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“Ho un socio”, quale? Silvio, baro bugiardo!

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di Nina Madonna - Dopo aver fatto tribolare Mr Bee per 3 giorni, lo ha mandato a casa quando dietro l’ano c’era già Mr Lee.
Anzi nella sua testa era già lì, a Milano mentre salutava il thailandese, tanto da chiamarlo proprio Lee…!

La cessione del Milan è una barzelletta, che poytrebbe finire molto male.
E stato subito ovvio che Silvio stesse prendendo tempo verso chi ha per suo stesso dire “rispettato tutte le clausole di ingaggio per trate”.

Il broker thailandese Bee Taechaubol è appena andato via certo di aver il diritto di prelazione in per il 49% del Milan, ma Silvio aspetta di conoscere l’offerta del gruppo cinese essato all’acquisto.
Contatti telefonici hanno tenuto in caldo Mr Lee avvenute, a campo libero Silvio ha incontrato i membri della cordata cinese, assente Richard Lee, questa mattina ad Arcore.

E da Arcore si affrettano a smentire…
“Nessun incontro ad Arcore tra Silvio e i rappresentanti di quello, che fino a qualche giorno fa, era rivale accreditato di Mr Bee. Il presidente rossonero ha smentito all’Ansa: “Nessuna trattativa in corso con cordate cinesi”.
Il broker thailandese si dice a denti stretti è forte della stretta di mano con il presidente rossonero e dell’accordo di trate in . Posizione guadagnata nei suoi quattro giorni milanesi e ribadita in un comunicato prima di lasciare l’Italia.

Alle 15.20 l’entourage di Bee Taechaubol aveva disconosciuto la notizia ribadendo di non essere a conoscenza dell’incontro avvenuto questa mattina tra il presidente e i rappresentanti di Lee.

E’ evidente che stia giocando al rialzo e scorrettamente. Ha annunciato di aver scandagliato Mr Bee quale locutore puntuale e credibile, lo ha rimandato a casa in cerca di soldi per rilanciare il Milan, senza divenne padrone, tratta con altri…
Il presidente rossonero fa anche filtrare di non aver firmato alcun patto di che lo vincoli a trate solo con Taechaubol.
Tutto questo perchpè il Milan è una questione di cuore…
Certo come quella con Veronica !

Cosa ha detto Bee Taechaubol prima di partire dall’Italia?
“Sono stato invitato a investire nel football tante volte, in Premier League e in Championship, ma non mi essava. Se faccio una cosa, voglio il massimo. Qualche tempo fa ho cominciato a investire creando delle accademie, all’no di un programma di sviluppo del football in Cina, in accordo con il , che dovrebbe arrivare a coinvolgere 200 milioni di bambini. Ho scelto il Milan perché è la squadra n° 1 e ho capito subito che questa era l’idea che aspettavo. Fino ai 16 anni sono cresciuto a Sydney e in il calcio italiano è il più popolare. A quei tempi il Milan era campione di tutto, il mio idolo era Marco Van Basten. Io credo che unire al Milan, che resta un brand importantissimo, il mio background da uomo d’affari basato in Asia e il mio network di conoscenze, sia una grande opportunità per far divene il club ancora più forte. Sarebbe un onore far parte della storia del Milan”.

CRISI MILAN. “Fa parte della normalità, in tutti i ci sono alti e bassi. Probabilmente ora anche la Serie A non è al livello degli altri campionati. Ma alla fine il Milan resta il più grande nome del calcio italiano: è solo in un momento di down, però la famiglia ha tutta la conoscenza e l’esperienza per porlo in alto perché l’ha già fatto. Non ho visto Milan-Genoa, perché stavo discutendo con il presidente ad Arcore. Certo, il Milan non è dove dovrebbe essere: a lote per lo e nelle fasi finali di Champions. Una volta raggiunto l’accordo, ci tireremo su le maniche e ci metteremo al lav: con il management giusto e investimenti intelligenti torneremo a vincere”.

TRATTATIVA. “Non sono deluso per niente da questo rinvio. C’è stato un fraintendimento, questo è un affare complesso, non ci aspettavamo assolutamente di chiudere. Abbiamo tanti punti da discutere, dettagli da sistemare e ci serve ancora un po’ di tempo. Tutto però procede bene, secondo le nostre previsioni, anzi visto quanto è complicato l’affare stiamo procedendo anche in maniera veloce. C’è stata un po’ di confusione su questo”.

SERIE A. “Credo di non averlo capito ancora bene e forse non lo capirò mai del tutto. Quel che so è che il Milan è un club italiano e continuerà sempre ad appartenere all’Italia: io sono un investitore, voglio solo aiulo a espandersi in Asia e nel mondo”.

SILVIO . “È un onore aver trattato con lui, è una persona da cui posso imparare molto. Ho concluso affari più grossi, ma per tutto quello che il calcio rappresenta credo che questo sia il mio più importante”.

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