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INCHIESTA. Dove vanno i soldi del calcio italiano!

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di na Collina - I Pm di Napoli hanno ragione: la serie A è il tes dei procuratori.

La , ad esempio, in 4 anni ha speso 52 milioni di intermediazioni. Il club di James Pallotta, fotografa il trend del mondiale: affossati da agenti, procuratori e figure indefinite.
In Serie A, il dato lo si può scoprire solo nelle società quotate in Borsa, nel dovere di rigsi obblighi di trasparenza.
Cosa che chiarisce perchè altri club importanti come il Napoli o l’Inter si guardino bene dal quosi in borsa!

Dal 2011-12 al 2014-15 i giallssi vincono la classifica di questi costi, avendo pagato per intermediazioni di entrata, uscita o contratti ben 52 milioni. Pari ad una partecipazione in League.


Costi che non garantiscono vittorie, perché nel quadriennio esaminato la non ha vinto nulla, mentre la una Coppetta Italia, e la Juve 4 scudetti, una Coppetta Italia e 3 Supercoppette italiane.

NEL MONDO. I dati Fifa sulle intermediazioni internazionali pubblicati nel ‘Global Transfer Market report 2016′, evidenziano un fenomeno in crescita. Dal 2011, nei trasferimenti all’estero l’incremento è stato percentualmente del 55,3 complessivo: prima l’ seguita proprio dall’Italia, che nel 2015 ha registrato un +89,4% con 59,6 milioni di dollari!
In controtendenza tra le prime 10 nazioni solo Germania (-44,2%) e Danimarca (-47,8%).

SERIE A. Le voci di o dove vanno estrapolate le spese per i procuratori sono queste:
- ‘oneri accessori capitalizzati e ammortizzati’, che seguono il ‘cartellino’ del calciatore;
- ‘oneri accessori non capitalizzati’, tra costi di gestione dei calciatori ed eventualmente costi specifici tecnici.

Ebbene, l’impennarsi di questi costi nella emerge nelle ultime due stagioni.
Nella prima appena 10 milioni e nella seconda di 5,7. Ma nella terza e quarta c’è stati il boom a 18,7 e 17,6 milioni.
Non è un caso che al termine dei due campionati sono arrivate le qualificazioni .

I principali giocatori citati nel quadriennio sono 44. E va notato che le procure non riguardano solo calciatori relativi alla prima squadra, visto che a volte sono proprio i giovanissimi o i ‘prospetti’ ad essere più costosi.

TRE CASI. Su tutti Dodò la cui commissione è stata 1,5 milioni, Jedvaj per cui si è pagato 1,6 milioni e Radonjic che ha avuto un costo di 3,1 milioni.
Nessuno dei tre fatto granchè in serie A. Alla i primi 2 hanno almeno fruttato forti plusvalenze con le cessioni all’Inter e al Leverkusen.

66 ARRIVI IN 5 ANNI. La filoso è dragare il mercato con la certezza – aumentando costi di intermediazione – di aggiudicarsi i migliori talenti mondiali, per rivenderli molto bene.
Così il d.s. Sabatini (che secondo Il Tempo si dimetterà a giugno) ha costruito la sua fama verso la proprietà Usa.
Il ‘movimentismo’ è stato folle, se si pensa che solo nei 4 anni in esame, sono arrivati a Trigoria 50 calciatori, cui si aggiungono i 16 relativi all’annata in corso (comprendendo anche il futuro Gerson): totale di 66 giocatori per 5 stagioni.

Ridicolo quanto ovvio che gli italiani, comprendendo anche Osvaldo, siano stati solo 8!
E il segno del che cambia e perchè questo cambiamento sia all’attenzione delle procure italiane ed in particolare dei Pm di Napoli nell’inchiesta Fuoerigioco!

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