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INCHIESTA. No soldi tv, vincono giovani e qualità.

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di Paolo Paoletti - Lotito aveva ragione? Per i presidenti ingordi che vivono di e per Sky che ha drogato il no certamente si. Ma il torto di quelle parole e degli essi del mondo del pallone sono contro lo sport!
Il successo di Carpi e Frosinone, per la prima volta in serie A, è il giusto anatema per tutte le società che vivono di diritti televisivi. E adesso come la mettiamo?

Al cospetto di Carpi e Frosinone il tira e molla di Benitez fa ridere e i bluff di De Laurentis sono il cancro del pallone.

La vittoria delle ‘piccole di provincia’, sempre più numerose in serie A, mette in discussione i proventi dalla pay-?
Così sia, l’unico modo per vedere chi fa e chi specula…

La è l’unico di livello nazionale non solo per la forze squadra che da Conte ad è cresciuta anno per anno.
Già Napoli e Fiorentina cadute in semifinale di Europa League, restano mediocri e scontate togliendo appeal ad un campionato che fa fatica: Roma e piene di debiti e unite dal FPF, Milan in svendita.
Gli ploit di Genova con Genoa e Samp e della Lazio non bastano al blico distaccatosi sempre più sia dagli stadi che dal televisore!!!

Già retrocesse Cesena, Parma e Cagliari non sarà indolore: Cesena ha 100.000 abitanti e una media di 16.500 spettatori allo stadio cattura l’esse di tutta la Romagna sulla serie A. Il Parma con i suoi 190.000 abitanti e una storia gloriosa rischia addirittura di scomparire. Il Cagliari con 160.000 abitanti aveva uno dei bacini d’utenza più importanti di il campionato con milioni di tifosi in Sardegna ma anche in giro per l’ e per il mondo: dopo Juve, , Milan, Napoli, Roma e Fiorentina, il Cagliari aveva il seguito più grande della serie A, superiore a Palermo, Lazio, Udinese, Sampdoria e Genoa. Una retrocessione pesantissima, dopo 11 anni di serie A.

A fronte di questi addii eccellenti, in serie A arrivano:
1. Carpi: 70.000 abitanti e una media di 2.900 spettatori nel trionfale campionato di B;
2. Frosinone: 46.000 abitanti e una media di 5.000 spettatori nell’altrettanto trionfale campionato di B.

E se ai playoff dovesse spuntarla lo Spezia (90.000 abitanti, 6.200 spettatori in media) sarebbe la rivoluzione.

Ma non si può prescindere dai risultati e l’aspetto sportivo. Le salvezza di Empoli, Sassuolo e l’abituè Chievo Verona confermano.
Ben 5 squadre di A non raggiungono gli abitanti di Parma: Carpi (70.000), Empoli (48.000), Frosinone (46.000), Sassuolo (41.000), Chievo (2.500). Conseguenzialmente la media spettatori degli stadi diventa sconfortante.

Lotito non aveva ragione, perchè lo status quo è un effetto del mala no non la causa!!!
Ci si chiede che esse potranno avere tante partite di A che si disputavano in C1 con blico mediocre, pochi spettatori alla ? Bisognava pensarci prima…

Ora Boban, Vialli, Bergomi ed i santoni del parlato dovranno commentare dallo Comunale ‘Matusa’ Frosinone-Chievo, il ‘derbissimo’ Carpi-Sassuolo mentre Parma, Cesena e magari Bologna (se non vince i playoff) marciranno in B. E il Modena rischia addirittura la .
Come Brescia e Varese, accanto a grandi squadre di centri come Mantova, Padova, Cremonese, Reggiana, Rimini, Ascoli, Pisa, Siena, Lecce, Foggia, Catanzaro, Cosenza, Reggina e Messina.

Il prossimo anno con Salernitana, Bologna, Cagliari, Bari, Novara, Cesena, Catania, Perugia, Pescara, Vicenza, Livorno e forse anche il Parma, la serie B sarà migliore e più avvincente della A. Almeno calore e presenze negli stadi.
E a questo punto si capisce la Legge Melandri che distribuisce gli introiti dei Diritti : blasone e storia sportiva, città e bacini d’utenza dei tifosi. Bisogna aggiungere ai criteri l’ammodernamento degli stadi, gli investimenti sui settori giovanili, l’imposizione dei giovani.

Se con criteri di qualità e gioventù la Provincia ha invaso la serie A, possono farlo tutti!

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