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L’Aereoplanino vola a Marassi: è il mio sogno!

New Sampdoria's head coach Vincenzo Montella

di Terna Larossa - Montella è tornato alla Samp. Stavolta da allenatore. Contratto fino al 2018, lungo percorso. Ma soprattutto stipendio assicurato contro le lune di Ferrero ed il futuro traballante del club. Perchè Montella è tornato? Per goi uomini di campo è diffi se fuori dal giro. A casa ben pagati.

Prima dell’inizio della conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Sampdoria, Vincenzo Montella, il presidente del club, Massimo Ferrero ha chiesto un minuto di silenzio. Ferrero ha voluto così rendere omaggio alle vittime degli assalti terroristici di Parigi e in particolare a Valeria Solesin, la ragazza na di 28 anni, uccisa al Bataclan.

“Vincenzo ha scelto con il cuore. Lo ringrazio e ora il titolo del film per questa è ‘Attenti a quei due’”. Lo ha detto il patron blucerchiato che ha anche spiegato l’ di Walter Zenga. “L’ho guardato negli occhi e ho capito che non era l’uomo giusto per me. Ho capito che non aveva le mie ambizioni”.

Quello di sedersi sulla panchina della Sampdoria per Vincenzo Montella è un sogno izzato. “Ho cominciato ad allenare i ‘giovanissimi’ ed il mio sogno era già di allenare la Sampdoria”. Lo ha detto il neo tecnico blucerchiato, che con questi colori ha vissuto da giocatori anni importanti, durante l’incontro stampa al centro tecnico di Bogliasco. “Riparto dalle basi di Zenga, poi vedremo. non credo nei moduli, ma nei principi di gioco”.

Sul modulo.
“Non credo molto nei moduli di gioco, ma nei principi di gioco. Non è detto che ci sarà un modulo per sempre. partiremo dalle basi su cui ha lavorato Zenga perché ho poco tempo per preparare la pma partita, poi col tempo vedremo quale sarà la disposizione migliore per i calciatori”.

Sul rapporto con i .
“L’affetto tra me e la Samp è forte e lo è stato sempre. E mi responsabilizza ancora di più ma non mi distrae perché il mio lav è sul campo. Due anni fa, da avversario, mi hanno riconosciuto un applauso lungo e affettuoso”.

C’è un progetto importante?
“Come allenatore non mi sento superiore alla Sampdoria. Il mio intento è quello di crescere insieme alla squadra, senza porci limiti. Io voglio crescere e migliorare e credo che questo sia il posto giusto”.

Su Cassano.
“Antonio per qualità e talento dovrà essere un valore aggiunto. Dipende dal suo stato di forma, dalle sue ambizioni e dai suoi obiettivi”.

Sulla classifica.
“L’obiettivo è quello di cercare di essere nella parte sinistra della classifica. Bisogna crescere e avere ambizioni, non sono così convinto che la classifica sia buona, altrimenti non sarei qui”.

Sulla Fiorentina.
“Ci siamo lasciati in maniera intelligente ed educata. In tre anni siamo cresciuti insieme, purtroppo il rapporto è finito come finiscono tutti i rapporti. Auguro le migliori fortune alla società e ai . C’è soddisne per quello che sta facendo, complimenti a Paulo Sousa”.

Su Viviano.
“Ho un ottimo rapporto con Emiliano. E’ un portiere che sa giocare molto bene con i piedi ed è importante per me. Lui probabilmente ha sofferto a giocare nella squadra per cui è tifoso (la Fiorentina, ndr). L’ho visto giocare molto qui e ha giocato molto meglio rispetto a quando era a ”.

FERRERO dice…
Su Montella.
“Ringrazio Montella, di cuore, perché è un vero talento e ha scelto il cuore, la passione e l’amore dopo varie proposte. Ha rifiutato varie proposte importanti per venire qui. Il pmo titolo sarà ‘Attenti a quei due’. Io sono un suo corteggiatore”.

Su Zenga.
“Io sono un istintivo, lo sapete. Ho capito che Zenga non aveva le mie ambizioni, oppure le aveva ma le aveva inespresse. Una sera di tanti mesi fa, ho incontrato Vincenzo a e lui non mi ha mai parlato. Non parlava con nessuno perché era un tesserato della Fiorentina. Lui è una persona seria. Ho guardato negli occhi Zenga e ho capito che non era l’uomo per me. Zenga è un ottimno persona ma questa è la legge del calcio”.

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