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Maledizione Aquile, perchè il Benfica non vince più!

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di Paolo Jr Paoletti - L’ultimo Napoli-Benfica è del 9 agosto 2013: esordio con gol di Gonzalo Higuain.
Con i lusitani c’era già stato un precedente nel 2008 per i preliminari di Coppa Uefa: 3-2 per gli azzurri di Reja al San Paolo, 2-0 per il Benfica al Da Luz. Il sogno azzurro finì lì. Adesso la rivincita è possibile…

Son passati 54 anni ma in Portogallo ci credono: la cabala è pane quotidiano delle Aquile, maledizione che dura da mezzo secolo. “Il Benfica non vincerà nessuna coppa europea per oltre cento anni”: fu Belà Guttan, allenatore ungherese nel 1962, a lanciare l’anatema: da allora il Benfica in Europa è stata sempre comparsa, pur vicinissimo alla .
Otto finali perse, l’ultima contro il Siviglia nel 2014 allo Juventus Stadium. Persa ai rigori, proprio una maledizione!

Belà Guttman fu licenziato dal Benfica subito dopo aver vinto la Coppa dei . Perchè?
Il club non voleva pagargli il o richiesto dal tecnico, finito terzo in campionato, dietro i ‘cugini’ dello Sporting.

Di campionati, nel corso degli 50 anni, il Benfica ha fatto incetta: l’ultimo l’ha vinto proprio staccando lo Sporting di appena due punti. Ora si presenta all’appuntamento in Champions in un girone ostico quanto, però, equilto: Napoli, Dinamo e Besiktas. Poteva andare meglio? Certo, ma anche decisamente peggio. C’è da dire che i portoghesi hanno perso durante il mercato Renato Sanches, passato al per 35 milioni, e Nico Gaitan, che ha preso la via di Madrid (Atletico) per una cifra superiore ai 25 milioni. Nelle prime due partite della nuova Liga NOS ha conquistato quattro punti, battendo per 0-2 il Tondela fuori casa ma pareggiando tra le mura amiche con il Vitoria Setubal. Per alleviare il dolore, il club lusitano ha regalato ai si la permanenza di Jonas, della scorsa Liga portoghese, e ha arricchito di scommesse l’organico: su tutti Franco Cervi, esterno arrivato per circa quattro milioni dal Rosario Central, e Zivkovic, centrocampista classe ’96 prelevato dal Belgrado. Spiccano anche il ritorno di Konstantinos Mitroglu e l’ingaggio a parametro zero di Andrè Carillo, esterno strappato ai rivali dello Sporting.

Nell’ultima gara di campionato Rui Vitoria ha schierato i suoi con un accademico 4-4-2: Julio Cesar tra i pali, Semedo, Lindelof, Lopez e Grimaldo a comporre la linea difensiva; Salvio e Cervi sugli esterni, Fejsa e Horta in mediana e il duo d’attacco Pizzi-Mitroglu. Curiosità: Lindelof è stato valutato, in orbita Napoli, tra i papabili rimpiazzi di Koulibaly nel caso in cui il senegalese avesse deciso di cambiare aria. Una valutazione di mercato eccessiva, superiore ai 30 milioni, ha però spaventato ADL e soci.

L’ultimo incontro tra Napoli e Benfica risale al 9 agosto 2013: era il giorno dell’esordio – con goal – di Gonzalo Higuain. In gare ufficiali, azzurri e lusitani si sono dati battaglia nel 2008 per i preliminari dell’allora Coppa Uefa: 3-2 il punteggio per Reja e i suoi ragazzi al San Paolo, 2-0 per il Benfica allo Da Luz. Di fatto, il sogno europeo degli azzurri s’infranse là. Ora, però, la rivincita è alla portata: la vendetta, anche quella sportiva, è un piatto che va servito freddo.

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