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Fininvest brucia il Milan: Pippo in croce.

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di Nina Madonna – Senza non si cantano messe e senza quelli di Fininvest il Milan vive tristezze e ristrettezze.
La società è affidata all’improbabile coppia di AD -, ma il destino è to ai – che non ci sono – di Fininvest.

Gli investimenti pubblicitari sono scesi a nuovi minimi: -5.5% y/y a maggio in Italia, e il gruppo che Silvio ha affidato alla figlia Marina è una cassaforte che sta svendendo le partecipazioni estere a nuovi partner: in Spagna ha ceduto l’11% di um a Telefonica per 100 mln di euro, ed è uscito da Digital Plus, sempre vendendo alla società di Cesar Alierta.

si è impegnata a investire 700 milioni in 3 anni per i diritti tv di , più 373 l’anno per la serie A: in tutto 600 milioni a stagione per una azienda che in 10 anni ha perso 400 milioni, e che nel 2013 ha fatturato 552 milioni. i
Nuovi deal con colossi tipo Al Jazeera e Vivendi è scontato e indispensabile. A Cologno Monzese infatti non hanno scelta se non ridurre il businnes, concetrandosi su aree a maggior ipotesi di ricavi e minori costi.

Un rilancio su A.C.Milan è azzardato e impossibile. La stagione 2013-2014 è diventata una voragine in germini sportivi quanto economici. Il Milan avevano il secondo monte ingaggi più alto in serie A e l’arrivo di Clarence poi cacciato reso la situazione drammatica.

Barlusconi- non hanno scelta: vendere chi ha mercato e caccia a qualche svincolato con basse pretese economiche.

C’è da migliorare sensibilmente i conti come impone il fair play finanziario e le scarse risorse della “famiglia” che non riescono a ripianare il deficit.
Senza il c/economico è crollato, e sarà unaltrp anno di sofferenze.

I 28 trofei in 28 anni dell’era Berlusconi sono un ricordo lontano: oggi 4/5 squadre sono meglio dei rossoneri.

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