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Il Sarrismo non illuda, il Napoli vinca lo Scudetto!

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di Paolo Paoletti - “Maksimovic? Ha fatto un bell’esordio, ha anticipato i tempi perchè era previsto di farlo giocare a Bergamo. Giaccherini? E’ anche un giocatore d’ordine, l’ho messo perchè serviva, ha tenuto bene palla. Per noi sarà importante”.
Le prime ‘confidenze’ di Sarri confermano una rosa migliorata.

Dopo 6 di Serie A e 2 di Champions, 2 posto in campionato e 1° nel girone B europeo, va fatto il punto per capire dove PUO’ e DEVE arrivare il .

Il primo rilievo va fatto sugli 8′ di terrore, che il ha prodotto dal 51 al 59′: raccontano così in Portogallo la debacle del Benfica. Forcing in campo, assordante… il gioco ordinato, organizzato, veloce, tatticamente equilibrato, più il tifo dei napoletani sono un mix decisivo.

L’Europa scopre il di Maurizio Sarri, il vero segreto di questa squadra.

Sarri ha offerto una lezione: maniacale nella preparazione della gara, nerissimo in panchina per i cali di tensione anche se sei sul 4-0 a partita archiviata, non finita.
Con Cholismo e Contismo, in Italia e in Europa si fa strada anche il Sarrismo. Un marchio che deve diventare Made in Naples.

NUMERI. Per la prima volta il è al 16° posto del Ranking Uefa, ha segnato 4 reti in una partita di Champions League di cui 3 da calcio piazzato (!), confermando il trand del sempre fatti nelle ultime 18 partite di Chamapions al , inespugnabile con 8 e 3 pareggi. Ovviamente con la collaborazione di e anche di Mazzarri.
Di nota il 101 di che avvicina Maradona 1° eador azzurro di tutti i tempi con appena 7 campionati.

A 6 punti, con 4 di vantaggio sul Besiktas e una differenza reti strvorevole pensando alle eliminazioni con Borussia Dortmund e Arsenal, il 19 ottobre proprio contro i turchi al si può e deve centrare la qualificazione agli ottavi in sole 3 partite.

Ma è anche un , partito male concedendo 2 occasionissime a Mitroglou, sventate prima dal gambone di Hysaj in mischia e poi da Reina, che tra Genoa e Benfica ha dato un bel contributo di 4 punti all’inizio stagione. La difesa resta il punto debole, nonostante sia il cavallo di battaglia di Sarri. Il ha subito 11 volte nelle ultime 12 partite ed ha perso Albiol uscito dopo 11′ per un problema muscolare. Assenza che lancia Maksimovic ma cambia gli assetti della squadra.

AVVERSARIO. Con 6 assenti, 4 titolari non è stato il vero Benfica. Ma serve anche fortuna, come la squalifica di Kessiè contro l’Atalanta e altre varie già consumatesi sia in campionato sia in Champions.
Le tante le assenze hanno svilito il gioco palla a terra del Benfica che comunque si è preoccupato solo della fase di possesso e non in non possesso, caratteristica del calcio lusitano ed in particolare delle Aquile.

Sul 4-0 il crolla mentalmente: coincidenza l’uscita dal campo di Callejon?
Possibile che Jorginho sbagli marchianamente l’appoggio che lancia Guedes per il 4-1.
Come Ghoulam si perde Eduardo Salvio che supera Reina nel 4-2?
Sarri s’incazza platealmente ed ha ragione: una grande squadra resiste fino alla fine e non regala niente. Mai. A nessuno.

RANKING. I 2 poker rifilati a Dinamo Zagabria e Benfica hanno rafforzato il ranking Uefa di Juventus e .
I bianconeri sono tra le big d’Europa al 5° posto, davanti al , all’inseguimento delle ‘Fab Four’: Real Madrid, Bayern Monaco, e Atletico Madrid.
Gli azzurri scalano 2 posizioni, sono al 15° sorpassando Bayer Leverkusen e .

