscinetto.

Facendo una sintesi di questi anni con il Mancio, bisogna ammettere che l’Italia è forte solo se riesce ad imporre il gioco, se gioca bene, se tutti sono al massimo.

E tra tutti, Insigne è il giocatore più responsabilizzato e dal quale dipendono fortune e sfortune azzurre. Lorenzo arriva all’impegno dopo una ottima annata, 19 reti e mai patemi, anche per l’assenza di pulico in casa.  Euro 2020 potree consacrarlo o ridimensionarlo. Il talento lo ha, da un po’ ha capito anche l’importanza del sacrificio e della corsa all’indietro. gli ha ritagliato il giusto spazio e utile posizione in campo. Vedremo. Insigne è una delle chiavi del successo della , la più esposta.

Gli azzurri faranno di tutto per essere degni del Paese, di tutti gli italiani. Si sa che questa attitudine indurrà a sentore la pressione dell’evento ed dell’esito finale.

L’Italia è  ben costruita e assortita, bisognosa che tutti stiano al 100%.  Il campo dirà come sempre la verità!

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