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Mendes, il Sistema per vincere: Silvio tra Lucas e Jorge.

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di Pippo Russo* – Lo scorso aprile, dopo una pausa di due anni, gli nazionali di del gallo sono tornati a casa. Estoril, rinomata località turistica della cintura metropolitana lisboeta, li ha riaccolti dopo che la si era rotta nel 2012. Si è trattato di un all’antico salutato con grande favore dagli appassionati ghesi, ma accompagnato anche da un conflitto sul nome assegnato alla manifestazione. Che è Millennium Estoril Open (LEGGI QUI), e associa il nome dello sponsor (Millennium Bank, la sezione più attiva del Banco Comercial Portugues, il primo gruppo bancario privato lusitano LEGGI QUI) all’ordinaria formula di qualsiasi torneo tico nazionale. Ma c’è chi non è stato d’accordo sulla scelta. Si tratta della Lagos Sport, un’agenzia ghese specializzata nell’organizzazione di eventi sportivi che fino all’anno prima aveva organizzato il torneo, spostato per le edizioni 2013 e 2014 presso il complesso sportivo di Jamor (LEGGI QUI), sede dell’impianto calcistico in cui ogni anno si disputa la finale di Coppa del gallo. Lagos Sport ha avuto storicamente grandi essi a Estoril. Ne ha controllato per un breve periodo il club calcistico, l’Estoril Praia, comprandolo dall’ boss del ghese José Veiga nel 2008 (LEGGI QUI) e rivendendolo due anni dopo ai brasiliani di Traffic Sports (LEGGI QUI), che già da un anno gestivano l’attività sportiva del club. Soprat, l’agenzia guidata da João Lagos è stata per venticinque anni l’organizzatrice di Estoril Open. Una manifestazione che il gruppo, attraversato da un momento di difficoltà, ha dovuto rinunciare a organizzare, con relativa perdita della licenza ATP. Ma vedere riutilizzato il nome che per un quarto di secolo aveva dato alla manifestazione, quello no. E dunque ecco annunciata un’azione di difesa della “proprietà industriale”, legata alla denominazione (LEGGI QUI). Un’azione che fa parte d’un tentativo complessivo, da parte di Lagos Sport, di recuperare terreno rientrando nella gestione diretta in ambito sportivo. Lo dimostra il piano per ricomprare l’Estoril, messo in vendita da Traffic. L’acquisto verrebbe effettuato esercitando un diritto d’opzione, ma in gallo si chiedono come possa João Lagos garantire la cifra richiesta dalla società di José Hawilla in un momento che per il gruppo è di grande difficoltà economica (LEGGI QUI).

La polemica sulla denominazione del torneo non ha scosso più di tanto gli organizzatori. Che hanno tirato dritto, forti di un prestigio e di un peso politico-economico non indifferente. E venendo a conoscenza dei loro nomi si capisce il perché di questa breve incursione tica condotta da un sito monotematico sul calcio. Si scopre infatti che i nuovi Estoril Open sono gestiti da una società dal nome che si presta a non poche ironie: 3Love (LEGGI QUI). Si tratta di una soggetto nato da una joint venture fra Ucom e Polaris. La prima è un’agenzia specializzata nell’organizzazione e comunicazione di eventi sportivi, e ha sede in Germania. Il suo proprieio è un ta olandese, Benno van Veggel (LEGGI QUI). La seconda agenzia si chiama Polaris Sport, e opera nella gestione dei diritti d’immagine di molti fra i più importanti personaggi dello sport ghese (LEGGI QUI). Polaris Sport fa capo a Gestifute (LEGGI QUI), e il suo CEO si chiama Luis Correia. Per chi non sapesse o non avesse ancora capito, Gestifute è l’agenzia di Jorge Mendes, e Luis Correia è il principale collaboratore dello stesso Mendes, oltre a esserne il nipote (LEGGI QUI).

I giornali ghesi hanno salutato Mendes come un benefattore, per aver impedito che gli Open ghesi morissero (LEGGI QUI). Che ci fossero di mezzo degli affari passa in secondo piano. E passa in secondo piano soprat il fatto che Jorge Mendes abbia smesso da tempo di essere soltanto un agente di calciatori, o che il calcio sia l’unico campo di suo esse. La galleria dei clienti di Polaris Sport mette infatti in mostra i ti Joao Sousa (primo ghese del ranking ATP, dove occupa il quarantaseiesimo posto LEGGI QUI), Frederico Silva e Maria João Koehler. Ma soprat c’è il fatto che, di Polaris, non è soltanto la vena polisportiva a spiccare. C’è piuttosto un’idea dello sport (e del calcio) come un pezzo cruciale nell’Entertainment Economy, l’economia del divertimento, che è una visione azzeccata. A testimoniarlo sta il fatto che fra i partner di Polaris vi sia la Creative Artists Agency (CAA, LEGGI QUI e LEGGI QUI), cioè la più grande agenzia al mondo per la cura degli essi di personaggi dello spettacolo e dello sport. E basta scorrere la lista dei clienti di CAA per farsi un’idea. È questo il pezzo centrale del Sistema Mendes: non soltanto la forza oligopolistica che lo porta a gestire alcuni fra i calciatori e gli allenatori più forti e ricchi al mondo, e una rete di club grandi e medi sui quali far leva, ma soprat una forza d’espansione giocata sulla capacità di creare connessioni e cartelli, laddove altri avrebbero preferito procedere fidandosi dell’istinto individualista e senza mai sconfinare dal perimetro calcistico. E in questo senso Jorge Mendes è un fuoriclasse. Lo dico senza alcuna difficoltà, e soprat senza cambiare idea a proposito di lui e di tutti quelli come lui: attori di un’economia parallela del calcio che andrebbe debellata, prima che la gigantesca bolla speculativa esploda. Ma sarebbe stupido, da parte mia e di chiunque altro, non riconoscere le doti di Mendes. Che, del resto, non sarebbe giunto dove è adesso se non avesse un talento fuori dall’ordinario. Piuttosto, è sui difetti e sui punti oscuri che bisogna soffermarsi. A partire dalla spregiudicatezza, da un certo narcisismo, e da quella buia espansiva che adesso sta portando Mendes a voler stravincere su tutti i fronti. E si sa che voler stravincere è la premessa per il , così come è una legge della che l’apice di una parabola sia anche l’inizio del declino. Forse in questi giorni stiamo assistendo alle premesse del dell’Impero Mendes. Per questo, dalla prossima puntata, studieremo in ogni dettaglio la costruzione e il funzionamento di questo impero.

(1) Continua…

Pippo Russo
@pippoevai

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