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Fontana, Lega, Milan: Report, ultimo giornalismo d’inchiesta; gli italiani lo amano, il potere vuole la chiusura!

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di Paolo Paoletti - Report gode di ottima salute e grandi ascolti, perchè la Rai dovree chiuderlo?
“Notizia destituita di ogni fondamento, aiamo visto però tanto calore e tanta solidarietà intorno a noi e questo non può che farci piacere. Andremo regolarmente in onda, almeno finché c’è questa squadra, c’è questa Rai, e Rai Tre, che ci fa sentire liberi. Rai, Rai Tre e il servizio pulico”.

Report è l’ultimo programma di giornalismo di inchiesta. La Rai lo deve alla Gaianelli e al coraggio dei dirigenti dell’epoca.
Nacque a Rai2 rete in cui è stato messo in anda dal 1994 al 96. Poi passato a Rai Tre in cui ha trovato migliore collocazione e successo.
Tante inchieste che affrontano temi di carattere economico e sociale, parlando di giustizia, inefficienze dei servizi pulici, ecoma.
Sigfrido Ranucci ha racolto l’ alla conduzione della Gaianelli dal 2017.
Al 16 novembre sono state messe in onda 391 puntate in 24 edizioni!

Lunedi scorso alla domanda “Posso disturbarla? Sono di Report!” il presidente del Scaroni risponde solo dei no!
La serata ha presentato un approfondimento sulla cessione del da Berlusconi a Li Yonghong.

L’inviato di Report ha seguito il presidente rossonero che ha evitato l’vista.
D’Avanzo e Cerchione, entrambi nell’attuale Cda del , risultereero i proprietari. Elliott non saree l’azionista di maggioranza. Ovviamente i maggiori dui emergono nel passaggio dal Cavaliere all’imprenditore di Honk Kong.

La redazione chiede un’vista ufficiale al club rossonero e una a Silvio Berlusconi. Nella prossima settimana dovreero esserci aggiornamenti…

Il non saree di proprietà del fondo Elliott. La clamorosa notizia fa il giro del mondo! Ed ovviamente non solo nel mondo del calcio!

Nel 2018 il fondo statunitense Elliott ha preso il controllo del a seguito dell’inadempimento delle oligazioni verso lo stesso fondo d’investimento da parte dell’ proprietario Yonghong Li, ma Report svela una situazione ben diversa.
Le quote di maggioranza sareero in mano ai due consiglieri d’amministrazione Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione i quali sareero per i padroni effettivi del . Da accertare se in proprio o prestanome in conto terzi!

Ranucci rivela: “Aiamo scavato negli archivi in Lussemburgo, dove è stata fatta propria una direttiva comunitaria che impone di segnare i nomi di alcuni proprietari e le quote di ogni società. Spulciando negli archivi, è emerso che D’Avanzo e Cerchione, due imprenditori campani e consiglieri d’amministrazione del , sono di fatto i proprietari del club. Hanno più del 50% delle quote. C’è da capire perché questo fatto è stato tenuto nascosto”.

I due manager campani proprietari di ‘Blue Sky’, società molto vi alla Project Redblack e, di conseguenza, al Fondo Elliott, sareero i principali azionisti e quindi i proprietari del . Insomma, Paul Singer, numero uno della nuova proprietà rossonera, non ne avree il controllo societario con la maggioranza delle quote, ma saree un socio di minoranza.

Attualmente, come ne racconta il profilo LinkedIn, D’Avanzo è anche Plant Director per Thélios, ovvero per il gruppo Louis Vuitton.
Qualora dovesse intavolarsi una trattativa di cessione del da Elliott ad Arnault, sicuramente l’esperienza del dirigente del Consiglio d’Amministrazione ista sarà fondamentale per l’mediazione.

Ma in finanza bisogna essere cauti. Lo stesso Salvatore Cerchione, altro membro del cda ista, è un manager anche di Cipriani, ma ciò non vuol dire che l’impresa italiana sia impegnata nell’acquisto del .
Così si può dire di Marco Patuano, fino a poco tempo fa manager di Benetton (Edizioni Srl), che di certo non è un mediario nella cessione del alla società di Ponzano Veneto.
Le sovrapposizioni di cariche e l’ampio spettro di contatti sono una costante nel mondo della finanza. Eppure D’Avanzo stuzzica, e non poco, la fantasia dei isti: i tifosi sognano un scoppiettante architettato da LVMH già a partire dal prossimo giugno.

Il clamore dell’inchiesta che ha ancora molte puntare davanti, rilancia però la bufala della chiusura del programma Report.
Chi non vuole la verità sugli sconci del business e gli intrecci tra politica, mafie, banche e imprenditori in Italia?

