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Le confessioni di Menez, bohémien scampato alla galera!

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di Nina Madonna - Si sente un bohémien sopravvissuto, perché: “se non avessi avuto il sarei finito in galera. Del resto ci sono finiti un sacco di miei amici…”.
Faceva parte della bohème francese, vivendo libero, anticonformista….da artista del pallone non ha dimenticato mai il suo mondo e guarda al pallone in un modo diverso. Jeremy Menez trova la voglia di racconsi prima di tornare a Roma, dove conobbe il no e tante delusioni…
Oggi da a , spiega anche il no a Ferguson e al Manchester United: “Mi voleva quando avevo 16 anni, ma non ero pronto, non era il momento giusto”.

Il francese torna sul lungotevere, uno come lui si emozionerà? “Forse, e sottolineo il forse perché come fai a dirlo, se non avessi avuto il sarei finito in galera: furti, droga, quelle cose lì…ci caschi se sei giovane, vorresti ma i soldi sono pochi. Ho continuato a sentirli anche quando erano dentro e ogni volta era come rendersi conto di quanto sottile sia il filo che divide una vita felice da una vita buttata via, o comunque rovinata. Dal ere me ne sono andato a Sochaux al momento giusto, a 13 anni, l’età in cui puoi iniziare a fare le stupidaggini più grosse. E a 16 anni sono rimasto lì e non sono andato al Manchester United, anche se mi voleva Ferguson, perché pensavo non fosse il momento giusto, non ero pronto: non dico che sarebbe stata una cattiva strada, ma sentivo di essere troppo giovane per un salto così. Magari avrei fatto una carriera anche migliore, che ne so: so che non mi sono mai pentito”.

La sua strada l’ha portato a o, dove ha ritrovato un vecchio amico come Mes: “A Mes voglio bene perché abbiamo diviso un sacco di cose, e De sono un bel ricordo di Roma e li ho nel cuore, ma i miei veri amici non sono nel , a parte Benzema che è un fratello: li sento spesso, li vedo ogni volta che posso, sono rimasti gli stessi e lo erano già quando non ero famoso e nessuno di noi aveva ura. Però ci divertivamo un sacco”.

Tra gli amici c’è anche himovic: “Zlatan ha ragione, siamo come il vino: da giovane si sbaglia, poi si invecchia e si migliora. Non mi immagino da vecchio, anche se so che fa parte della vita e se invecchi bene vuol dire che hai vissuto bene: oggi per me l’età che passa è soprat quella che mi avvicina al momento di smettere con il e invece voglio giocare ancora 7-8 anni”.

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