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Walter formato libro: giù Conte e arbitri!

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di Nina Madonna - Walter in un libro: scrive Alessandro Alciato con prefazione di massimo …sembra uno sketch di ‘Scherzi a parte’. Nessuno sa perchè sia uscito nel momento più drammatico dell’.

Nella prefazione di Massimo si racconta che Branca dovette insistere tanto perchè conoscesse : perchè l’ex presidente fu tanto restio a conoscere il suo nuovo allenatore?

L’autobiografia era pronta da ottobre 2013, rimasta nel cassetto perchè ne pretendeva i diritti d’immagine.
Doveva sostenere l’arrivo di a o. Oggi appare inopportuna: contro Antonio e gli da Pechino in poi.

Ogni cosa a suo tempo, Walter ha sbagliato il suo!

Alcuni stralci.
e . “Nelle prime viste dicevo che mi piaceva molto, in lui vedevo lo stesso atteggiamento che avevo alla Reggina. Quando l’hanno chiamato a Torino sono stato felice, aveva sfatato uno stupido tabù intellettuale. Se uno è bravo lo è dappertutto, anzi, quella carica emotiva può fare la differenza ad alti livelli. Sinceramente ho pensato: «Questo mi sta simpatico». Poi a un certo punto ho detto che, proprio affrontando noi, aveva cambiato il sistema di gioco in cui credeva, certo di fargli un complimento. Intendevo dire che sa adattarsi a tutte le situazioni, un elogio che invece i suoi secondi – molto nervosi a Pechino, mentre scontava la sua squalifica – hanno preso male. Io la parola copiato, che li ha irritati così tanto, non l’ho mai pronunciata”.

Pechino, agosto 2012. “Abbiamo perso ai tempi supplementari, 4-2 per loro, ma non digerirò mai i modi in cui è maturata quella sconfitta – si legge in uno degli estratti riportati da ‘La Stampa’ -. La partita è finita undici contro nove e ovviamente i nove eravamo noi, dopo le ingiuste espulsioni di Pandev e Zuniga… Eravamo talmente furibondi che non ci siamo presentati alla premiazione… Un giocatore della protestava con un guardalinee? Non accadeva nulla. Ha protestato Pandev? Cartellino rosso. Ancora oggi penso che il non abbia perso quella Supercoppa, mi sarebbe piaciuto rigiocare la finale ad armi pari. Si poteva soccombere ma non in quel modo. La disparità di valutazione è stata clamorosa, da lì è nata la scelta, ponderata, di disertare la premiazione. Si era appena toccato il fondo e volevamo che il mondo se ne accorgesse. In quei momenti ho anche pensato di non allenare più”.

Da allora in poi. “Sempre in Cina, a finale archiviata, lo staff tecnico della voleva far passare il proprio come un successo meritato, ma vorrei ribadire ancora una volta che si vince meritatamente solo undici contro undici. Anche da sono arrivate dichiarazioni ingiuste e inopportune, ma mi è sempre rimasto il dubbio che fossero farina di un sacco altrui, magari di quello del suo ufficio stampa alla ricerca dell’ennesima polemica. è migliore di certe sue parole del passato”.

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