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Il Triplete, ormai abitudine: 4 in 6 anni!

Juventus FC vs FC Barcelona

di Marco Innocenti - C’è una parola nel che va di moda: ‘Triplete’. Sostantivo spagnoleggiante, rilanciato dall’Inter nel 2010 anche da noi, dolce e amarissimo al tempo stesso. Dolce per chi lo fa, indigeribile per tutti gli altri, specialmente i gufi.

Proprio il Triplete è la cartina di tornasole di un sempre più schiavo dei soldi, mecenati e fondi d’investimento.

La forbice tra le candidate al Triplete e le altre è aumentata a dismisura e anche per questo l’impresa ntus poteva essere storica.

Che il europeo sia squilibrato lo dicono i numeri, quelli più crudi e semplici senza scomodare analisi di e mercati da laurea in economia, e il proliferare di triplette negli anni né è la più logica – e a suo modo triste – conseguenza. La è roba per pochi eletti, ovviamente ricchi. Dal 2009 a oggi, in sei anni, sono stati ben quattro i Triplete (Barcellona, Inter, Bayern e ancora Barcellona), tanti quanti ne erano stati conquistati nei precedenti cinquantaquattro (Celtic, Ajax, Psv, Manchester United). Il segno tangibile e innegabile dello squio nel che andrà sempre peggiorando.

In questo scenario le due corse di Inter e ntus assumono un significato ancora più speciale. Il trionfo di Mourinho su tutti i fronti e quello sfiorato dai bianconeri con Allegri in panchina non sono paragonabili a quello messo in bacheca dal Barcellona di . Risorse economiche troppo diverse, un sistema fiscale inconfrontabile e una forza politica in Europa maggiore rendono praticamente impari il confronto, basti pensare a come Neymar e Suarez sono sbarcati in Catalogna. Come loro il Madrid, il Bayern, ma anche Manchester e Psg. Tutte squadre che grazie alla potenza della moneta sonante ogni anno costruiscono squadroni quasi imbattibili.

Pochi grandi società, più o meno pide, con a disposizione risorse abbondanti e quindi piene zeppe di campioni, rendono la corsa al Triplete di fatto una sfida a tre-quattro, non di più. Quasi un obbligo, un obiettivo da provare con concretezza a izzare, non più un’impresa fantastica. Per loro. Per gli altri restano le briciole e il sogno che quel pallone, spesso imparziale come nient’altro al mondo, rotoli dalla parte giusta. Lui non prende soldi, solo calci.

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