Non c’è bis argentino ai Mondiali 2026 e Lionel Messi resta dietro Maradona: 2 finali consecutive, 1 titolo, ma niente gol del siglo.
La sua Argentina esce sconfitta e mortificata dalla finalissima: neanche 1 tiro in porta, 2 espulsi (1 a gara finita), totalmente inferiore ad una Spagna dominante.
La Roja vince il secondo titolo mondiale della sua storia, dopo quello del 2010 e con lo stesso andare: campioni d’Europa prima, campioni del mondo dopo 2 anni.
Il segreto della Spagna, meritatamente campione, è nel lavoro di Luis de la Fuente, riuscito a costruire una Nazionale come fosse una squadra di club.
Errori ridotti al minimo, anche quelli individuali, idee e principi di gioco che valgono per tutti.
Non è facile sviluppare automatismi in pochi giorni ogni tanto. Eppure questo CT ci è riuscito, imponendo gestione paritaria, individuando le anime della squadra, organizzando una difesa solidissima, portando avanti un progetto cominciato nel 2013 con l’Under 19 ma pianificato per 17 anni fino al 2030!
Stavolta il gol decisivo è stato di Ferran Torres al 106′ su assist di Nico Williams. Ma in questa Spagna niente è casuale.
Decisiva anche l’espulsione di Enzo Fernandez (93′), mettendo out un’Argentina stanchissima, impaurita, chiusa a catenaccio.
Messi ha toccato pochissimi palloni, mai pericolosi. Lo scatto d’orgoglio è arrivato solo nei minuti finali.
Lautaro non è neanche entrato in campo. Disastro Scaloni che azzera i tanti elogi per il percorso fino alla finale, conquistata però con troppi supplementari e diverse rimonte.
Sedici anni dopo Iniesta, è ancora un giocatore del Barça a regalare i Mondiali alla Spagna: Ferran Torres firma la rete mondiale.
Scaloni cambia qualche giocatore rispetto alle semifinali ma è stato chiaro che la Seleccion ha lasciato volutamente campo all’avversario sperando di colpire in contropiede mai consentito.
Il possesso palla degli spagnoli di qualità e nei principi di gioco della Roja poteva sbloccare subito il risultato con Yamal, ribattuto a pochi metri da Martinez.
La Spagna ha dominato, facendo girar palla molto sugli esterni mettendo alla corda De Paul e Nico Gonzalez.
Primo tempo bloccato, a tratti noioso. Cucurella e Laporte accarezzano la rete e l’Argentina perde Lisandro Martinez per infortunio.
Entra Otamendi e poi Paredes: migliora il palleggio, peggiora nettamente il fair play perché proprio il nuovo regista lancia la caccia all’avversario con falli intimidatori per irretire.
L’Argentina prova a farsi vedere e perde anche Romero, la Spagna è ancora padrona del campo: Dani Olmo e Ferran Torres (due volte) flirtano col gol.
Messi è costretto a difendere, Lautaro langue in panchina. È chiaro che gli argentini puntano ai supplementari per il tutto per tutto.
Il piano salta per la doppia ammonizione a Enzo Fernandez, cacciato al 93′ per un fallaccio inutile su Cubarsi.
In 10 i rischi aumentano e si aprono varchi per Nico Williams e Yamal. Salva tutto Dibu Martinez, ancora una volta miglior portiere e trascinatore come nell’Athletic Bilbao.
Un’Argentina non tira mai in porta e si salva per un millimetrico fuorigioco di spalla: gol annullato a Torres al 113′.
Sotto gli occhi delle leggende Iniesta, Puyol, Xavi e Sergio Ramos che fremono, Messi si risveglia con un ultimo sussulto: Senesi e Simeone sfiorano il clamoroso pari.
Ma l’ennesimo miracolo non arriva e l’Argentina s’arrende alla Spagna passando il titolo dopo un match interminabile, finito dopo la mezzanotte e dopo 3 ore effettive.
Spagna campione del mondo. È stata la squadra più forte e più solida (1 solo gol subito). Bis delle Furie Rosse con merito al MetLife Stadium dove al fischio finale scatta la rissa tra Paredes ed Eric Garcia.
Tabellino: Spagna-Argentina 1-0 (dts)
Spagna (4-2-3-1). Unai Simon; Pedro Porro, Cubarsi, Laporte (8′ pts Eric Garcia), Cucurella; Rodri (8′ pts Zubimendi), Fabian Ruiz (17′ st Pedri); Yamal, Dani Olmo (30′ st Merino), Alex Baena (30′ st Nico Williams); Oyarzabal (17′ st Ferran Torres).
Ct: De La Fuente.
A disposizione: Raya, Joan Garcia, Pubill, Alex Grimaldo, Llorente, Gavi, Yeremy Pino, Victor Muñoz, Borja Iglesias.
Argentina (4-4-2). E. Martinez; Montiel (13′ st Molina), Romero (25′ st Medina), L. Martinez (43′ Otamendi), Tagliafico; De Paul (25′ st Simeone), E. Fernandez, MacAllister, Nico Gonzalez (1′ st Paredes); Messi, Alvarez (12′ pts Senesi).
Ct: Scaloni.
A disposizione: Musso, Rulli, Barco, Lo Celso, Palacios, Almada, Nico Paz, Lopez, Lautaro Martinez.
Arbitro: Vincic (Slo).
Marcatore: 1′ sts Ferran Torres (S).
Ammoniti: L. Martinez (A), Paredes (A), Romero (A), Montiel (A), MacAllister (A).
Espulso: Enzo Fernandez (A) al 48′ st per doppia ammonizione.
Tutti dell’Argentina.
Note
Pessimo lo show nell’intervallo durato quasi mezz’ora (27′): Madonna, i BTS, Justin Bieber, Shakira e i Coldplay tra i protagonisti.
La FIFA incassa quanto mai accaduto prima, il calcio ne esce a pezzi, stravolto in tutte le sue regole!