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La Spensley a Nisida per un ‘miracolo’ coi carcerati come nel ’64-’65!

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di Nino Campa – Quando la bellezza rincorre la Libertà!

Per la prima volta la del è arrivata tra i ragazzi di Nisida. Accolta dal Direttore Giancarlo Guida e Paolo Spada capo degli educatori.
Una da raccontare e simboleggiata dalla maglia del stagione 1964-65, quando avvenne un miracolo: con il secondo posto in serie B, il tornava in massima serie dopo che 3 anni prima, per la prima volta nel calcio del Dopoguerra una squadra di serie B, raggiungeva la vittoria della Coppa !
Accadde al di Pesaola, il petisso-napoletano, capace di una impresa mai più vericatasi…

Un miracolo calcistico, come pochi altri, ssato dalla Spensley di Genoa, noti artigiani di lusso, specialisti nella realizzazione di maglie d’epoca e divulgatori di storie, personaggi e leggende del calcio no.
Le maglie sono entrate a Nisida per l’interessamento di AC’26-ASD, associazione sportiva impegnata nel calcio e con la partecipazione Torneo Intere, più antico campionato di calcio amatoriale in , nato proprio come il di Ascarelli, per vivacizzare la vita napoletana, borghese, sportiva.
Usando il calcio come momento aggregativo, divulgativo, educativo interclasse e fuoriclasse!

Fuori anche dagli schemi, come l’iniziativa ‘La Maglia della Libertà’, incontro-dibattito con i ragazzi di Nisida chiamati a confrontarsi con ex calciatori azzurri oggi testimoni di una che negli Anni Ottanta visse l’epopea Scudetto, della Coppa e del Secondo.

La maglia recapitata da Paolo Paoletti a Guidi, sarà rmata da tutti i 52 ragazzi e ragazze del carcere, gomito a gomito con Ciro Muro, scugnizzo del Primo Scudetto, Raffaele Di Fusco emigrante da Riardo per realizzare il sogno di tutte le Grandi Imprese Azzurre, Ferdinando Coppola cresciuto nel settore giovanile del e realizzatosi vestendo le maglie di , Bologna, Ascoli, , Atalanta, Torino, Verona eccetera eccetera.
Pronto a coinvolgere amici di ieri e di oggi come Emanuele Troise ex azzurro dal 1998 al 2003 ed oggi tecnico della primavera del Bologna, ma anche ex dei campi di provincia: Gianni Invito talento della Mondragonese e Vincenzo Tufano, idolo del Savoia di Torre Annunziata, entrambi in serie C! Tanti altri…

“I ragazzi di Nisida hanno bisogno innanzitutto di integrazione”, dice il Direttore Guidi. Ben vengano iniziative come quella proposta da A.C.’26. Altre volte aiamo giocato a calcio in carcere, mai però utilizzando lo sport con l’intento dichiarato dell’educazione in ambiti di marginalità”.

Paolo Paoletti, sta e promotore dell’evento, ha messo in agenda un corso di smo con ragazzi e ragazze del carcere per “stimolare osservazione, interpretazione, narrazione”. Un impegno lodevole e molto pertinente per la riabilitazione dei minori carcerati.

“Siamo ciò che ci diciamo” spiega Paoletti. “Il mondo è come te lo racconti. Quello che immaginiamo dentro. Possibile da cambiare ristrutturando l’interprete, competenza del nostro cervello di reinterpretare i fatti, secondo riferimenti diversi”.
Guida aggiunge: “è fantastico immaginare di rivedere insieme quella nale del 1965 e ascoltare di tra i ragazzi cosa hanno visto, come approfondire e integrare la l visione della vita, delle cose, delle persone. Attraverso un lmato di repertorio, che fa riavvolgere anche il nastro delle l vite difcile e disgraziate”.

Una partita scovata nelle teche Rai ed una partita tra ex calciatori e minori carcerati, due grimaldelli per riscrivere la vita di questi ragazzi.
“Molti addirittura ospiti di Nisida per 16 anni. Per reati gravi e condanne esemplari”, conferma Spada. Persone che entrano ragazzi ed escono adulti, andando incontro al nuovo Mondo che hanno reinventato.

Spada racconta…
“Un giorno siamo stati ospiti di una trasmissione televisiva nella sede di Viale Marconi a . In studio c’era Salvatore Esposito, al secolo Genny Savastano, protagonista indiscusso di Gomorra. Vedevo i ragazzi scrutarlo, senza aprir bocca. Lui si avvicinò ed uno dei nostri gli grida: ci hai inguaiato! Nun simm chill’e Secondigliano”.

“Nuje vulimm ‘na speranza pe campà dimane, Nuje tenimme ‘na domanda: ma chi guidica a chi giudica?”
Difcile rispondere…

“Questi ragazzi hanno una soglia di attenzione bassisima”, avverte Paolo Spada. “Dopo dieci minuti si perdono…”
Per questo la formazione comincia dal coinvolgimento. E l’azione va ricondotta a simboli forti, riconoscibili, indiscutibili.

“E l’idea di una maglia di calcio indossata nell’occasione di un miracolo sportivo è assonante al miracolo che questi ragazzi devono chiedere alla l vita. Cambiare, superare, rinascere”.

Grazie Spanley, Nisida non dimenticherà.
ssata per il 4 giugno, la giornata con i Ragazzi del Carcere è stata spostata prima al 21 giugno anniversario della prima Coppa , poi a settembre per un episodio increscioso: la fuga dal carcere di due ragazzi detenuti. Uno egiziano. Il giallo delle celle aperte di notte, ha bloccato l’evento.

Solo rimandato però.
Tutti vulimm ‘na speranza e con la Spensley di Genova arriva anche quella del calcio umano, storico, epico; lontano dal business, accanto all’ideale di un mondo migliore.
A presto, ragazzi! Noi ci siamo.

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