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Inter, tutti contro tutti: torna Moratti?

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di Nina Madonna - Massimo Moratti non nasconde l’amarezza per il periodo dell’Inter ma pensa ancora che sia l’uomo giusto al quale affidarsi per tornare a sperare in un miglioramento: “È un periodo di depressione generale, in cui i giocatori non reagiscono molto. Mi spiace non aver visto la giusta grinta contro la Juve”. Mancio non si tocca? “Credo possa risollevare la squadra, deve però essere più tranquillo e trovare i giusti riferimenti a cui agganciarsi”.
Depressione generale, dunque, ma la squadra non ha abbandonato il tecnico: “Se i giocatori non seguono più ? Non posso saperlo, ma non credo proprio che sia così. La società è già presente e può aiulo standogli vicino, come già fa”. Un nuovo ruolo in società per Zanetti? “Con l’esperienza che ha, sicuramente può farlo. Ma penso che ci stiano già pensando”. Infine una battuta sull’elezione di Infantino come presidente della Fifa: “”Sono molto felice, se lo merita. É un uomo che conosce la ed ha sempre fatto molto bene”.

Così non si può. La pazienza è finita: o si centra la qualificazione in oppure “caro ” tanti saluti e arrivederci. Progetto fallito, si cambia. Questo, si può immaginare, il compendio del discorso presidenziale all’indomani del ko contro la Juve: ha visto un’Inter senza costrutto, logica e carattere, e con un allenatore in panchina stralunato che, forse per la prima volta, non ha più intenzione di difendere urbi et orbi.

In gioco, insomma, c’è molto: il immediato e quello prossimo. E nell’immediato anche la dignità: perché non è ammissibile vedere una squadra sciogliersi in questo modo davanti agli avversari. Lo ha fatto dunque da sparti-acque: da domenica sera c’è un prima e un dopo nel -bis sulla panchina nerazzurra. Ora, ha chiesto il presidente, la reazione deve essere chiara: la squadra trovi una sua identità, basta esperimenti che danno solo il senso di una gran confusione sotto il sole. Chiarezza tattica, dunque. Chiarezza nell’utilizzo dei giocatori. Serve un impianto solido che dia appartenza. In campionato, l’Inter deve affrone ora Palermo, Bologna, , e Frosinone: le cinque giornate ane, insomma. Quelle che decideranno il suo .

A parte, invece, la semifinale di ritorno di Coppa di domani sera con la Juve: si riparte da un 3-0 che solo un miracolo ivo in questo momento potrebbe ribale e, ad oggi, sulla fede prevale un sano e necessario realismo. Lottando, però, con dignità e carattere: il diktat presidenziale è stato chiaro.

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