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Infortuni: Volpi e i 5 cambi, no di Platini!

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di Nina Madonna – Il responsabile e coordinatore medico dell’, Piero Volpi, propone 5 sostituzioni a partita per i tanti infortuni causati a suo dire dagli elevati ritmi di gioco.

Troppi infortuni. I club spendono e ci perdono. Anche la ci va di mezzo e Conte contro la Croazia ha dovuto rinunciare a Flo, Astori, Pirlo, Abate, Barzagli, Paletta, Romagnoli (convocato “under 21“, ma recuperato per Genova con l’Albania), Osvaldo (si era già fatto male nel precedente ritiro) fino a Insigne, pronto per tornare.

I lunghi malati e Rossi, e , l’ultimo, che soffre di algia ed ha lasciato il ritiro della fanno un quadro desolante.
Niente di nuovo, ma ogni annata la situazione peggiora nella necessità di evitare muscoli e ossa rotte.

Che fare? IL problema e di triplice natura:
1. il calcio è uno innaturale per l’anatomia umana. L’unico di squadra che gestisce l’attrezzo – il pallone – solo con gli arti inferiori e la testa. Bastek, Volley, lo stesso Rugby attivano prevalentemente tronco e arti superiori. Lasciando alle gambe la funzione propulsiva di salto e corsa.

2. culturalmente non italiani non siamo atleti disposti al sacrificio. Azzerati dallo stress da prestazione e mal assistiti dal punto di vista psicologico e sanitario.

3. la parte tecnica ha sempre il sopravvento sul disposto del medico sociale, perchè la cultura del risultato e questione di vita o . Un cane che si morde la coda…

Piero Volpi, propone però un palleativo dannoso per altri versi: 5 sostituzioni sono una ridicolaggine. Il calcio è stato smembrato nelle sue certezze strutturali: giorno, orari, regole del gioco…Manca solo di dover giocare nella stessa partita con 2 squadre.

Chi studia i problemi del pallone, sopratutto se esperto di traumatologia e ortopedia nonchè consulente , deve valutare certe ipotesi a livello strutturale. Volpi è stato anche calciatore di buon livello, dovrebbe insistere su investimenti di primo livello in strutture sanitarie e ive.
Uno dei primi nemici dell’anatomia dei calciatori sono i campi di gioco; pessimi a cominciare dal fondo: erba naturale, sintetica, mista…ghiacciata, riscaldata, eccetera…

Il numero di partite è eccessivo? bene si torni alla serie A a 16 squadre, alla Coppa di soli Campioni, eccetera.
La difficoltà dei recuperi fisici e muscolari, la necessità di rimandare in campo i calciatori, vanno affrontati a monte e riguardano tutti, non solo il calcio italiano. Da settembre a dicembre e da si giocano più volte 7 partite in 20 giorni, ma lo hanno voluto i club, i presidenti, per incassare più . E di questo calendario soffrono sopratutto le Nazionali.

Volpi dice: “I giocatori faticano a recuperare, gli allenatori sono frenati nella gestione degli ex infortunati. Cinque cambi aiuterebbero tutti. Naturalmente da gestire senza furbate, con adeguata regolamentazione che eviti tutti i cambi negli ultimi 5 minuti solo per perdere tempo…Nelle partite già decise, il tecnico sarebbe spinto a provare qualche giovane. E i club potrebbero valersi di rose più corte, avendo la possibilità di spremere meno i giocatori e valorizzare i giovani”.

Caro Volpi accadrebbe assolutamente il contrario, in un campionato dove gli stranieri sono già più degli italiani e di giovani non si vede nemmeno l’ombra.

E chiaro che all’ la tesi sfonda… ha spiegato che, se una squadra resta in dieci, l’ultimo cambio va tentato solo nei minuti finali per non rischiare di rimanere in nove.

Da qui la proposta di dare scadenze di tempo ai cambi: magari non più di tre ogni 45 minuti, o due obbligatori nella prima parte. Assurdità che cancellano il senso della prestazione agonistica fatta di tensione nervosa e coscienza e dominio di sè!

L’Uefa in generale sarebbe anche possibilista, ma Michel Platini, presidente ed ex calciatore, è contrario.
Quanto per l’uso della tecnologia.

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