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L’Italia si ribella: il Viminale in crisi per le proteste anti DPCM!

++ Sale allerta al Viminale su rischio tensioni sociali ++

di Nino Campa - Monta la protesta in tutta Italia dopo l’ultima stretta legata al Dpcm in vigore da oggi che prevede, tra l’altro la chiusura dei locali dopo le 18 e lo stop a palestre e attività sportive.

Sale l’allerta del Viminale. Massima attenzione, necessità di disinnescare sul nascere ogni situazione di possibile rischio, massima fermezza nei confronti dei violenti. Al Viminale sale l’allerta per le tensioni sociali che potreero esplodere nel paese dopo il nuovo Dpcm del che ha rintrodotto una serie di restrizioni. Le manifestazioni dei giorni scorsi a , Roma e Torino, viene sottolineato, sono un campanello d’allarme anche se si è trattato di situazioni ben connotate: chi si è reso protagonista degli scontri con le forze di polizia, in sostanza, non aveva nulla a che vedere con le categorie che in qualche modo sono state più colpite dalla crisi di questi mesi ma con ambienti che avevano il preciso scopo di provocare disordini: ultras, estremisti di destra, centri sociali, soggetti che vivono di espedienti e piccoli reati utilizzati come manovalanza dalla criminalità organizzata.

Dopo le tensioni dei giorni scorsi a nella notte due carta sono stata lanciate in via Etnea, davanti la sede della Prefettura di Catania, durante un protesta contro le chiusure disposte dall’ultimo Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) per nere la diffusione del Covid-19. Le deflagrazioni non hanno causato alcun ferito, ma hanno fatto scattare uno scontro tra le varie anime dei manifestanti, poi rientrato. Nessun contatto tra l e le forze dell’ordine. L’iniziativa era stata preannunciata da una campagna promossa da giorni sui social network da un anonimo e all’appuntamento si sono presentati in diverse centinaia di persone. Sul posto sono presenti polizia e .

TORINO i tassisti protestano. Oltre 180 taxi hanno occupato piazza Castello, davanti al palazzo che ospita la Regione Piemonte, per stare le nuove misure anti-Covid adottate dal nei confronti di bar e ristornati e il coprifuoco voluto dalla Regione a partire da questa sera. “Se in città è chiuso chi prenderà i taxi?”, dicono i tassisti. “Ci servono aiuti e incentivi per coprire le perdite”, concludono.

LA O da bere’ si spegne. La pioggia non ferma la raia dei ristoratori, gestori di bar e di o e provincia che si sono dati appuntamento a pochi passi dalla Prefettura di o per manifestare la l raia contro il nuovo decreto del che impone l la chiusura alle 18. Una delegazione sarà ricevuta dal prefetto di o, Renato Saccone. Con l hanno bandiere tricolore e striscioni con le scritte ‘Servono fatti non decreti’, ‘Falliamo noi fallite voi’ e ‘No tasse e più aiuti concreti’. Questo nuovo decreto “è peggio del lockdown – ha spiegato Alfredo Zini, ristoratore che ha promosso la protesta a o – ci sarà così un parallelo di abusivismo, la gente potrà acquistare alimentari e alcolici e consumarli anche abusivamente per la strada. Chiediamo un allineamento del Dpcm e dell’ordinanza regionale, uno dice chiudere alle 18 e l’altra alle 23″. Inoltre i ristoratori chiedono contributi “non a pioggia uguali per tutti ma commisurati alla perdita di fatturato”. Inoltre Zini lancia l’allarme per la “chiusura di tante attività che potreero finire nelle mani della criminalità organizzata”. La delegazione di ristoratori porterà al prefetto un documento con cui la categoria chiede di “rivedere il Dpcm e l’ordinanza regionale, la riduzione proporzionata del pagamento della contribuzione del costo del lav, tasse e tributi locali, la lotta all’abusivismo”. (ANSA).

in piazza… “Reddito di salute per tutti la crisi la paghino i ricchi”. E’ uno degli striscioni esposti in Piazza Plebiscito a dove si stanno radunando centinaia di persone per protestare contro i nuovi provvedimenti anticovid da parte del e della Regione Campania. In piazza rappresentanti delle categorie che si sentono danneggiate come i ristoratori, i titolari dei bar, settori dell’indotto del turismo, ma anche studenti, esponenti dei centri sociali, singoli cittadini che stanno perdendo il lav. “A salute è a prima cosa ma senza sorde nun se cantano messe”, un altro striscioni. Intorno alla piazza decine di camionette delle forze dell’ordine e agenti in tenuta antisommossa.

A PALERMO protestano i commercianti, ristoratori e dipendenti dei locali davanti alla prefettura. All’iniziativa, che si sta svolgendo pacificamente, partecipano un centinaio di persone compresi alcuni lavoratori del settore dello spettacolo. stano il nuovo Dpcm del e chiedono un sostegno economico per affrontare questo primo mese di chiusura. “Per molti di noi è un nuovo lockdown – dicono alcuni imprenditori del settore dei locali e dei bar – La chiusura alle 18 rappresenta un colpo mortale alle nostre attività. Il non ci può aandonare in questo momento. Aiamo bisogno di aiuti veri”.

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