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Italia e Napoli, chi illude? Mancio ha vinto, Spalletti…

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di Paolo Paoletti - ILLUDERSI E’ FACILE: L’ITALIA CAMPIONE NON E’ LA PIU’ FORTE D’EUROPA, Il NAPOLI NON LO E’ IN ITALIA. E SPARTAK NE DENUNCIANO I LIMITI, ED IN QATAR BISOGNA ANCORA ARRIVARCI!
Molti come ha fatto l’amico Michele, napoletano trapiantato a Milano, mi chiedono di scrivere di Napoli-Spartak Mosca. Serve un preambolo…
L’Italia Campione d’Europa ha perso la semifinale di Nation League battuta nettamente dalla Spagna 2-1.
Le altre due semifinaliste sono e Belgio. L’Italia di agli Europei ha eliminato nell’ordine Belgio e Spagna. L’ finalista a Londra non è nelle prime 4 della Nation.
Prima considerazione: un torneo è molto diverso da un campionato. Sia per l’Europeo, sia al Mondiale, sia nel tornei Uefa, tutto si svolge in 7/8 partite. Conta ovviamente l’aspetto tecnico, molto di più quello mentale ed emotivo.
L’Italia è tornata Campione d’Europa dopo 53 anni. Precedentemente aveva disputato ‘una finale’ contro la , perdendola.
è diventato Cittì dopo i disastri di Prandelli e Ventura, con l’impegno ed il coraggio di cambiare tutto. Ha cambiato, ha vinto. Ma l’Italia non è la più più forte d’Europa. Meglio sono e Spagna, forse anche il Belgio. E’ cresciuta l’.
Deschamps e Martinez puntano ancora su molti senatori; Luis Enrique e hanno ringiovanito e devono continuare a farlo. L’England è un misto.
I giovani sono sempre una incognita, ma come dimostra la sconfitta di ieri a anche un giocatore esperto come Bonucci può fare fesserie (primo giallo per proteste). Ed uno tra i migliori portieri del mondo (Donnarumma) può crollare sotto il peso del dissenso del pubblico. Il calcio è una cosa semplice per chi lo sa giocare non solo con i piedi. Certamente gli episodi contano, ma l’errore di Bastoni che porta al vantaggio spagnolo non è un episodio. E’ un errore. Come non sono episodi il duello-raffronto tra Barella e Busquets e quello tra Gavi (16 anni) e Verratti. Entrambi vinti dai rossi, un supersenatore ed un virgulto. Busquets e Gavi sanno giocare a calcio e lo hanno fatto meglio di Barella e Verratti.
A questa che è stata la chiave della partita, aggiungendo l’errore decisivo di Insigne che sbaglia un rigore in movimento, la sconfitta ci sta tutta.
Non gli episodi ma come si sanno sfruttare i momenti decisivi di una gara fanno la differenza. A parità di valore tecnico e talento, esperienza e personalità.
La Spagna e più forte dell’Italia e deve subito azzerare la tomba di ogni Cittì: la riconoscenza! Stesso problema cui s’arresero Bearzot e Lippi.
Emerson non può essere titolare, meglio Di Marco; non lo è neanche De Lorenzo, cui Calabria è superiore nella spinta. Il doppio play (Jorginho-Verratti) è modulo superato, così come in attacco l’unico indispensabile è Chiesa. Oggi come domani. Tutti questi temi spiegano anche la sconfitta del Napoli in . In campo inter cambia tutto. Chi si fa espellere va punito (Bonucci come Mario Rui: proteste inutili, fallo con piede a martello stupido). Di diverso nel parallelismo c’è che Bonucci sa giocare a calcio, Mario Rui no. Ovviamente per un calcio di alto livello.
Il Napoli sono anni che cerca e non trova un esterno basso di sinistra, una colpa della società che si paga. Ha trovato Osimhen e Anguissà. Due colpi di fortuna. Il primo realizzato per scopi di doping amministrativo, il secondo per puro caso dopo aver inseguito e perso Bakayoko.
Con 1 punto in 2 gare, la qualificazione in EL è già a rischio. Meno quella di per Qatar 2023. Spalletti – che stimo molto – dovesse uscire in Europa, dovrebbe chiedere conto di tante cose ai giocatori. Non solo cazziando (giustamente e pubblicamente) Manolas. Mentre c’è poco da dire sulla partenza sprint in campionato, calcio totalmente diverso.
Lo scudetto? Si decide da inizio gennaio a fine febbraio. In quel periodo la Coppa d’Africa ‘ruberà’ i migliori. Quando si fa una rosa bisognerebbe tenerne conto: Petagna non è Osimhen, Koulibaly non ha sostituti, Demme è diverso da Anguissà. Si giocherà la fase decisiva senza la spina dorsale della squadra. Contro lo Spartak si sono evidenziati i limiti del Napoli, era stato così anche contro il , che resta una squadretta della er League.
Fu così ma per motivi diversi anche 31 anni fa: era la seconda Coppa dei Campioni del Napoli fresco di scudetto bis: finì 0-0, 3-2 per il Napoli ma solo nel conto dei legni. Vinsero i fischi assordanti dei tifosi napoletani, con gli azzurri che uscirono a testa bassa.
A Mosca, nel , tutto si compì, quando alle 2 del mattino a 18 ore dalla partita, passeggiando sulla Piazza Rossa a qualche metro da e Claudia, ed uno stuolo di sti che ci seguivano, capii che il tempo di Maradona a Napoli era finito.
Alla fine di questa stagione, capiremo invece qualche sarà il futuro del Napoli. Ferlaino impiegò 18 anni per realizzare il sogno, nello stesso tempo De Laurentis che non è riuscito a liberarsi di Koulibaly, Fabian Ruiz e Insigne solo per mancanza di acquirenti, potrebbe capire che il suo calcio ‘total-business’ si è concluso!

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