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Napoli-verità: Rafa messo in mezzo, DeLa frega tutti!

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di Paolo Paoletti – Ora serve solo la verità, senza se e ma!
Il disastro del Napoli si chiama Aurelio . Purtroppo il suo primo complice è R Benitez. Il secondo, l’ambiante sviato dai media.

La Gazzetta dello Sport che ha avuto molti scontri con il cinepresidente fa un titolo locutorio: ‘Peccato Napoli, ko a Dortmund, ora è durissima’.
Il Corriere dello Sport, sponsor ufficiale, ci va più duro. In Prima: ‘Napoli quasi fuori, ma cosi è dura’. Dentro: ‘Troppo Borussia per questo Napoli’.
Tuttosport è didascalico: ‘Crollo a Dortmund, qualificazione a rischio’.
Il Mattino, giornale della città, è morbido: ‘Napoli crac, il Borussia da uno schiaffo alla ambizioni Champions’.
Solo…?

Paolo De Paola a parte, nessuno prende di petto i fatti, proni agli essi di a discapito dei tifosi!
Proprio con il direttore del Corriere dello Sport, napoletano, ho avuto più volte occasione di ricordare quanto la critica costante ed equidistante sia il miglior modo di sostenere la squadra di , come in generale tutte le cose di Napoli.
La città, le cose della città cui più teniamo, hanno bisogno di un monitoraggio critico senza pause, il fiato sulla ‘noce’ del collo… il solo atteggiamento che paghi.

Ottavio Bianchi, fu preso da Italo Allodi proprio per la sua profonda conoscenza di Napoli, dei meccanismi psicologici ed emotivi che la reano, della necessità di spegnere gli entusiasmi evidenziando le difficoltà e cosa c’è da fare. Quel Napoli partito con Juliano-Maradona, poi Allodi-Bianchi-Maradona, vinse 2 scudetti, 1 Coppa Uefa, 1 record con 13 vittorie su 13 partite. Quando la Coppa era una cosa seria! Attrasse i migliori calciatori italiani e stranieri, vince con 7 ragazzi del settore giovanile in rosa, portò 7 azzurri in con il relativo peso politico verso istituzioni, media, arbitri.

Tutto in 7 anni! E già che il grande Allodi, presentandosi da solo, disse chiaro e tondo che per vincere bastavano 3 anni. Italo vinse in 2, ma ci rimise la pelle, condannato da un ictus per le tensioni che solo Napoli sa dare!
La questione è questa: fin quando l’ambiente lascerà passare essi personali di questo o quello, s’accontenterà di vincere qualche battaglia, mai nessun guerra potrà essere vinta.

A Dortmund, il Napoli ha preso una sonora lezione. Durissimo capo d’accusa per , il quale non avendo mai voluto un vero management societario è l’unico responsabile di tutto.
Benitez, ora deve uscire allo scoperto è raccontare la verità che tutti sanno ma nessuno dice. A Milano lo fece solo dopo essere stato cacciato via, lo ricorderà?
Quali sono queste verità?
1. Non c’è attrattività.
Nessuna capacità e molte discordanze sulle scelte di . Bigon e non sono riusciti a combinare nulla. Hanno perso a gennaio 2013 Campagnaro il miglior difensore. A maggio Mazzarri, sotto di soli 2 punti con una derelitta . A giugno Cavani, capocannoniere della serie A, in uscita dall’offerta di 55 milioni dallo Zenit, accettata di corsa dal presidente e rifiutata dal giocatore.
Reina, Albiol, Callejon e sono arrivati per cessione di Benitez e sopratutto del suo manager che ha a contratto 3 dei 4.

2. Non c’è competenza.
Bigon ha preso Mertens dal PSV, quando per il nuovo assetto tattico serviva Strootman della stessa squadra.
Il resto fa ridere: Fernandez e Britos sono impresentabili. Armero è un asino tra i suoni. Zuniga, già rotto, è stato pagato 3,5 milioni netti, cosa che ha distrutto lo spogliatoio. Cannavaro paga le bagattelle degli scorsi anni, di cui Benitez è stato subito aggiornato. Maggio ha perso anche la .
Inler e Dzemaili sono a pezzi. E Hamsik è uno scandalo! Pandev un pensionato.
Si salvano solo Insigne e Berhami.
Ora dopo aver preso un altro francese rotto per la difesa, vuole Gonalons del Lione che costa poco. Benitez invece vuole lo spagnolo Javi Garcia del Manchester City. Come voleva Mascherano e Skrtel.
IL tecnico è già uscito allo scoperto dicendo che l’unità d’intenti con va dal 50 al 70%, inchiodi tutti alle proprie responsabilità.

3. Non può essere solo business.
Per è solo un business. Lui è sempre stato tifoso della Roma. Col Napoli ed i soldi dei si è pagato tutti i debiti della Filmauro, tutte le tasse arretrate del cinema, si mette in tasca 4,5 milioni l’anno netti di stipendio (con moglie e figlio) ed un utile di bilancio di 78 milioni lordi in 4 anni!
A giungo ha detto che avrebbe speso 120 milioni di acquisti, ne ha spesi male 83,5 esattamente quanti incassati dalla cessisone di Cavani e dalla partecipazione alla fase a giorni Champions.
Di suo non ha mai investito 1 euro 1. Ottenendo grande risalto mediatico, potere contrattuale con le banche, amicizie che solo il consente.
La rea è: chi spende non è certo che vinca, chi non spende è certo che perde!
Competere in Europa, significa sfidare la capacità di spesa e appeal di Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona, City, United e Chelsea, e Monacò.
Oppure essere strutturati come Borussia, Arsenal, Atletico di Madrid, Juventus.
Il resto sono meteore o realtà di seconda e terza fascia. Altro che Superlega europea.

A Dortmund il Napoli ha perso su tutta la linea. Ha perso con i giovani, ha perso come rosa, ha perso fisicamente e tatticamente, ha perso sul piano di qualità e mentalità.
Benitez è scorretto quando dice che il rigore ha cambiato tutto.
Klopp senza 3 titolari-pilastro, ha dato una lezione di gioco, motivazione, entusiasmo: il Borussia s’è presentato 8 volte davanti a Reina che ha fatto miracoli; ha colpito un palo come Callejon, ha giocato tutta la gara palla su palla, provando sempre la giocata, anche troppo, vista l’importanza del risultato e colpito in contropiede.
Klopp ha schierato addirittura un attaccante in difesa e un Lewandosky irriconoscibile con la testa già chissà dove.

dice che voleva il tecnico tedesco? Se Conte dovesse lasciare Torino, anche Agnelli lo ha scelto per la Juve. Vedremo come finirà.
è lo specchio di questo Napoli: tante parole, intenti, esperienza, e flop nei momenti decisivi. Quelli che fanno la storia.

Fin qui le decisive il Napoli le ha perse tutte: Arsenal, Roma, Juve, Borussia. Ed alla terza sconfitta consecutiva, nella stagione in cui bisogna vincere lo scudetto, qualcosa va chiaramente detto.
Il è strano, a Napoli si vive di miracoli e 3 all’Arsenal ci possono anche stare in una notte di follia. Ciò non cambierebbe le verità azzurre.

Siamo tutti presi in giro. Basta!

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