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Nodo Napoli: Marek martire e martìrio di Rafa, stia fuori!

HAMSIK

di Paolo Paoletti - Finite le Coppe, comincia il vero campionato. Calendario ha voluto che la prima giornata dopo la fase a giorni europea, fosse un condensato del meglio – si fa per dire – del calcio italiano.

In 3 partite s’incrociano le prime 7 in classifica tranne la Lazio che ha l’.

Juve-Samp (60 punti in 2) è la più importante, diffi che i bianconeri sprechino ancora punti, ma la stanchezza emotiva più che fisica potrebbe fare lo scherzetto.
Genoa-Roma (58) ha analoghe motivazioni ma opposte per i giallorossi che misureranno i scudetto con la forze del genoa che sopratutto in casa ha gà fatto fuori Juve e , perdendo col Napoli all’ultimo secondo una gara dominata.
Quindi -Napoli (45), big match…oggi tra decadute.

Già il fatto di accusare 13 e 15 punti di ritardo dalla altre 2 sfide di cartello dice come vanno collocate le avversarie di San Siro.
Superpippo sotto l’ala di Zio farà giocare Torres, impostogli dal presidemte e dal mercato: nessuno ricorda più i ‘Giorni del Condor’ rossoneri, ma nessuno vuole più l’ Nino. Neppure Papà Josè, il quale infiocchettato l’attaccante se ne è liberato al Chelsea.
Il Napoli è al bivio della stagione: , Parma e Juventus in Supercoppa (attenzione ai gialli per Albiol e Koulibaly) sono lo spartiacque: se Benitez le vince tutte e 3, si rimette in carreggiata sperando nel miracolo. Se non le vince è già tutto finito.
E le attenzioni azzurre punteranno decisamente sull’ che da quest’anno concede un posto in Champions.

“L’importante è vincere, sempre – ammette R – Col Bratislava non è stata una gara complicata, anche se avremmo potuto giocare meglio. In ogni caso è stato positivo non subire gol”. Spettatori 6.490, incasso di 76.229,00 euro: chi deve rsi?

Eccola la piaga, il dito vi ci affonda. La sentenza del pubblico è arrivata dal tempo, il Napoli è una gruviera: 18 gol subiti, quasi tutti con carta carbone; 26 fatti, 3 più del che ha analogo score negativo. A san Siro ci si aspetta una partita col pallottoliere, non sarà cosi.

Benitez conferma: “Non è gara fa, ma proveremo ad espugnare San Siro. Nel nostro attacco c’è chi può fare la differenza, e se la squadra lavora bene nulla è impossibile”.
Troppi se, altrettanti ma: è perplesso proprio chi dovrebbe dare certezze a squadra e ambiente. Scottato troppe volte, Benitez ha incassato 2 pareggi in casa che avrebbero tramortito anche il Trap, vacto a tutto.

Con la difesa, il nodo del Napoli è Marek Hamsik, un ectoplasma – altro che cittadinanza sportiva – che resuscita solo contro i derelitti di Bratislava: segnò all’andata, è tornato al gol anche al San èpaolo contro la sua prima squadra. In mezzo solo delusioni.
“Anche lui ha giocato una buona partita, oltre il gol. Abbiamo rivisto il giocatore che tutto l’ambiente conosceva. , invece, aldilà del gol si è mosso bene, con giocate degne di nota assieme a Zapata”.
Mente Benitez, sapendo di mentire. Hamsik è il suo martire e martirio…

Le statistiche di Marek dicono tutto:
Partite Giocate: 12 su 14.
Minuti Giocati: 874
Titolare: 12
Sostituito: 10
Subentrato: 0
Intercettazioni: 5
Duelli vinti: 40,9%40,9%
Contrasti aerei vinti: 42,9%42,9%

Insomma il tecnico gli ha dato sempre fiducia da titolare. Mal ripagata, se sostituito 10 volte su 12. Il dato che svela lo stato pessimo in cui versa Marek è quello dei duelli vinti: ne ha lasciati il 59,1% all’avversario e ciò ne spiega l’inefficacia.
A San Siro, Benitez farebbe bene a lasciarlo fuori: De Guzman da più affidamento di lui, che porta la fascia al braccio ma certamente non ha lo spirito nè il carisma del capitano.

Così come il duo di centrocampo è l’anello debole del 4-2-3-1 azzurro.
In quella zona di campo la Juve dispone di Pirlo, Marchisio, Vidal, Pogba, Asamoah.
La Roma non di meno: De Rossi, Keita, Pianjc, Naingolann, Florenzi.
Il Napoli arrossisce tra Inler, Jorginho, David Silva, Gargano…
A o contro lo ‘specchio’ di Superpippo andrebbe aggiunto un centrocampista in più. Ma chi è masochista difficilmente se ne accorge.
“Fa rabbia vedere squadre qualificate con 8 punti e al tempo stesso fa capire la straordinaria stagione scorsa”.
Ma perchè Benitez parla sempre al passato?

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