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Crack ADL-Insigne, finale triste di un club senza identità!

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di Paolo Paoletti - Incontro ancora rimandato, chissà  a quando! Il caso Insigne andava affrontato prima e definitivamente. Ma De Laurentis specula su tutto, figuriamoci se il futuro di un suo dipendente può togliergli il sonno…

Qualcuno dirà qualcosa solo dopo la chiusura del mercato l’ultimo per Lorenzo da dipendente del Napoli. A gennaio sarà libero di accasarsi con altri senza dare spiegazioni. Neanche a che continua a mediare ritenendo il giocatore della Nazionale importante se non decisivo.

Insigne è tornato dalla vacanze disponibile, ha chiarito ai compagni che poteva andare via, De Laurentis ha fissato il prezzo a 25 milioni ma nessuno li ha offerti. Non c’è stata alcuna trattativa neanche con l’, mostratati essata con il manager del giocatore. Certo è difficile immaginare qualcuno disposto a pagare 25 milioni quando tra 4 mesi potrà avere gratis il giocatore.

Insigne non è Cristiano Leonardo e De Laurentis non è Agnelli, ma il caso del Napoli è peggiore del ghese. Cr7 ha scelto lui dove andare a giocare, snoando Guardiola e il mini stipendio messo a disposizione dal City. Insigne ha non ricevuto offerte, forse l’Everton di Benitez ci ha pensato ma non a 25 milioni. Anche per l’età di Lorenzo.

In Italia silenzio assoluto. La è andata verso altre soluzioni, il Milan non paga ingaggi da 6 milioni, l’ potree senza il peso del cartellino, ma dipenderà da come andranno le cose fino a dicembre. Per adesso Insigne non sembra necessario ai nerazzurri.

Quindi il problema è tutto del Napoli, meglio di De Laurentis che basando i propri rapporti solo sui soldi e gli essi personali non può che ricevere lo stesso trattamento da Insigne. Per Lorenzo il prossimo contratto sarà l’ultimo della carriera a certi livelli. E’ nel momento migliore della maturazione tecnica e caratteriale, è un campione d’Europa e vuole contabilizzare l’impegno messo per arrivare a tanto.

Certo 4,5 milioni netti, quanti ne percerpisce adesso Insigne, non sono pochi ma vedersi offrire addirittura meno è una presa in giro. Tre, quattro anni fa ritenevo Insigne il miglior talento del calcio italiano. Ha mantenuto le promesse a metà. Deve a la sua stabilità in Nazionale. In Europa non è riuscito ad affermarsi con il Napoli. Non è insomma un trascinatore ma un buon giocatore che ha bisogno della squadra e dei principi di gioco che ne valorizzino le qualità.

Vale 6 milioni netti l’anno alla sua età? Devo essere onesto, NO! Ne vale 3,5, altrettanto no, se gioca in una squadra dove Koulibaly ne prende 6. Il punto però non è nello stipendio suscettibile di tante varianti e composto da molte voci. Il punto è l’incapacità di De Laurentis nel costruire rapporti di fiducia con dipendenti e collaboratori. Lui usa e getta, spremendo al massimo ogni situazione. Così non può che ricevere stesse modalità.

Per questo il Napoli da anni manifesta sempre lo stesso problema di mentalità che va di pari passo con l’identità. Il Napoli non ha una identità ed i giocatori sono strumenti occasionali di una azienda completamente slegata da territorio, radici, !

De Laurentis, infatti, è stato capace perfino di azzerare il seguito enorme di tifosi, passando da 65.000 di Napoli-Cittadella in serie C ai 16.000 di Napoli-Venezia dove l’appeal non era il Napoli ma il ritorno al San Paolo, che volutamente continuo a chiare così. Anzi da questo momento del Sole, come fu definito inizialmente lo di !

Senza parlare degli aonati di cui il Napoli di Ferlaino ha sempre vissuto e che il Napoli attuale non ha più, perchè non fa più campagne aonamenti per anni falentari.

In questo scenario, il caso Insigne è lo scontato finale di una già scritta. Triste, per la mediocrità di chi ne tira i fili. Ed anche dei napoletani che non sanno più indignarsi davanti agli scempi che De Laurentis ha compiuto gestendo uno dei beni più preziosi della città: la passione per la squadra di calcio!

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