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Nell’attacco di Max, il Settimo segreto!

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di Antonella Lamole - Gli 84 gol messi a segno dai bianconeri a 180′ dalla fine del sono un nuovo record negli Sessant’anni. Mai la Juve aveva segnato così tanto nei suoi quasi 7 scudetti: l’ di Allegri è stata la vera chiave del Settimo.
Accostandosi al Trio Magico che nel 1959-60 ne segnò addirittura più di 90.

Dal 2011 con fino al 20 maggio con Allegri, ma verosimilmente già il pmo weekend all’Opico contro la sarà festa tricolore, di nuovo. Nel segno ancora una volta della miglior difesa del , come già da 7 stagioni a questa parte, ma quest’anno con la novità dei 4 attaccanti lanciati da Allegri dopo Genoa che ha raddoppiato le reti e alzato l’asticella dei record.

Dybala e , ma anche Mandzukic, Douglas Costa, Cuadrado e Bernardeschi.

I segreti di questa Juve sono proprio lì, dove uno dei suoi attaccanti riesce sempre a decidere la partita.
A turno, a volte tutti insieme, ma il gol non manca (quasi) mai, e non stupisce che le 84 reti segnate alla 36a giornata (con un +61 di differenza reti) siano record storico per i bianconeri negli sessant’anni.

Mai la Juve aveva infatti fatto così bene sotto porta, meglio dei 72 gol alla terzultima di dell’anno scorso, e dei 76 allo stesso punto del 2013-14.
Solo nel lontanissimo 1959-60, in un che di partite totali ne contava solo 34, era arrivato un numero più alto, con 92 centri (e un +59 di differenza reti) fatto registrare da certi signori chiamati Giampiero Boniperti, John Charles e Omar Sivori, passati alla storia come Il Trio Magico.

I VERI 3 TENORI. Mancano 8 gol alla Juve di oggi per raggiungere la Juve di allora, e difficilmente e Dybala arriveranno ai numeri di Sivori e Charles, anche perché in quel 1959-60 i due ci misero appena 34 partite per confezionare gli oltre novanta centri complessivi in .

Charles, gallese alto quasi un metro e novanta, segnò 23 gol in 34 partite. Uno di media ogni 133 minuti, e in totale nella sua storia bianconera oltre 90 in poco più di 150 partite.
Meglio di lui, e assoluto del , fu però un allora ventitreenne Omar Sivori.

I suoi numeri? 28 in 31, uno ogni 93’ (meglio di Dybala). Statistiche che lo portarono poi al quinto posto dei marcatori all time dei bianconeri, alle spalle di Trezeguet, Bettega e Giampiero Boniperti, secondo solo ad Al Del Piero nella storia e uomo da 7 centri nella cavalcata del 59-60 che lo portò al quarto di cinque scudetti bianconeri.

In gol quell’anno ci andarono anche Bruno Nicolé con un tondo numero dieci nella casella delle reti, Gino Stacchini – ala di mestiere – con otto, e Giorgio Stivanello con due.

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