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Ibra, mal di pancia: vuole fare il papà. Ritiro o minaccia al Psg?

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di Cocò Parisienne - Ci risiamo. Zlatan Ibrahimovic riparla del suo addio al . Al Guardian lo svedese ha spiegato: “Sono impaziente. Quando si gioca a , si passa molto tempo negli alberghi e mancano molte cose. Il mio figlio maggiore ha otto anni, l’altro ne ha sei. Ma è come se non avessi vissuto tutti i giorni della l vita. Voglio essere un buon padre di famiglia e voglio fermarmi al top”. Poi sulla carriera: “Mou è il più bravo, il la squadra più forte”.

L’attaccante del Psg ha ripassato i passi più significativi della sua vita calcistica raccontando: “Tutti mi sputavano addosso. Pensavano che non sarei andato lontano vista la mia linguaccia. Al Malmoe dicevano: ‘Come ha fatto questo punk di Rosengard ad arrivare qui?’ Nessuno credeva in me. Mi credevano completamente pazzo. Ma ho avuto ragione io e i miei da ragazzino alla fine si sono izzati. Oggi sono dove volevo”.
Resta il tempo per completare il o spiegando che “il campionato no è il più difficile per un attaccante. In pensano ancora che sia più importante non subire che segnarne uno. In Spagna invece vogliono fare un e poi un secondo e anche un terzo. Nel ero probabilmente nella miglior squadra della storia, il l era magnifico. Quando mi preparavo per una partita, sapevo che avrei vinto prima di cominciare. Guardavo i calciatori vicino a me: c’erano Messi e Iniesta, Xavi e Puyol, Piqué e Dani Alves e anche Busquets. Era un di un altro pianeta. Tecnicamente perfetto”. E ancora: “Erano delle superstar ma era un luogo dove regnava la massima disciplina. Facevano qualsiasi cosa il tecnico dicesse l di fare. Quando vai in è diverso. Hai 22 grandi personalità e ognuno pensa di essere il migliore al mondo”.

Infine i suoi allenatori: “ è molto intelligente, non tratta tutti allo stesso modo. Sa però come trattare le persone a livello individuale per trarre il 100% da ognuno di l. Se è il miglior tecnico con cui abbia lavorato? Sì. Nel modo in cui parla con i propri giocatori, li manipola, non c’è dubbio”.

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