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Falso ideologico: la psichiatra certificò che Diego era orientato!

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di Oscar Piovesan -  La psichiatra Agustina Cosachov è stata accusata dal tribunale di falso ideologico. Lo racconta ‘La Nacion’, autorevole quotidiano di Buenos Aires. Il medico, vi a Leopoldo Luque, medico che aveva in cura , avree falsificato un certificato nel quale attestava che era “attento, orientato nella persona, nel tempo e nello spazio”.

A meno di tre mesi dalla sua e nel pieno delle indagini che dovranno accere se vi sia stata negligenza da parte dei medici che avevano in cura  , spunta un nuovo video dell’argentino, risalente a pochi giorni prima del decesso, nel quale si rivolge al medico Leopoldo Luque…

“Sono ammaccato, ma va bene”, dice ripreso nella cu dell’appartamento di Tigre, dove poi è morto, con al nco l’ compagna Veronica Ojeda. parla lentamente ed ha ancora la medicazione alla testa dopo l’operazione per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello.

“Sai che non mi piacciono le intimità ma quando sono con gente buona esco dalla mia tana”, dice che poi saluta il medico.

Proprio la figura di Luque è al centro dell’attenzione degli investigatori e hanno provocato scalpore gli audio diffusi nei giorni scorsi nei quali il neurochirurgo usa toni sprezzanti nel parlare di saputo della sua . Nuovi messaggi sono stati diffusi e stavolta Luque è duro nel parlare di Jana, una delle figlie di , che insisteva per il ricovero in una struttura specializzata e definita “una terribile cogliona”.

E secondo quanto riporta , gli investigatori sareero in possesso di altri audio che confermereero la figura controversa di Luque in tutta la vicenda, definendo “un quadro terrificante”. E dopo le dichiarazioni della cuoca dell’argentino, Romina Milagros Rodriguez detta ‘Monona’, che ai media argentini ha raccontato di un “stanco” che “voleva se da solo, riposare e se tranquillo. Ha detto basta, la gente intorno lo faceva divene matto”, anche il nipote Johnny Esposito, figlio della sorella Maria, e tra i fedelissimi del pibe in una vista al programma “Vino para Vos” racconta di un “che non desiderava piu’ niente”.
Secondo Esposito “non voleva più vivere. Non si saree lasciato aiue. Non capisco perché. Forse perché non riusciva più a calciare un pallone”.

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