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Juve, 2-0 in Svezia con aiutone. Serve ancora 1 punto.

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di Antonella Lamole - Sul 2-0 è esplosa la degli svedesi per un presunto fallo di Morata nella stessa azione: due ammonizioni per , poi l’espulsione di Johansson ed il pubblico del ‘New ’ ad intonare contro la Uefa. Restano ombre sulla bianconera, la prima dopo 5 sconfitte ed un pareggio nelle ultime sei trasferte di Champions League.

Ottavi ad un passo. Con i 3 punti strappati a Malmoe e la contemporanea sconfitta dell’Olympiacos, travolto 4-0 a Madrid dall’Atletico, il 9 dicembre ai bianconeri basterà un pareggio per passare il turno.
Nel mirino però è tornato anche il primo posto: la squadra di Allegri potrà soffiarlo proprio agli spagnoli, già aritmeticamente qualificati, battendoli a Torino con due reti di scarto. Per il momento, la Juve si gode il successo svedese, non facile per mille motivi: l’ambiente ostico, la combattività degli svedesi, il campo in cattive condizioni. Clima difficile, quindi, al ‘New ’ di Malmoe, con analogie da brividi rispetto alle infauste giornate di Istanbul, un anno fa, quando i bianconeri furono cacciati dalla Champions sul campo-poltiglia per la neve. Terreno difficile anche questa volta e lo stesso della partita in Turchia, il ghese Proenca. Era indispensabile, quindi, giocare con i nervi saldi, molta sostanza e zero fronzoli. E la Juventus l’ha interpretata bene anche se ha sofferto fino al 43′ del secondo tempo, quando Tevez ha piazzato il gol del raddoppio, timbrando l’ennesima rete stagionale. La di subire una beffa simile a quella incassata dalla a Mosca contro il Cska si è dissolta solo nelle ultime battute e questo ha fatto prima sbuffare e poi imbufalire Allegri. Fino al sospiro di sollievo finale.

Anche le per un possibile fuorigioco di Llorente nel contropiede del vantaggio bianconero sono state smontate dalla mo, che ha dato ragione a Proenca ed ai suoi collaboratori: Tinnerholm teneva in gioco l’attaccante spagnolo. La Juventus ha dovuto aspettare un tempo per scacciare i brutti pensieri: qualche volta in difficoltà contro la foga degli svedesi, ha rischiato sui contropiede del Malmoe. Ha fallito l’1-0 con un tiro troppo centrale di Vidal, ancora molto lontano dalla forma migliore. Marchisio, uno dei migliori per idee e dinamismo, ha mancato due volte l’appuntamento con il gol: prima con un tocco debole sul lancio di Pirlo, poi per una gran parata di Olsen che ha respinto il suo tiro, su imbeccata di Pogba.

La Juve ha messo le cose a posto con un veemente inizio di secondo tempo: le occasioni capitate a Marchisio, pescato da Pirlo, e a Tevez, in ritardo di pochissimi centimetri su un corss di Vidal, sono state il prologo all’acuto di Llorente, perfetto nel contropiede innescato da Marchisio. Il Malmoe ha dato l’impressione di sgonfiarsi, ma poi si è ricaricato: Buffon si è scaldato parando un tiro di Adu. Due colpi di testa di Llorente con poca forza hanno fatto arre Allegri, contrariato anche da qualche errore di Vidal. Alla fine, però, Tevez, ha chiuso il conto.

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