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Le 10 accuse della Cassazione: ‘Italia non punisce politici corrotti’.

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di na Collina - “La tensione magistratura-politica, persiste nonostante i ripetuti avvisi: una spina nel cuore per noi magistrati”, l’accusa è nella relazione che leggerà il Primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, al Presidente della Repubblica.

Eccone i passaggi più significativi:
1. La politica delegittima giudici. “Il risvolto più doloroso è la delegittimazione gratuita e faziosa, che ha provocato, goccia dopo goccia, una progressiva sfiducia nell’operato dei giudici e nel controllo di legalità che a essi è demandato’.

2. Indulto unica soluzione emergenza carceri. In attesa di “riforme di sistema non c’è altra via che l’indulto per ridurre subito il numero dei detenuti, scarcerando chi non merita di stare in carcere ed essere trattato in modo inumano e degradante”.

3. Allarme corruzione, resta impunita. “La riforma delle riforme di cui l’Italia ha bisogno è quella della prescrizione cui veniamo ripetutamente sollecitati da organismi nazionali, da ultimo il rapporto Ocse, che deplorano l’alta percentuale di delitti di corruzione dichiarati estinti per tale causa”.

4. Bene taglio tribunali. “Ai Guardasigilli Severino e Cancellieri va riconosciuto il merito di aver mostrato fermezza mantenendo dritta la barra del cambiamento sul taglio dei tribunali. Allo stesso pragmatismo si ispira il ‘decreto del fare’ del giugno scorso che ha rafforzato le risorse umane degli uffici giudiziari e ha reintrodotto la mediazione come strumento di deflazione del nzioso civile”.

5. Ridurre custodia cautelare. “Meritano consenso le proposte delle Commissioni istituite presso il ministero della Giustizia per snellire il processo civile e smaltire l’arretrato e, sul versante penale, le proposte tese a restringere l’area delle sanzioni detentive e a nere il ricorso alla custodia cautelare, acquisendo una maggiore consapevolezza critica della sua funzione di extrema ratio da utilizzare entro i confini più ridotti possibili”.

6. Italia inadempiente su tortura. “Non può esserci una efficiente ‘Europa dei mercati, se ad essa non si accompagna una forte ‘Europa dei diritti’. Sul fronte dei diritti umani sono gravi gli inadempimenti degli obblighi assunti dal nostro Paese: in primis, la mancata introduzione del reato di tortura ed i processi ai contumaci”.

7. Riflettere su malfunzionamenti Csm e Anm. “Serve il coraggio di rogarci su ciò che non ha funzionato e continua a non funzionare nell’esercizio del potere diffuso, nel sistema di autogoverno e nell’associazionismo giudiziario che pure, nella loro essenza, costituiscono esperienze feconde, positivamente apprezzate anche fuori dal nostro Paese”.

8. Crisi pesa su processi. “La crisi economica in atto ha generato un forte incremento dei procedimenti esecutivi (anche mobiliari), dei fallimenti, delle procedure di concordato preventivo, delle modifiche delle condizioni patrimoniali nelle separazioni personali dei coniugi, dei decreti ingiuntivi e licenziamenti con il rito Fornero”.

9. Sono 3,2 mln le liti penali giacenti. “L’andamento della giustizia penale non presenta un quadro di criticità accentuato rispetto a quello degli anni scorsi, anche se non si registrano significativi miglioramenti nella durata dei procedimenti”. Lo sottolinea il Primo presidente della Cassazione Giorgio Santacroce nella sua relazione alla cerimonia di apertura per l’anno giudiziario. Gli ultimi dati rilevano che allo scorso 30 giugno, erano iscritti 3.333.543 procedimenti contro autori noti, con un aumento dell’1,8% rispetto al periodo precedente. I procedimenti definiti sono lievemente aumentati (3.195.664) ed è salita pure la pendenza (3.237.258). Per quanto riguarda i tempi, Santacroce osserva che “continua la tendenza alla riduzione dei tempi medi per le corti di appello (da 899 a 844 giorni), che sono tempi ancora troppo distanti dal parametro di due anni indicato dalla Corte di Strasburgo, a conferma che il giudizio di appello rappresenta il vero ‘imbuto’ che rallenta tutto lo svolgimento del processo penale nel circuito dell’impugnazione, rendendo indifferibili venti organizzativi e normativi”. Nell’ultimo anno, rileva ancora Santacroce, “la durata media dei procedimenti penali, dalla iscrizione della notizia di reato fino alla sentenza definitiva, è stata di circa cinque anni”. “Non sono perciò giustificate espressioni come ‘collasso’ o ‘sfascio’ o ‘stato comatoso’ di una giustizia indistintamente evocata: termini che paiono oggettivamente mistificatori della situazione che caratterizza il settore penale”, conclude Santacroce.

10. Sono 5 mln e 250 mila le cause civili arretrate. “Nel civile i sono miglioramenti che inducono a essere moderatamente fiduciosi sulla capacità di risposta del nostro sistema”, sottolinea il Primo presidente della Cassazione Giorgio Santacroce nella sua Relazione per l’apertura dell’anno giudiziario che leggerà davanti ai vertici dello Stato nell’aula magna della Suprema Corte. Quanto alle cifre, le cause civili smaltite negli ultimi anni hanno un andamento “da considerarsi statisticamente costante”, pari – al giugno 2013 – a 4.554.038 fascicoli eliminati. Il dato “associato alla tendenziale riduzione delle sopravvenienze” attestate su 4.348.902 nuove liti instaurate – che nell’ultimo anno hanno registrato un aumento seppur modesto nei tribunali – “ha dato luogo alla riduzione dei procedimenti pendenti”, pari a 5.257.693 cause in attesa di trattazione, con un calo del 4% rispetto all’anno 2012.

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