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La vita al massimo der gatto di Testaccio!

Massimo-Ferrero-Sampdoria

Per tutti era Massimino, er Gatto di Testaccio, e prima di divene presidente della ha vissuto tante vite, molte di più delle tradizionali sette che si attribuiscono ai felini. E’ un racconto scoppiettante, divertente, frenetico come il personaggio, quello che Massimo Ferrero ha regalato ad Alessandro Alciato, per una biogra che è un inno alla gioia, un condensato di filoso positiva, perché «un libro si può riscrivere, un quadro si può ridipingere, ma il film della tua vita non si ripeterà mai più». Dagli inizi tutti in salita da poveri ma belli di Testaccio, autentico cuore della nità, dove la madre «me lavava cor sapone de Marsiglia come fossi uno straccio, sperando di levare di dosso l’odore dignitoso della povertà» fino a divene produttore e proprieio di sessanta sale tografiche, è stato un lungo percorso, condito da mille avventure. Il carcere minorile di Porta Portese, i primi tentativi di sfondare nel nascondendosi nelle ceste piene di abiti di scena, i grandi personaggi incontrati, come Fellini, Liz Taylor, anche Fidel Castro («il Lider Maximo con il Massimo leader»), l’amore a prima vista – lui che è so nista – con la («mi ci volevo comprare una casa a , ma dice che non ci sono, che non è una città, ma io prima o poi la città di la fondo»), le scarpe bicolori («da pinguino dice qualcuno, Grande Gatsby style rispondo io»), le tante donne della sua vita, i personaggi di una forse ta davvero. Una sarabanda di gag e situazioni straordinarie – anche la genesi del soprannome Viperetta è tutta un programma… – e non fa niente se ogni aneddoto non sarà poi effettivamente accaduto come viene raccontato. Ci si diverte, e questo ci sembra già abbastanza.

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