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Pipita dipendente, rosa insufficiente: DeLa 1° colpevole.

th-1

di Paolo Paoletti - Non vince da 4 partite, non segna… e s’appanna nel nervosismo di una eliminazione che ripropone la domanda centrale: perchè restare a Napoli? E’ crisi, il Napoli è in calo da 2 mesi: Sarri maschera con i punti guadagnati in un avvio soprendente che nessuno immaginava.
Mesi che hanno dato morale e fiducia, non certezze.
Inutile il pari col Villarreal: è chiaramente emerso che la squadra è impreparata a competere su 3 competizioni.
Fuori dalla Coppa Italia, fuori dall’, dopo una fase a giorni sul velluto regalata dalla semifinale raggiunta con .

Resta il , abbordabile perchè mediocre: gli azzurri sono ancora secondi, non più brillanti ma ancora secondi. Firenze dirà molto, anche se i Viola escono ancora più ammaccati dall’eliminazione col Tottenham che è stata più un’umiliazione…

Troppo facile, quando falso, dire che è colpa della sfortuna: non segna da 4 partite, il Napoli non vince da 4 partite.
Equazione scontata: il Napoli dipende dal suo centravanti. Senza i 24 gol di Gonzalo non sarebbe secondo, ma neanche basta a fare il salto di qualità. Pipita è terminale indiscutibile, non può essere l’unica soluzione.

Ecco il vero problema del Napoli: mancano soluzioni, perchè mancano giocatori che consentano di cambiare la partita in corsa.
Sarri dice che il Napoli è “un po’ troppo frenetico”. E’ la reazione di chi è impreparato a giocarsi qualcosa di grosso consapevole.
Il Napoli è lì per circostanze, non per programmazione. De Laurentis si è ritrovato Sarri, dopo una sequela di no: tra tutti quelli di Mihajloviuc ed Emery.
E Sarri si è ritrovato una squadra ed una piazza che ha consentito di ottimizzare le sue idee. Tutto casuale, niente di preparato, scelto, voluto.
Questa è il peso che il Napoli adesso fa fatica a portare. A 12 giornate dalla fine, scudetto a portata di mano, sente la tensione di un obiettivo che poteva esser solo un sogno. Lo resterà? La logica dice questo, il però resiste perchè imponderabile.

Le incertezze offensive, nonostante la quantità di gioco, accusano un impianto ed un modulo che dalla trasferta col Genoa ha affrontato giuste contromisure: gli avversari che pressano alti e chiudono le corsie esterne ridimensionano le idee di Sarri. Che come capita nelle circostanze con questi uomini non è riuscito ad ottimizzare le giocate inattive come gli episodi. Che non sono solo fortuna o sfortuna.

Il Villarreal si è qualificato all’andata, sfruttando i 6 cambi effettuati da Sarri: quasi un atto di arroganza che è invece inesperienza.
Le riserve snaturato tutto, anche le 4 di ieri hanno ridimensionato il potenziale del Napoli, nonostante il calo.
si perde nelle recriminazioni coi compagni, soprattutto con , esce dal gioco non è l’uomo del destino a digiuno di gol.

Momenti così capitano, chi li gestisce e li supera fa la differenza. Questo non la fa, nonostante le indiscutibili qualità tecniche. Che non sono tutto.
Sarri si nega Gabbiadini al fianco del Pipita: rinnega il 4-4-2 ma sopratutto in come nella gare dove prendere 1 gol cambia tutto, bisognerebbe proporlo.
Non il 4-2-4 che è un suicidio. Visto il rigetto del tresta, o di tresta.

Fiorentina-Napoli, può dire tutto e niente. Dipenderà dalla testa e dalle gambe. La delusione è una brutta bestia e bisogna verificare chi accuserà di più.
Già sapendo come è andata in Juve- con Monaco all’orizzonte.
Il lavoro più delicato di Sarri e psicologico e tattico: deve trovare subito qualcosa di nuovo che la squadra accetti e metabilizzi in fretta.
Sopratutto a partita iniziata.

Senza risultati, manca lucidità e senza lucidità, i risultati non possono arrivare.
Anche la giocata giusta al momento giusto (lucidità) è caratteristica dei campioni. Sopratutto nelle difficoltà. Quanti ne ha il Napoli?
E basta con l’alibi della sfortuna, non aiuta, anzi.

E’ arrivato il momento di dimostrare quanto vale questo Napoli: l’eccitazione della piazza è stato un male, Sarri si carichi il peso delle responsabilità in blico ma nello spogliatoio inchiodi ognuno al proprio ruolo.
Poi arriverà il momento di presentare il conto anche a De Laurentis!

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