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La buona scuola è senza voti: anacronistica logica aritmetica.

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di Ornella Caruso* – La valutazione dello studente, così com’è, serve solo a ficare i ragazzi meno preparati. E’ questa la posizione dell’esperto, Francesco Dell’Oro, condivisa anche da alcuni partecipanti alla consultazione sulla Buona . Abolire i , per salvare gli studenti: la proposta arriva da Francesco Dell’Oro, esperto di orientamento scolastico, e prende in esame i danni che una fredda valutazione scolastica può fare sugli studenti. I scolastici infatti, assicura l’esperto, dividono e creano confronti e competizioni tra ragazzi. E allora basta , la deve saper correggere, non bocciare. La domanda che si pone l’esperto è: l’attuale organizzazione scolastica riesce a valorizzare i talenti degli adolescenti?. E la risposta non è rosea: “Le modalità e i criteri utilizzati nella valutazione dei nostri studenti rappresentano uno dei segnali più preoccupanti. Un messaggio della povertà della e delle competenze di molti suoi interpreti”.

ASSURDA LOGICA MATEMATICA. “Quando, ad esempio, la valutazione si presenta imbrigliata in una assurda logica matematica, con scolastici appesantiti e ficati da unità decimali (4,9 in un compito di latino, 3,8 in greco, 5,95 in inglese, 2 meno, meno, meno in matematica), la nostra viene meno a quello che dovrebbe essere uno dei suoi principi fondamentali di deontologia professionale: sostenere le persone nei momenti di difficoltà e rimotivarle. A volte (zero più…), sfiorando gravemente il ridicolo e alimentando una specie di galleria degli orrori o, per essere più , delle sciocchezze scolastiche. Questa pratica della valutazione, appesa al bilancino del farmacista, è stupida e nociva. Non è più tollerabile e deve essere immediatamente fermata”.

SOSTENERE I RAGAZZI. “La valutazione deve essere formativa: il cuore delle strategie dell’apprendimento. A volte, invece, i a e i giudizi che noi insegnanti trasmettiamo, sembrano quasi materializzare frustrazioni, preoccupazioni e le nostre aspettative tradite. L’alibi delle frustrazioni che questi scolastici possono determinare e che, secondo alcune insistenti scuole di pensiero, rappresenterebbero un percorso obbligato e una condizione indispensabile per la formazione delle persone, ignora i problemi della quotidianità e, soprat, non regge di fronte alla grave perdita che ogni anno dobbiamo registrare a proposito di dispersione scolastica e di abbandoni. Le persone in difficoltà, quelle più fragili, devono essere sostenute e non ferite. E quando le perdiamo, è una sconfitta per tutti.
ABOLIRE I – E la proposta arriva diretta: abolizione dei almeno a partire dalla elemene. “I , innanzi, devono essere aboliti nella primaria. Con una riflessione da fare per quanto riguarda la secondaria di primo e di secondo grado. I scolastici possono essere un’arma impropria e interferire, soprat nell’infanzia e nella prima adolescenza, con la qualità delle reni e la possibilità di fare gruppo in una comunità scolastica”

IL VOTO DIVIDE. “I scolastici dividono, creano confronti e, quindi, preoccupazioni e ansia. Colpiscono l’autostima e, in troppi casi, annullano il desiderio di scoprire e di imparare. I danni che possono creare su un equilibrato e sereno sviluppo psicofisico e renale sono incalcolabili. In questo campo, quello della valutazione, senza affidarsi a improbabili , si può fare una rivoluzione. Subito e con poco. Serve solo un pizzico di equilibrio e di buon senso. Autorevolezza. E qualche vincolante indicazione ministeriale”.

GUERRA ALLA DISPERSIONE. “Se vogliamo modificare i dati relativi agli abbandoni e alla dispersione scolastica, la deve essere presentata e vissuta come il luogo elettivo per l’errore. Non per enfatizzare tale evenienza, ma nel momento della difficoltà, nel momento in cui si sbaglia o non si riesce a trovare una soluzione, il messaggio che deve arrivare ai nostri ragazzi è il seguente: «Attenzione, così non va bene! Ma, tranquilli, siete nel posto giusto e ora, insieme, cerchiamo la soluzione”.

UNA BUONA . La possibilità di abolire i a è presente anche nella consultazione per la Buona . Non mancano infatti le proposte in questo senso. E allora il dibattito si allarga. Fabio C., ad esempio, lancia la proposta “OLTRE LA BOCCIATURA” in cui spiega “La na ha nel proprio DNA la bocciatura come cardine della selezione e come strumento di controllo della disciplina. Bocciare sino a 16 anni è inutile e inefficace. La bocciatura è un sistema per sviare la responsabilità del dell’istruzione. Il rap docente-discente si fonda sulla condivisione degli obbiettivi. Parafrasando Leibniz: la migliore delle scuole possibili non è questa nella quale bocciare è la norma; è quella in cui bocciare è una stranezza”.

* Dirigente Amministrativa Scolastica

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