Gli rogativi cui prossimamente bisognerà rispondere riguardano il documento di o di Blue Skye depositato a novembre; riguarda i conti del 2017, e racconta che già alla fine di quell’anno il 51% di ‘Project Redblack’, oggi controllante del , è posseduto da Blue Skye.
E anche un’altra società dei due finanzieri napoletana, la Luxembourg Investment Company 159, “è entrata nella partita sia con strumenti ibridi di debito sia rilevando una piccola quota di Project”.

In quella fase, Project ha solo prestato i soldi a Yonghong Li per comprare il da Silvio Berlusconi (aprile 2017) ottenendo come garanzia lo stesso .
Ma poi nel 2018 mister Li finisce i soldi che non aveva e Project passa all’incasso della garanzia diventando proprietaria del club.

Dunque già 3 anni fa l’assetto ufficiale e formale era Blue Skye al 51% circa (6001 azioni) e l’hedge fund di Singer al 49% (5.999) della società che controllerà il .

Il 10 aprile 2017 (3 giorni prima del closing Berlusconi-Li) spunta però un ‘security agreement’ firmato dai due finanzieri partenopei con gli americani, in base al quale Blue Skye dava in pegno alla società King George del Delaware, controllata da Elliott, gran parte della sua quota: circa il 46%.

Ecco quindi che si configura il 95% ufficioso di cui parla Elliott. Ma avere in pegno a garanzia non significa averne la proprietà.

C’è poi la comunicazione oligatoria antiriciclaggio e antiterrorismo, dalla quale risulta che Paul Singer, è il beneficiario effettivo e quindi titolare del 49% del capitale (49,99% per l’esattezza), in quanto proprietario del fondo Elliott. Salvatore Cerchione, residente ad Abu Dhabi è il titolare di poco più del 25% (25,0042%), così come Gianluca D’Avanzo, “residente oggi nel Regno Unito ma fino a non molto tempo fa a Magdalenka Mazowieckie, paesino polacco di 2 mila abitanti”.

Dunque Cerchione e D’Avanzo hanno la maggioranza del club.
Ciò detto, è indiscutibile che una serie di prerogative di governance e gran parte dei soldi siano di Elliott, denaro proveniente dal patrimonio (41 miliardi di dollari complessivamente) gestito per conto dei suoi clienti istituzionali (fondi pensione, enti pulici, fondazioni, grandi famiglie, stati federali Usa ecc).

Tutto molto strano: non si capisce perché Elliott aia sborsato centinaia di milioni per sostenere e valorizzare un’azienda, dovendone rispondere ai propri investitori, senza prendersi la maggioranza assoluta, e stop. L’inchiesta continua e molti altri oltre Report stanno danno la caccia alla verità sul !

Report andrà regolarmente in onda, nonostante tante pressioni, che già ottennero la testa della Gaianelli, ogni lunedì alle 21.20 su RaiTre. Basta attendere…

Ranucci non teme gli attacchi. Giornalista Rai d’annata, autore di programmi di informazione, è passato da inviato a New York per l’attentato alle Torri Gemelle a Falluja per la guerra in Iraq a Sumatra per lo tsunami, solo per citare alcuni fronti su cui è stato impegnato.
E’ alla guida di Report dal 2017 al posto della collega Milena, con la quale ha firmato il libro ‘Ecofollie’ edito da Bur sul mancato smaltimento delle scorie nucleari.

Chi protegge Ranucci, per il momento, è il boom di ascolti per le maxi inchieste.
Nelle prime puntate dell’ultima edizione Report ha fatto registrare un vero e proprio consenso di massa tra i telespettatori.
Partenza col botto il 19 ottobre, le prime due puntate hanno totalizzato uno share rispettivamente del 10,40% e del 9,40%, tenendo una media del 9,9% e di oltre 2,5 milioni di spettatori.

Argomento? Le “strane” vicende della Lega, con il governatore Attilio Fontana e la vicenda dei camici forniti dall’azienda della famiglia della moglie; poi la storia dei tre commercialisti molto vicini al Carroccio che sareero stati coinvolti nell’acquisto della nuova sede della Lombardia da Film Commission.

Il trend di ascolti è anche salito: lunedì 2 novembre, lo share ha raggiunto l’11%, con oltre 2,7 milioni di italiani incollati alla . Lunedì 9 novembre, dove si è parlato anche del caso discoteche in Sardegna, ha totalizzato 2.837.000 spettatori, pari al 10.9% di share.

L’ultima puntata sul ha aumentato ancora ascolti, esse, ma anche veti sul programma.
Ranucci e la sua redazione per adesso resistono. Fino a quando?

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