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Maradona accusa: “L’Afa è mafia, denuncerò tutto a Infantino!”

MARADONA-INFANTINO

di Paolo Paoletti - L’Afa è nel caos totale. La rinuncia alle Olimpiadi è gravissima ma frutto del vuoto di e della nuova lotta di per il dopo . Julio che ho conosciuto bene da Mexico 86 in avanti è morto a 82 anni, dopo 35 da presidente della federazione calcistica argentina. A lungo vicepresidente Fifa stroncato da un aneurisma all’aorta il 30 luglio 2014, qualche gionro dopo la finale -Argentina in Brasile.
L’ultimo suo atto ufficiale fu ‘accete’ le dimissioni del Cittì della Seleccion Alejandro Sabella.
Quelle di Tata Martino, inoltrate a Luis Segura, attuale presidente Afa, causate dalla rinuncia alle Olimpiadi hanno aperto la più grande del calcio argentino causata da scandali a ripetizione, violenza e morte negli , corruzione dilagante, la produzione di talenti arrestasi d’improvviso.
“Ci sono in bacheca due mondiali da difendere ma soprattutto una storia, quello che sta accadendo è una vergogna”: accusa .
Diego ha ragione, nessuno più di lui può dire come stanno veramente le cose.
Sempre distante dal , controcorrente per definizione, ha bocciato i vertici dell’Afa. Ha lottato per anni anche contro , sopratutto il di Julino che molto influì anche nel 1986, ma è un fatto che la morte del Presidente a vita ha lasciato un vuoto ingovernabile.
ieri era a Palazzo, nella sede Afa al centro di Buenos Aires. La sua analisi impietosa lascia poche speranze di sopravvivenza: “Hanno parlato tra , di organizzazione dei campionati senza alcuna logica». Interpellato dai dirigenti, ha sbattuto la porta: “A queste condizioni non me ne frega niente di dare una mano, io chiedevo pulizia e trasparenza nella gestione federale, mi rispondevano di super a trenta squadre, impossibile da allestire perché manca tutto. Non è cambiato niente, è sempre la stessa ma che c’era ai tempi di . Metterò Infantino al corrente di tutto, non so se la Fifa può liberare l’Argentina da questi cialtroni”.
Le dimissioni di Tata Martino e la possibile rinuncia alla partecipazione olimpica di Rio sono soltanto le estreme conseguenze di un decadimento che pare inarrestabile. Intristito dall’ennesima finale persa, il calcio argentino va a rotoli. Una nazionale senza ct e che si autoesclude dalle Olimpiadi, una guerra di tutti contro tutti dove il voloniato di fa quasi tenerezza. Aveva detto: fatemi tornare e salverò la storia del nostro calcio.
È tornato ma è scappato via: impossibile dribblare il mondo!

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