Ecco la classifica UEFA:
1 Real Madrid 147.914
2 Bayern 136.813
3 133.914
4 Atletico Madrid 118.914
5 Juventus 112.566
6 Paris Saint-Germain 111.366
7 Borussia Dortmund 107.813
8 Chelsea 104.163
9 Benfica 98.933
10 Siviglia 97.914
11 Arsenal 91.163
12 Manchester City 87.163
13 Porto 85.933
14 Schalke 04 78.813
15 77.566

IL MEGLIO di questo lo racconta il campo. Sono pochissime le squadre che in Europa fanno tanto gioco con continuità:
grande movimento della palla, schemi d’attacco sulle fasce e centralmente, possesso palla e verticalizzazioni…
ha segnato anche su calcio piazzato, una rarità che va colmata.
In campionato e in Champions, Sarri ha conservato identità. Questo è uno scatto di concretezza e consapevolezza.

Sono solo 4 le squadre a punteggio pieno in Champions: , Atletico, Leicester e .
Una ideale classifica di punti conquistati tra campionato e coppe: City 22; e Monacò 20 (i francesi con 1 partita in più); Juve e 19; Real, Atletico e Bayern 18 (tedeschi 1 gara in meno).
Davanti a Sarri in questo momento c’è solo Guardiola.

Del resto il City è tra le pochissime imbattute tra Champions e campionato, come Atletico, Real, Besiktas (1 partita in meno) e .

Dopo appena 8 gare scopriamo un che mostra una dimensione inattesa.
Ancor di più se mettiamo in contro l’addio di Higauin.
Il segna anche senza il Pipita: 20 in 8 partite (media 2,5).
Dimostra disponibilità e coraggio benché manchi un leader ed una guida in campo.
Al punto da chiedersi se Higuain avesse sbagliato i suoi calcoli scegliando la Juve!

MORALE. Dietro una grande squadra c’è sempre una grande società. In Italia e in Champions il è l’unica che mostra una squadra molto più avanti del club.
Il merito è senza dubbio di Maurizio Sarri che non deve cedere alla tentazione di costruirsi alibi.
L’elogio del Benfica è stato fuori luogo, forse addirittura ha frenato la squadra, imballata nei primi 10 minuti.
Così come bisogna essere coerenti: se vincono fatturato e monte ingaggi il ha fatto solo il suo dovere contro i lusitani, ma altrettanto fin qui in campionato e Coppa.
Chi sono Pescara, , Palermo, Bologna, Genoa, Chievo, ma anche la Dinamo Kiev?
Perfino il Benfica accusa un forte ritardo sugli azzurri di valore rosa, sintesi di investimenti e costi.
Il vale 295,88 milioni, il Benfica di 184,15… poco più della metà!
Il ha giocatori quotati – direi immeritatamente – 60 milioni come Koulibaly; il più importante del Benfica è Toto Salvio apprezzato 15 milioni (fonte Tranfermarkt). Gli altri sono mezze cartucce o giovanissmi: il greco Mitroglou (28) centravanti (11,50 mln), Pizzi (25) ala destra (13), Lindelof svedese di 22 anni seguito anche dal e finito in Portogallo per 12 milioni, Gonçalo Guedes seconda punta segnalata da Sarri, un novembre 99, che ha fatto appena entrato. Ma panchinaro.
De Laurentis ha speso 128 milioni per il mercato (incassandone 90 solo da Higuain…). Il collega Vieira ha chiuso con un attivo di 35,60 milioni cedendo Renato Sanches al Bayern Monaco per 35 più bonus!
Ora tutti ammettano, assumendosene la responsabilità, che il quest’anno PUO’ E DEVE VINCERE lo Scudetto, perchè per dirla alla Sarri, la Juve ha già fatto cazzate (Siviglia e Inter) e continuerà a farne. Con la difficoltà di aver cambiato 3 titolari su 11: Dani Alves, Pjanic e Higuain.
E’ la seconda occasione dopo aver sprecato lo scudetto d’inverno la scorsa stagione.
Chi pensa che anche nel calcio non c’è 2 senza 3, s’illude.
A molti lo hanno già scoperto 27 anni fa!

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