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Liverpool tosto, convinto, sicuro: quanto ci mette a segnare?

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Arrivano i Reds e ci essa molto cosa pensa l’amico Mino Fuccilo. Grande notista politico, sofferente intenditore di calcio da sissimo della Roma.
Mino ha tracciato il profilo del Liverpool dopo la vittoria in er: che squadra sta arrivando al San Paolo per la prima di Champions?

Leggetevi Fuccillo tutto d’un to e fatevi un’idea…

di Mino Fuccillo* - Willems, un olandese calvo dal pizzetto molto lungo, uno che non segna un dal 2017, uno che col piede destro ci fa poco, si vede arrivare la palla tra i piedi. Ha di fronte Alander-Arnold che controlla soprattutto il suo sinistro, sicuro che Willems col destro possa solo crossare. E invece Willems col sinistro si appoggia la palla sul destro e la manda dove Adrian non la vede e non la prende: Newcaste 1, Liverpool 0.
E’ il settimo del primo tempo. E si gioca a casa Liverpool! Ma la squadra, la panchina e gli spalti non fanno drammi. Anzi, quasi nessuna piega.

Quanto ci metterà il Liverpool a pareggiare? Sono passati quasi venti minuti da quando il Liverpool è sotto e quasi è l’ora: Matip viene steso nell’area del Newcastle, lungo abbraccio del difensore ai suoi danni. Da noi sarebbe rigore o almeno Var, da loro no: in Inghilterra usano il Var in maniera diversa, meno spesso, privilegiano la decisione dell’ in campo. Sono passati venti minuti esatti da quando è sotto e il Liverpool pareggia: Mané la mette all’ano destro della porta avversaria. E ora quanto ci mette Liverpool a vincere? Altri dodici minuti: Matip, in collaborazione con Firmino, recupera palla (nel Liverpool spesso difensori e attaccanti giocano vicino) Firmino la infila diritta tra i difensori del Newcastle, alla fine del binario su cui viaggia la palla c’è Manè: 2 a 1, il Liverpool vince.

Un Liverpool forte da er. Sono 29 anni che i Reds non vincono il nazionale. Per quel che può dire una partita, oggi appare capace di farlo. Non tanto per i 15 punti in cinque partite (l’anno scorso di punti in classifica ne ha fatti 97, Manchester City uno in più). E’ un Liverpool da er per la serena potenza che ha messo in mostra. Dietro Van Dijk difende ma soprattutto crea gioco, Robertson è il terzino sinistro che tutti vorrebbero, Fabihno è uno ma sembran due. Davanti Manè, Firmino (ha sostituito con profitto Origi) e Salah fanno giostra di posizioni e di . Giocano tosto e veloce. E sicuri, una prepotenza sicura.

Liverpool forte da er. E forte da…. A ancora ricordano (e come dimenticarla) la parata di Allison che eliminò i partenopei dalla Champions. Forte è da allora la tentazione napoletana di individuare in quell’episodio la differenza, minima e casuale, tra Liverpool e . Tentazione pericolosa…assai. Martedì arriva a una squadra non solo campione in carica ma soprattutto convinta e sicura.

Una squadra capace di sottomettere l’avversario in qualunque partita. Con l’unico rogativo: quanto ci mette? E quanto ci ha messo nel secondo tempo il Liverpool a fare il terzo ? Ci mette 26 minuti: tacco di Firmino (il migliore) e slalom di Salah con conclusione in rete. Salah che fino a quel momento si era come soltanto allenato. Terzo dopo aver fatto tonnellate di to, corrono e corrono anche se in vantaggio, per dieci minuti filati creano quasi un’occasione al minuto. Il Liverpool fa sua la partita: di rimonta, di superiorità, di gran calcio. Calcio robusto ed ente insieme: disegnano calcio, sudano calcio, di calcio dominano. Cinque partite 15 punti, media fatti tre a partita, 14 partite filate che segnano almeno due

* da calcio.com

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