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Inter brutta? Così ha vinto tutto. A Napoli gara verità!

Mourinho-Mancini

di Nina Madonna - Se Arrigo Sacchi dice che l’ fa un calcio vecchio, dice il vero. Ma al tempo stesso sottolinea una caratteristica della nerazzurra. L’ è stata sempre così, ha vinto sempre così, dagli scudetti di Foni (Anni Cinquanta) al di Mourinho, apice dei trionfi Morattiani. L’ala Armano diventava un libero aggiunto; Sarti-Burnich-Facchetti; Bedin-Guarneri-Picchi; Jair-Mazzola-Peirò/Domenghini-Suarez-Corso… conquistavano il Mondo con il mitico contropiede che Herrera accetto volentieri liberandosi della promessa di espore il calcio spettacolo del Barcellona.
Il Trap stravinse lo scudetto dei record, eppure la sua era sempre costretta a confronsi con il gioco moderno e armonioso del olandese o con quello del Napoli di Maradona.
Mou risparmio il flagello della critica per il grande carisma e le vittorie: primo della con tutte le soddisfazioni al popolo della ‘Beneamata’.
La si ripete: l’ non gioca bene, non fa spettacolo, ma vince e – nonostante il piccolo Frosinone – a tratti sembra convincere.
Che arrivi lo scudetto è altra , pure possibile: lo dicono i numeri, se in serie A vince chi ha la miglior difesa.
Migliorare l’estetica sarà più difficile, perché la squadra di Mancini è costruita sulle ’4 M’: Murillo-Miranda-Medel-Melo i quali per chi sono e come giocano difficilmente mostreranno fronzoli e svolazzi, destinati a Liajic, Jovetic e Perisic.
Mancini ha cambiato 6 formazioni in 13 partite, non ha un modulo che ughi gioco e spettacolo.
Cerca la che basta e avanza.
Come dice Sacchi, vecchio modo di fare calcio. Ma neanche Arrigo dice che così non si possa vincere.
A Napoli la riprova anche di visioni contro: Sarri è un difensivista, ma si trova per le mani una squadra che gioca bene divertendo. Mancio punterà sulle 4 M, recuperando Medel diventato portante. Solo 7 subiti, 4 contro la Fiorentina a San Siro. Gli altri 3 da Carpi, Samp e Palermo in 3 trasferte.
Per questo Napoli- è partita per tutti: da Sarri a Mancini, Higuain e Murillo, Handanovic come Reina, attacchi e difese, marcantoni come Melo e Kondgobia e gli esili fuscelli Jorginho e Kamsik…. senza troppi distinguo.
Nell’albo d’ della serie A, infatti, resta scritto solo chi ha vinto lo Scudetto.

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