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Il giorno più nero: altri 969 morti!

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di Nina Madonna – Il giorno più nero dell’Italia, 969 morti in 24 ore per un totale di 9.134, coincide con un record che solo un mese fa era impensabile e che dà la dimensione della catastrofe: il numero complessivo dei contagiati nel nostro paese ha superato quello della . 86.498 sono gli italiani che hanno contratto il virus mentre i sono 81.897.
Ma la ha 1 miliardo e mezzo d’abitanti e noi siamo solo 60 milioni. Raffronto che ne rende imbarazzante la lettura: o sono falsi i dati , oppure l’Italia come l’Europa non sa cosa fare!

Ancora una volta è la Lombardia a far schizzare i numeri: dei 969 morti, 541 – più del 50% – sono in Lombardia che sta pagando il prezzo più alto, con le province di Brescia e Bergamo travolte dai decessi.
Nella tragedia, però, un dato lascia intravedere la luce: anche oggi la curva di crescita dei nuovi malati è rimasto stabile in linea con i precedenti: 4.401 che portano il totale a 66.414.

LOMBARDIA. Fontana: ‘Penso sia iniziando la discesa’. “Sicuramente non sta crescendo la linea di contagi ma penso stia per iniziare la discesa”: è quanto ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana. “Anche oggi c’è stato un processamento di maggiori tamponi rispetto ai giorni precedenti – ha detto – e oggi si assiste a una riduzione del numero dei contagi. La cosa ci fa piacere ma è la dimostrazione che evidentemente bisogna fare la media di almeno 5 giorni per avere una visione, la visione ci conferma che quello di ieri è stato determinato da situazione assolutamente particolare”. Ieri è stato un giorno difcile per la Lombardia con 34.889 le persone positive al cororus, con un aumento di 2.543 casi in un giorno, mentre i decessi sono arrivati a 4.861, con un aumento di 387 vittime. “Ho avuto un brevissimo colloquio sia con Cajazzo che con Bertolaso, entrambi sono in fase di miglioramento, stabili nel miglioramento. Erano entrambi su di morale, le loro condizioni sono assolutamente sotto controllo e, ripeto, in miglioramento”: lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, commentando le condizioni di Guido Bertolaso e di Luigi Cajazzo, direttore generale dell’assessorato al Welfare della Lombardia, entrambi positivi. L’ospedale che verrà allestito all’no della era di Milano “non subirà alcun tipo di rallentamento circa l’inaugurazione. La previsione è che all’inizio della prossima settimana ci sia l’inaugurazione stessa” ha detto il governatore della Lombardi

PROLUNGAMENTO MISURE. Ad oggi è inevitabile il prolungamento della stretta di nimento. Lo annuncia Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Css). Ciò perchè “non siamo in una fase marcatamente declinante ma in una fase, sia pure incoraggiante, di nimento”. I
Inoltre, anche dopo, “dovremo immaginare alcuni mesi in cui adote misure attente – conferma il presidente Iss Brusaferro – per evie una ripresa della curva epidemica”.

MEDICI. Sono 51 i medici morti. S’allunga la lista dei decessi anche tra i camici , aggiornata dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo): se le vittime sono 51, i contagiati nel personale saniio sono 6mila.

SINDACI E VITTIME. “Martedì 31 alle 12 bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio osservato dai sindaci d’Italia con la fascia tricolore davanti al proprio Comune. Ci uniamo al presidente della Provincia di Bergamo in segno di lutto per le tante vittime dell’epidemia”. Lo scrive su twitter il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

Martedì 31 alle 12 bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio osservato dai sindaci d’Italia con la fascia tricolore davanti al proprio Comune. Ci uniamo al presidente della Provincia di Bergamo in segno di lutto per le tante vittime dell’epidemia.

AUTORIZZATI FARMACI ANTIMALARIA. A base di clorochina e idrossiclorochina sono a totale carico del Servizio Saniio Nazionale per il trattamento dei pazienti affetti da infezione da Sars-CoV2. Si legge nella Gazzetta Ufciale. Autorizzate inoltre per lo stesso uso le combinazioni dei farmaci anti-Aids lopir/ritor, danuravir/cobicistat, darur, ritor, anche queste a totale carico del Servizio Saniio Nazionale.

CODOGNO. La riapertura dell’ area protetta di Codogno (Lodi) dove fu scoperto oltre un mese fa il primo contagiato da cororus avrebbe causato nuovi casi di positività a Covid-19. Lo scrive il Corriere della Sera secondo il quale dopo settimane di progressivo calo del trend, arrivato anche a toccare l’uno per cento, negli ultimi giorni il trend è in risalita. “Abbiamo sei positivi in più – spiega Francesco Passerini, di Codogno e presidente della Provincia di Lodi – Nelle ultime giornate eravamo fermi a 268 casi. Un segnale che i divieti introdotti con la zona rossa avevano funzionato».

Al cantiere del nuovo porto di Genova sono 50 gli operai in quarantena, partita la sanicazione.

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