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L’Italia blinda il Vaticano: per il Giubileo ‘allerta 2′!

VATICANO: DA STASERA BONIFICHE A S.PIETRO, AL VIA PIANO SICUREZZA

di Domenico Chiesa - “Non è possibile, sentirsi sicuri ma non doiamo neanche spaventarci sapendo che aiamo la coscienza a posto perché aiamo messo in campo tutti gli strumenti investigativi e d’intelligence a disposizione”. Controlli a campione con i metal detector su borse e zaini, più mezzi e uomini dell’esercito, pattuglie nelle strade attorno al Vaticano: i primi effetti dell’allerta 2 decretato dal governo subito dopo gli attacchi di Parigi si sono visti a , in occasione dell’Angelus.

Controlli discreti ma visibili, che si intensificheranno con l’avvicinarsi del Giubileo e procederanno con tutte le altre misure decise nel vertice di ieri al Viminale per potenziare al massimo la prevenzione, unico strumento concreto per tentare di evitare in Italia quel che è avvenuto nelle strade di Parigi.

Proprio per dare seguito alle parole, il governo sta lavorando al reperimento di ulteriori risorse per la sicurezza: destinati non solo alle forze di polizia ma anche all’intelligence e che dovreero arrivare con un emendamento alla legge di stabilità. Cifre al momento non ce ne sono, si parla di circa 30 milioni, ma il governo potree decidere un rinforzo più sostanzioso. “Il pericolo esiste, è un pericolo oggettivo ma non è concreto e circostanziato – ha detto oggi il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, ribadendo i concetti già espressi dal ministro dell’no Angelino Alfano – Da questo pericolo doiamo guardarci mettendo in campo tutti i mezzi di prevenzione necessari. Non servono leggi speciali ma doiamo essere pronti a rinunciare ad alcune delle nostre libertà personali, in particolare dal punto di vista della comunicazione”.

A partire dalle espulsioni ‘mirate’: ne sono state fatte 55 dall’inizio dell’anno e nei pmi giorni ne scatteranno altre, nei confronti di tutti quei soggetti considerati a rischio per la sicurezza nazionale. Proprio per questo, intelligence e Antiterrorismo stanno passando nuovamente al setaccio le informazioni raccolte in questi mesi su migli di soggetti – dall’inizio dell’anno, ha detto ieri Alfano, sono state controllate oltre 56mila persone – e quelle ricevute dagli altri servizi segreti, con l’obiettivo di rileggere ogni piccolo dettaglio per vedere se possa esser stato tralasciato qualche elemento.

Ma, anche, per verificare se dalle informazioni in arrivo dalla Francia sui responsabili dell’ possano essere scovati dei collegamenti con soggetti presenti in Italia o passati per il nostro paese. In serata è stata girata alle autorità di sicurezza italiane, come a tutte le altre polizie europee, la segnane per le ricerche di Abdeslam Salah, l’ottavo presunto terrorista in fuga dopo gli attacchi di Parigi. L’altro fronte su cui si è già cominciato a lavorare è quello delle carceri, luoghi dove spesso si compie il processo di proselitismo e radicalizzazione. Per questo è’ già iniziato lo screening di tutti quei detenuti considerati più a rischio e non è escluso possano esser decise ulteriori misure. Secondo il Sappe una di queste dovree essere la della ‘vigilanza dinamica’, che consente ai detenuti di stare molte ore al giorno fuori dalle celle, mischiati tra l e con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria.

Nei pmi giorni, inoltre, sarà definito nei dettagli il controllo dello spazio aereo, soprat su Roma in occasione del Giubileo. Insieme all’Aeronautica militare, gli esperti della sicurezza stanno studiando un sistema per proteggere i cieli da possibili attacchi dei droni, quasi impossibili da controllare al momento del decollo e, soprat, lanciabili da qualsiasi terrazzo, finestra o strada. Un problema serio, che si aggiunge alla già lunga lista di situazioni da considerare a rischio.

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