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Senza identità, DeLa il calcio non è un filmetto!

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di Paolo Paoletti - Di vero, dopo le prime 5 partite, c’è solo che il Napoli non ha identità!
Il modulo è riflessione di contorno, perchè che questo Napoli perda col Sassuolo e pareggi col Chievo entrambe in grande forma, è difficile da digerire ma il campo non mente.
Lo 0-0 col Carpi nell’anonimo stadio modenese è una spiegabile con una sola verità: chi fa calcio-business non ha anima.
Il Napoli di Modena è stato amorfo, come tante altre volte con la cui vera pecca era ed è la motivazione.
Addirittura Mazzarri aveva avuto problemi in tal senso, scaricando sul tabù provinciali gli alti e bassi di un Napoli secondo solo alla seppur a distanza siderale.
Ora tutti a cercare il perchè: manca un’idea per sradicare il fortino delle piccole, la stanchezza impone il tunr-over, la testa già alla sfida delle sfide…
Tutto vero, tutto falso: contro la più scarsa mai vista in serie A che nemmeno la Pistoiese di Silvinho, è impossibile giocare così, senza nerbo, senza voglia, senza niente!
E’ Sarri adesso che si gioca tutto: se non mette i giocatori spalle al muro, si scava la fossa.

Martedi scorso, Rejna a nome di tutti – anzi del gruppo di lingua spagnola – ha imposto il 4-3-3!
Sarri ha risposto facendo fuori il suo pupillo Valdifiori, impresentabile anche a Modena, e Maggio inviso agli stranieri perchè spione di De Laurentis!
Adesso faccia fuoco e fiamme, pretenda amor proprio, dica la verità. Troppo facile vedere la metamorfosi contro la ntus, ci sarà. Anche se è difficile prevedere con quale risultato.
Ma dopo Milan e , dopo 8 giornate – quasi un quarto del torneo – sapremo molto se non tutto. Sopratutto se il calcio-didattico di Sarri avrà vinto il calcio-business di De Laurentis.

Il vero cancro è qui: una gestione che pensa solo ai soldi, azzerando valori emotivi e valoriali, pensando che l’identità stia nell’ingaggio percepito.
E’ l’equivoco di fondo del che insiste sul teorema fatturato-classifica. Perchè allora Sassuolo e Chievo, ma anche e stanno lì?
Perchè il Napoli ha vinto 2 scudetti, una Coppa Uefa, una in 5 anni, pur non avendo i soldi di , Milan, Inter?

Perchè lo scudetto lo hanno vinto anche Cagliari e Verona, la Lazio ‘povera’ di Lenzini?

La vera sfida di Sarri è riuscire dove ha fallito. Non nel modulo o l’addestramento della difesa. Nello spirito che il Napoli non ha. L’ardore che avvolge tà come Empoli,
Verona, Sassuolo, Palermo, il sangue granata!
Oppure si faccia comprare campioni in grado di risolvere con una giocata, partite su partite, aspettando il momento in cui l’obiettivo comune faccia di un gruppo una squadra.
Come ha fatto Mancini che sa come va il mondo a quei livelli, prima di come s’allena per vincere!

Il Napoli ha 2 soli campioni, Rejna e Higuain. Un solo leader, Rejna. Non ha di livello, non ha struttura societaria ma un uomo solo al comando. Il cinepresidente De Laurentius che pensa al Napoli come un cinepanettone.
Che identità può avere una squadra gestita così?

E’ vero che, chi prende 5,5 milioni netti l’anno, secondo più pagato del campionato dovree metterci molto di più delle 2 doppiette segnate da Gonzalo. Ma i giocatori non vanno in campo con il conto in banca e se ne ricordano solo quando bisogna firmare un contratto. Tutti, tranne chi è un fuoriclasse. E non lo si diventa facendo fatturato.
Il bivio del Napoli è ora: comprare solo campioni da 5 milioni netti l’anno, costruire una identità che imponga a chi viene a Napoli innanzitutto amor proprio, che è soggezione per i colori del . Indignarsi di un pareggio col Carpi, rsi di uscire dal campo senza una goccia di sudore.

Caro DeLa, così è, che ti piaccia o no.
“I vincenti come i brocchi si vedono dall’inizio…”; ma tu che ne sai di C’era una volta l’America?

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