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Napolitano sta per lasciare: l’Italia sa ciò che deve, il mondo e Cuba.

2 Giugno:grande folla a giardini Quirinale,atteso presidente

di na Collina – “La pma fine del 2014 e l’imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l’Italia, l’Europa e il mondo”.

“L’Italia non avrà alcun problema per l’elezione del pmo presidente della Reblica: credo che il Parlamento abbia imparato la lezione dell’aprile 2013 e riuscirà a fare quello che deve nei tempi stabiliti”.

“Lo sforzo del – sottolinea tano – è un’opera diffi e non priva di incognite. Ma soprattutto non c’erano alternative per chi, come noi, crede nelle potenzialità di questo Paese. L’opera portata avanti dal presidente e dal rappresenta un coraggioso sforzo per einare alcuni nodi e correggere mali antichi che hanno frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura della società italiana e del suo sistema politico”.

“E’ innegabile che la Commissione guidata dal presidente Juncker abbia un profilo più nettamente sovra e si ponga obiettivi ambiziosi per rispondere alle sfide comuni in una chiave certamente più ‘’ di quelle che l’hanno preceduta”.

“Nel corso del semestre di presidenza italiana siamo riusciti a far comprendere che gli epocali fenomeni migratori connessi con i tragici eventi in Medio Oriente e in Africa costituiscono una vera emergenza europea e che come tale vanno affrontati”.

“Le aperture tra Stati Uniti e Cuba si possono definire ‘una svolta storica’, dovuta anche alla illuminata mediazione della Santa Sede. Durante le tiche tensioni che in quell’area opposero USA e URSS le due superpotenze che si confrontavano in un mondo rigidamente diviso in blocchi”.

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