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Conte-Mou, sfida in FA sotto gli occhi di Suning!

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di Mary Bridge - Dal Mou portoghese a quello no: Josè e Antonio si sfidano in Fa Cup che vale molto di più, anche la nuova panchina milionaria dell’!
Personalità troppo forti per accettare il paragone, sia come modello sia come erede, eppure sono molto vicini somigliano per orgoglio, carisma, vittorie, e forse anche .

Entrambi stimolano Suning che andrà e su di loro a maggio per la nuova , spettatore essatissimo della FA CUP, dove un riflettore di Stamford Bridge si dedicherà solo ai due allenatori.

PASSATO. Si sono incrociati una sola volta in carriera, proprio all’inizio di questa stagione, all’inizio dei percorsi di ricostruzione dei rispettivi club. In quell’occasione il Chelsea aveva annichilito lo United alle prese con un primo approccio diffi con Manchester. Un 4-0 senza storie, ma con molte polemiche: Mou si era avvito a Conte a fine partita per rimproverarlo di un atteggiamento che poco aveva avuto a che fare con il noto aplomb inglese. “Non si esulta così sul 4-0, puoi farlo sull’1-0 altrimenti è un’umiliazione per noi”, questo il virgolettato dello Special One, a cui il tecnico no aveva risposto con un semplice “Io sono stato giocatore, so come comportarmi”. Neanche a dirlo, l’orgoglio nominato precedentemente li aveva contraddistinti in questa discussione.

PRESENTE. Cinico. E’ l’aggettivo che Josè aveva utilizzato per descrivere i Blues, per lui sempre organizzato e concreto. Una descrizione che, in tà, non si distanzia molto dalla sua : forte, motivata e perfettamente disposta in campo, un esempio per tutti la semifinale di Champions al Camp Nou nell’anno del . Una caratteristica dimostrata anche nelle partite meno importanti sulla carta ma fondamentali, quelle con le piccole, dove il Chelsea come quell’ è sempre puntuale e fero, quelle in cui in fondo si vincono i titoli. La sfida ai quarti di FA Cup sarà sicuramente tra le più intense e tatticamente preparate dell’anno, il risultato di un percorso di 8 mesi in cui United e Chelsea sono state modellate sull’immagine dei loro allenatori e hanno trovato la loro strada, sulla scia di un buon periodo di forma.

. Vicini nella preparazione maniacale e nella capacità di comunicare con i propri giocatori, i due si erano già sfiorati nelle rispettive avventure ne, e sarebbe stato quantomeno essante vederli a confronto proprio in Serie A. Però, anche in questo caso, il loro è stato come un passaggio di consegne, non cercato e non voluto, tra due cicli di dominio: quello dell’ del e quello della Juventus pentascudettata, inframezzati solo da uno squillo rossonero. ha coronato il sogno di ogni tifoso nerazzurro vincendo nel 2010, Conte ha riportato la Juve in Champions League e in vetta alla Serie A, iniziando una striscia che ancora non è terminata. Lontani nell’apparenza, vicini nella concretezza e nell’approccio, e anche se è appena iniziata la carriera di Conte sembra destinata agli stessi successi. Nel pmo si incontreranno per altre due volte prima della fine della stagione, nel più lontano si potrebbero incrociare in un’immaginaria stanza d’attesa per il colloquio con Zhang Jindong. Al presidente toccherà la scelta: un clamoroso ritorno al passato o un investimento sul condito con un piccolo sgarbo ad una Vecchia Signora?

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