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Napoli inaffidabile, la città accusa. Rafael crociato!

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di Paolo Paoletti – Una giornata a smadonnare…parlo di ? No di me.
Una giornata a discutere con del : l’edicola alla stazione Cumana, il Bar Michelangelo, panetteria De Vita ritrovo di competenti di calcio prima che si, poi tabaccaio, fioraio, l’immancabile tassista e Gianpaolo Manna, grande centravanti amateur per tutti noi calciatori della mitica squadra Bar Metrò, semplicemente Josè per via della somiglianza in campo e fuori con Altafini.

Da tutti una sola domanda: ma questo chi è? La vergognosa formazione di Swansea, vista già contro , Parma, Sassuolo, Cagliari, Bologna e Chievo…
Oppure la squadra brillante vista contro la Roma e nella fase a gironi di Champions?

Ovviamente entrambe, bisogna spiegare perchè a volte prevale una faccia sull’altra.
Il motivo numero 1 è : un intellettuale del calcio. Inadatto all’ambiente , dove un calciatore vive da Re rendendo difficile esprimersi sempre al limite delle proprie possibilità.
E’ un aspetto emotivo-ambientale che Ottavio Bianchi ben conosceva avendo giocato a e su cui costruì tutto il suo lavoro, sul filo di una tensione voluta, studiata, a volte da lui stesso provocata.
Raf è l’opposto di Ottavio, partendo dal presupposto che tutti sono professionisti.
Non è così, o meglio a essere professionisti significa innanzitutto rinuncia. Di cosa?
Di tutti i privilegi che fiaccano mente e corpo.

E’ facile trovare motivazione contro le big europee o in partite che valgono una finale di Coppa Italia. Come insegna, tenere questa motivazione costante è ciò chge fa la differenza.
Il questa differenza non la fa, perchè non la conosce, ovvero non la coltiva.
E’ questione di visione, ciò che determina il risultato. Tutti i punti persi sono una visione sbagliata che amplifica le lacune tecniche individuali che diventano tattiche cioè collettive.

Britos non sa marcare, nessuno gli dice cosa deve fare o meglio è in grado di farglielo fare.
La difesa in generale è di scarso livello: temperamentale, per attitudine e qualità. In Galles è stata salvata dai portieri, prima Rafael poi Reina.
Il brasiliano si è immolato per il , ci ha rimesso il crociato e 6 mesi di attività.
Per una difesa così negligente il è senza portieri: Reina è già a , il futuro da ricostruire dal numero 1.

A centrocampo, si è ritrovato casualmente il migliore nel ruolo: tenere fuori dall’Europa Jorginho è errore grave che non si può spiegare con il compitino del numero di difensori necessari. Tanto lì uno vale l’altro e tutti insieme non garantiscono nulla. Molto meglio avere chi fa la differenza nella zona decisiva del camèo.

In attacco, dove si sta meglio, e Callejon sono stanchi. Insigne e Hamsik in fase involutiva, Pandev nel dimenticatoio. Perchè mertens non ha giocato dal primo minuto?

Per rispondere alla domande di , la sintesi è: De Laurentis ha comprato più scartine che campioni. Questo è quanto con un ottovolante di risultati che non promette niente di buono. Altro che scudetto, per l’ennesima volta promesso!!!

Negli ultimi 3 mesi, si rischierà Reina in condizioni fisiche precarie. potrebbe ritrovarsi con il portiere della Primavera.
Il club ha comunicato: “è stata riscontrata la rottura del mento crociato anteriore del ginocchio destro. Rafael dovrà sottoporsi a intervento chirurgico per poi stabilire i tempi di recupero che non saranno brevi”.
Campionato finito, starà fuori dai 4 ai 6 mesi. Perde anche i mondiali!

Al caso che non è un caso di Rafael, si aggiungono maldestre interpretazioni dello staff sanitario: Britos, Hamsik, Berhami e sopratutto il caso Zuniga…
I tempi del colombiano si sono allungati. Zuzù corre e si allena rearmente: non sente dolore, il ginocchio non si gonfia più sotto sforzo e i Mondiali non sono a rischio. Tra due settimane tornerà ma gradualmente.

Un errore da non fermarlo nell’ultimo trimestre di : ma Zuniga doveva firmare il rinnovo milionario e pensare alla Colombia.
De Laurentis c’è cascato e ha incassato.

Serve altro per spiegare perchè il vive in bilico tra l’impresa e la vergogna?

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