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Mancini ha vinto la sua sfida: Italia bella, giovane, credibile!

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di Paolo Paoletti - Nell’ultima di Nations League, ciò che doveva accadere è accaduto: l’ batte 2-0 la Bosnia, chiude al primo posto il gruppo 1 e si qualifica per la ‘Final Four’ con Spagna, Francia e Belgio che si terrà nell’ottobre 2021 a Milano e Torino.

A Sarajevo la gara è stata decisa con un gol per tempo: prima Belotti (22′) con un destro al volo, poi Berardi (68′) con un’acrobazia di sinistro su assist del compagno Locatelli.

Un risultato che sintetizza una statistica molto significativa:

la è imbattuta da 22 partite consecutive con Roberto Mancini Cittì (17V, 5N): non accadeva dal luglio 2006, con Marcello Lippi in panchina (25).

Non ha subito gol per 5 trasferte consecutive per la seconda volta nella sua storia; ci era riuscita solo tra il 1972 e il 1974 con Ferruccio Valcareggi Cittì.

Finisce più che bene, quindi, la prima fase del lavoro di Mancini, al quale deve essere riconosciuto il merito di aver rigenerato la , riportato entusiasmo, lanciato tanti giovani, dimostrato che in ci sono risorse tecniche e di qualità anche umane che possono fare grande il a livello di Nazionali e di .

Il lavoro del Cittì era cominciato in questa direzione prima del Covi, ora tutte le società potranno proseguire sulla stessa strada per motivi economici.

Mancini ha vinto su tutti i fronti, scegliendo le migliori promesse, assortendole bene con i più esperti, dando un gioco brillante ed efficace, risolvendo cojn gli schemi il problema del gol.
Immobile, Scarpa d’oro, Belotti, magari Quagliarella di scorta assicurano capacità izative e al tempo stesso di partecipazione al gioco.

I ragazzi del Sassuolo, perfino Caputo certamente non più giovane, sono entrati e si son o imposti nel , che accoglie mettendo a proprio agio prime convocazioni e veterani.
Mancio ha rimesso al centro del rap con i giocatori l’orgoglio della maglia azzurra ed al Paese in un momento di grande crisi totale, un evento che ad ottobre potrà essere sfruttato per ridare economia ed immagine all’.

Mancini ha vinto e lo ha fatto valorizzando al massimo tutti i collaboratori, da Evani a Lombardo agli ex compagni di squadra che fanno dello staff. Ha voluto il di Vialli, con i risultati fa da parafulmine alla crisi più profonda del e della federcalcio.

Ora sarà meglio lasciarlo lavorare in pace. L storia di Lippi e stato più di uno sgarbo. Le prossime presidenziali saranno un momento svolta anche per il Cittì.
Per adesso complimenti ed una raccomandazione: sul carro si può stare male anche da vincitori. E’ bene che ci salga solo chi può essere un valore aggiunto per Roberto!

Il tabellino di Bosnia- va messo da parte…

BOSNIA- 0-2
Bosnia (4-3-3): Piric 6,5; Corluka 6, Hadzikadunic 5,5, Sanicanin 5,5, Kadusic 5 (34′ st Todorovic sv); Cimirot 5, Pjanic 6 (32′ st Danilovic sv), Krunic 5 (26′ st Loncar 5,5); Tatar 5 (34′ st Rahmanovic sv), Prevljak 5,5 (34′ st Hadzic sv), Gojak 5,5.
A dispopsizione: Dizdarevic, Kacavenda, Nastic, Ziljkic, Visca, Kovacevic, Milosevic.
Allenatore: Bajevic 5

(4-3-3): Donnarumma 6,5; Flo 6 (1′ st Di Lorenzo 6), Acerbi 6, Bastoni 6,5, Emerson 6; Barella 7, Jorginho 6,5, Locatelli 7,5; Berardi 7 (37′ st Bernardeschi 6), Belotti 6,5 (38′ st Lasagna sv), 7 (49′ st Calabria).
A disposizione: Sirigu, Meret, D’Ambrosio, Tonali, gnoli, Orsolini, Soriano, Pessina.
Allenatore: Evani 7

Arbitro: Soares Dias (gallo)

Marcatori: 22′ Belotti, 68′ Berardi
Ammoniti: Kadusic (B), Berardi (I)

Note: Al 19′st ammonito gnoli in panchina per proteste

VOTI DECISIVI
Locatelli 7,5. E’ alle prime uscite, sembra già un veterano. Splendido l’assist a Berardi. Se continua a questi livelli una maglia da titolare all’Europeo è sua.

7. Prestazione convincente: assist, ottimo palleggio, tanta corsa anche all’indietro. Un’ottima serata che deve confermare con una continuità fin qui mancata.

Berardi 7. Secondo gol consecutivo in . Non è da tutti, ma è ciò che merita chi neanche immaginava di arrivare lì dov’è ora, quando giocava a calcetto. Splendida l’acrobazia che chiude il match e conferma la Final Four.

Donnarumma 6,5. Una parata sola, ma provvidenziale quando tutto era ancora aperto. Di piede dice no a Prevljak ed evita l’1-1 che avree complicato gara, risultato, qualificazione.

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